Bruno Chiarenza

Bruno lo conobbi nel ’76 o ’77, non ricordo bene: conduceva, come un ciarlatano qualsiasi, una rubrica di lettura dei Tarocchi a Radio ABC Italiana (97 Mhz), in quella epica sede al terzo piano di una bella palazzina liberty in via Ettore de Sonnaz, 3, quasi angolo con i portici di corso Vinzaglio. Al primo piano di quella palazzina abitava il Circolo dei Calabresi di Torino (mai avuto nulla a che fare….).

Bruno in realtà era un buon pittore più o meno espressionista, in certe opere assai picassiano, ma con una spiccata personalità tutta sua. Aveva lo studio, un posto assai più che incredibile, in San Salvario, vicino all’odierna sede del noto locale Hiroshima Mon Amour.

Quanti ricordi in quello studio…che Bruno mi prestava volentieri per determinate bisogne…E quante fotografie. Su tutte, l’indimenticabile, visionaria, multiforme performance de “Il Diavolo ti vuole”, ambientata proprio lì: era il 1980.

Di Bruno ho un quadro, olio su tela (circa 100×100 cm), che ho scelto personalmente: era il suo regalo di nozze, un omaggio all’amato Pablo. Mi piace sempre da morire ed è esposto nel mio living.

Poi ho un pezzo, straordinario, che credo egli neanche ricorda più: me lo diede in cambio di tutte le fotografie che realizzavo per i suoi quadri. E’ un gioiello in argento 800 sbalzato e inserzioni in oro zecchino. Misura circa 9×5 cm. e pesa 36 grammi. Pezzo unico del 1976: non lo venderei per nessuna cifra: tra le tante opere d’arte che ho in casa (tutte di amici e soprattutto sculture) è forse quella che amo di più (con le due pietre ollari di Nicola Silvano Borrelli).

Semplicemente strepitosa.

Oggi Bruno si è sistemato al calduccio delle Canarie, a Lanzarote e si trova benissimo. Sta invecchiando bene, come pochi altri dei nostri. Ho voglia di rivederlo e scambiare qualche brindisi e qualche parola.

Credo che succederà presto.

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