Asta del Barolo 2013

Le aste in genere e quelle del vino in particolare non mi appassionano e neanche m’interessano, ma l’annuale Asta del Barolo, organizzata a cura dell’Accademia del Barolo al Castello dei Falletti, è sempre un evento che d’essere considerato con parametri che stanno ben oltre le mere considerazioni economiche che di solito contraddistiguono queste manifestazioni.

Comunque, mi pare doveroso fornire alcuni dati tecnici riguardanti questa XIV edizione dell’Asta. Sono stati battuti 27 lotti, tutti assegnati per un valore complessivo di 33.910 €. I prezzi più alti sono stati conseguiti dal lotto n. 10 (6 magnum del Preve 2000 di Gianni Gagliardo, millesimo memorabile di un Barolo sempre tra i migliori) per un’offerta di 3.050 € (base d’asta di 800 €) e dal lotto n. 27 (14 bottiglie, una per ogni produttore socio dell’Accademia, comprese tra i millesimi 1996 e 2005), assegnato a 4.400 € (con base d’asta di 1.500 €).

La vera emozione me l’ha regalata Roberto Cerea con i suoi piatti sensazionali, tra i quali segnalo quello che mi ha preparato apposta per sostituire i Casoncelli con taleggio (io non posso mangiare latticini): una semplice proposta di melanzane e zucchine grigliate con una salsa di piselli al cardamomo. Piatto di equilibrio e complessità straordinarie nella sua apparente semplicità: di rado ho avuto modo di gustare qualcosa di meglio, e lo dico in senso assoluto.

Roberto Cerea è figlio di Vittorio Cerea: classe 1936, scomparso prematuramente il 31 ottobre 2005, poche settimane dopo che lo storico locale Davittorio era stato trasferito da Bergamo nella campagna della Cantalupa a Brusaporto (pochi chilometri a est di Bergamo). Vittorio, con la passione della cucina coltivata ancora ragazzo, aveva aperto questo prestigioso locale nel 1966 con la moglie Bruna. La prima stella Michelin era arrivata presto negli anni Settanta. La seconda venne guadagnata nel 1996. La tanto sospirata terza è giunta nel 2010 (ricordo che nel 2013 le 3 stelle Michelin in Italia sono soltanto 7!). Vittorio ha lasciato a sua moglie Bruna e a 4 dei suoi cinque figli l’eredità della sua passione: Enrico e Roberto in cucina, Francesco a occuparsi di una eccelsa carta di vini e l’ultimogenita Rossella a curare l’accoglienza del ristorante e della dimora annessa (il locale fa parte della prestigiosa selezione mondiale Relais&Chateau). Barbara Cerea ha “tradito” la famiglia e gestisce a Bergamo il caffè-pasticceria Cavour 1880 (curiosità: suo marito è il maestro pasticcere del ristorante di famiglia).

Ho ricordato il piatto di verdure ma anche gli altri (vedi sopra) erano di assoluto livello. Ad accompagnare le preparazioni di Roberto ben 13 Barolo 2009: troppi! Presenti tutti i soci (meno Roberto Voerzio, credo perché il suo Barolo 2009 non sia ancora pronto) con i loro Barolo, ma davvero troppi da essere ben gustati e valutati durante un pranzo del genere. E io personalmente mi sono limitato ad assaggi privi di ogni intenzione critica; per valutare un Barolo occorre avere tempo, bisogna che il vino prenda aria quantomeno per diversi minuti nel bicchiere e questo diventa impossibile in situazioni del genere.

Al banchetto erano presenti tutti i produttori e molti personaggi di rilievo. Tra questi, segnalo Marco Berry (torinese, si chiama Marco Marchisio) che si è prodotto in uno dei suoi famosi numeri di prestigiatore e il sommelier italo-svizzero Paolo Basso, campione del mondo dei sommelier 2013 che era al tavolo tra Stefano Gagliardo e me. Due persone di grande interesse di cui riporto qui sotto i rispettivi web-site che invito a consultare.

www.davittorio.com

www.paolobasso.ch

www.marcoberry.it

www.accademiadelbarolo.com

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