About Piedmont in Unesco World Heritage Sites

Ricordo assai bene quel 18 maggio 2012 a La Morra: ero in compagnia di Angelo Gaja – che fece uno dei suoi proverbiali interventi incisivi - per assistere a questo convegno, durante il quale alcuni architetti del territorio fornivano suggerimenti per riformulare la domanda di ammissione dei paesaggi vitivincoli piemontesi all’elenco dell’Unesco World Heritage Sites. Avevano appena comunicato che la precedente domanda era stata ritenuta non completamente valida.

In buona sostanza: ci avevano rimandati.

Il tempo è trascorso non invano e, alla buon’ora, da oggi siamo a pieno titolo, con non dissimulato orgoglio, parte di questa sorta di diadema di gioielli mondiali.

Ora, a proposito di questa bella faccenda, propongo un bel brindisi a modo mio (il fiocco rosa del Giro d’Italia in Barolo, a maggio 2014) e una considerazione.
Al di là di tutte le vuote parole di circostanza che sentiremo e leggeremo, quest’atto – che è sostanzialmente formale ma che può innescare virtuosi meccanismi di prospettiva – deve semplicemente rappresentare un punto d’inizio e un pungolo che serva a lavorare sempre meglio, a imparare a comunicare verso il Mondo, a imparare ad accogliere sempre più persone (non semplici turisti, di quelli non c’è bisogno) a cui, oltre al resto, saper anche raccontare le Storie importanti delle nostre Terre, dei nostri Prodotti, della nostra Gente.
Salute, amici miei.

Leave a Reply