Achar

Che cosa ci sia dentro – a parte peperoncini rossi e verdi, curcuma, lime, mango, anice, verdure varie – con esattezza non lo so e nessuno ha saputo spiegarmelo; per certo ci sono delle verdure e dei frutti tipici del sud-est asiatico che noi non conosciamo. Sta di fatto che questo intingolo punjabi che c’è su ogni tavolo indiano come salsina da smangiucchiare a mo’ di antipasto mi fa impazzire, alla lettera. Me ne sono portato un chilo dall’India e ogni tanto me ne godo un poco. Com’è ovvio è piccante all’inverosimile, ma con dei sentori, dei gusti, delle “robe” – non so dir meglio – che mi piacciono da morire. L’ho mangiato oggi con dei grissini, ci ho aggiunto un poco di olio d’oliva extravergine pugliese e ci ho bevuto questa Barbera delle cantine Terre dei Santi di San Damiano d’Asti: una Barbera da 14°, con un naso straordinario di lampone e amarena, abboccata, equilibrata, con tannini leggeri e acidità poco spiccata. Eccellente, da ricordare: Barbera d’Asti L’Alfiere 2007 delle Terre dei Santi. Cosa chiedere di meglio alla vita?

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