21 dicembre 2011: manca un anno…..

La faccenda del 2012 fu tirata in ballo dal geniale artista, nato a Rochester, Minnesota, il 24 gennaio del 1939, Joseph Anthony Arguelles, meglio noto come José Argüelles.

Questo pittore visionario, ma anche docente, sperimentatore di droghe pesanti, geniale interprete della concezione New Age, pubblicò nel 1987 il libro: Il fattore maya: la via al di là della tecnologia, un libro in cui elaborava astruse teorie basate sulla numerologia e applicate, a vanvera, ai calendari maya.

Joseph Antony Arguelles

Argüelles, ironia della sorte, è passato tra i più il 23 marzo 2011, a 72 anni di età (proprio quando ero impegnato a scrivere il mio libro, serio, sui Maya…). Il caso ha voluto che egli non riuscisse ad arrivare a vedere gli sconvolgimenti da lui teorizzati e profetizzati per il 2012!

La numerologia è un’attività che, se si possiedono in buona dose tempo e fantasia, può dare soddisfazioni incredibili: e nei numeri, nelle loro infinite combinazioni, ci sta tutto e il contrario di tutto.

All’intuizione geniale di Argüelles bisogna aggiungere il bisogno di “millenarismo”, conosciuto anche come principio escatologico o apocalittico: tutto ciò è insito nell’uomo, fin da epoche remote.

Ancora, occorre aggiungere la moda del catastrofismo che sta imperversando nel cinema, nella letteratura di evasione ma anche in quella divulgativa e scientifica.

Ci sono fior di scienziati che predicono sconquassi cosmici di ogni genere e altrettanti che invece si affannano a dimostrare che non è vero niente: che il mondo non finisce, che la storia delle macchie solari non è vera, che il buco dell’ozono non ha alcuna influenza e che il pianeta non è né sovrappopolato, né surriscaldato.

Anche la fede cieca nella scienza, quando i dati sono assai opinabili, è una brutta faccenda. Come ogni fede cieca.

Tutto quanto si va dicendo attorno al 2012, più o meno, è stato detto qualche anno prima attorno al 2000. Basta rileggere le cronache della fine degli anni Novanta: c’è da ridere

4 Ahau 8 Cumkú corrisponde all’11 agosto 3114 a.C. e la data espressa come 13.0.0.0.0 4 Ahau 3 Kankín corrisponde al 21 dicembre 2012.

Queste correlazioni sono ottenute secondo il metodo detto GMT, che è quello accettato dalla stragrande maggioranza degli studiosi maya. Ma, attenzione: non è l’unico. Vi sono altri metodi di correlazione abbastanza strampalati e in palese discordanza con le datazioni chimico-fisiche in uso nelle ricerche archeologiche. L’unica altra possibile alternativa seria è la datazione GMT che non prevede la correzione di due giorni: le date corrisponderebbero rispettivamente al 13 agosto 3114 e al 23 dicembre 2012. Tutte le altre date non hanno alcuna credibilità, soprattutto quelle che riportano il 3113 a.C. Queste infatti non tengono conto che non esiste l’anno zero. Il numero esatto di anni che compone il Grande Ciclo maya corrisponde a 5.125,37, arrotondato per eccesso. Questo numero di anni è espresso dal concetto matematico maya dei 13 baktun, ossia 13 periodi di 144.000 giorni: 1.872.000 giorni che corrispondono al numero di anni sopra citato.

Quando si parla di 2012 e di Maya si scorda, o non si conosce, che si sta trattando di un concetto elaborato dalla cultura che i popoli maya delle foreste del Petén e del Chiapas seppero sviluppare, approssimativamente, tra il II secolo a.C. e il X secolo d.C.

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