Di seguito 8 scatti che documentano la genesi di un mio quadro eseguito usando il buon Barolo Manzoni 2004 dei Fratelli Ferrero di La Morra, imbottigliato per il marchio cinese “Rosso Rosso” di Shanghai. L’enologo è l’amico Beppe Caviola (una garanzia). Il vino – che ho come sempre prima bevuto – è un Barolo di buon livello (il millesimo non è eccezionale), 14.5%vol., con naso e palato già evoluti verso i tipici sentori di un Barolo di 7 anni, che comunque può ancora crescere, e molto. Il colore è scarico: già quel rosso granato che da pittore definirei meglio come rosso mattone. Non è il massimo per dipingerci: avrò bisogno che il vino resti sulla carta almeno 2/3 giorni per penetrarne le fibre e poi almeno uno per asciugare perfettamente. Sono sufficienti circa 100/150 cl. di vino. Ho scelto un foglio di pregiata Archer da 300 gr. (57×76 cm.) e ho usato il verso anziché il recto, per una questione di trama. Ecco gli scatti della sequenza, a distanza di ore e di giorni.
- La bottiglia ancora da aprire
- Bottiglia e bicchiere sul foglio di Archer
- Il quadro dopo 12 ore
- Particolare del vino steso sul foglio (dopo 2 ore)
- Quadro finito e quasi completamente asciutto
- Particolare superiore
- Particolare inferiore






































































































Questo è il lavoro, assai complicato dal punto di vista tecnico, che ho creato apposta per il convegno e la mostra alla palazzina di caccia di Stupinigi che si inaugura il 25 settembre 2010.
Il mio “Tavolvino”, opera del 2007. E’ un tavolo di doppio cristallo inciso con le incisioni colmate di vino (Barbera). Il tavolo è inscritto in un rettangolo di dimensioni auree (110×68 cm.). E’ sorretto da due vasi di vetro che contengono vino bianco e vino rosso più tutti i tappi delle bottiglie che ho bevuto durante la realizzazione dell’opera. E’ stato esposto soltanto a Eataly e nel foyer del Cinema Empire, accanto al Caffè Elena a Torino. E’ disponibile per esposizione.






































