Ca’ ‘d Bufet, Casa Buffetto

Posta sopra un poggio panoramico in frazione Lavezzole (due passi da San Damiano d’Asti), questa tenuta – circa 4 ettari di cui un paio vitati a Nebbiolo e Barbera con un po’ di Pinot Noir – ha una storia lunga e affascinante.

Già di proprietà nobiliare, fu acquistata dalla famiglia Volpe nel 1919 e divenne la “home” patriarcale di una schiatta di gente concreta, sensibile e orgogliosamente contadina. Gente che con il passare del tempo si trasformò in quel ceto di medio-alta borghesia di provincia illuminata.

Venne ceduta, sono ormai molti anni, a una società svizzera che la trasformò in accogliente agriturismo.

Quattro o cinque anni fa una persona se ne innamorò perdutamente e la acquistò per farne una dimora in cui rilassare sé stessa. la propria famiglia e gli amici.

Oggi Vincenzo Munì, tra i miei pochi amici veri, ne cura da par suo le vigne preziose e il vino che da queste viene spremuto (ho già parlato del rosato di Nebbiolo, ma dovrò trattare di un certo Nebbiolo 2011 che mi ha stregato).

Ne tratterò di seguito con dovizia. Se lo merita questo posto, lo meritano i miei amici. E io pure.

 

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