Con lo Sperss di Angelo Gaja e…. Gianfranco Vissani

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Definire lo Sperss come Barolo è a dire il vero, secondo le normative vigenti, quantomeno improprio. A partire dal 1996, infatti, Angelo Gaja decise di definire quasi tutti i suoi vini piemontesi (fanno eccezione il Barbaresco  e il Barolo Dagromis che sono a DOCG): Langhe DOC e quelli a base Nebbiolo, Langhe Nebbiolo DOC. Perché? Semplicemente, perché non sono vini in purezza! Angelo spiega, infatti, che così decise per il semplice fatto che per tradizione questi vini, almeno fino a tempi assai recenti, non erano vinificati con quest’assillo assurdo della purezza, essendoci nelle vigne storiche piccole percentuali di altri vitigni come Barbera e Dolcetto. Questa storia della purezza ha finito per appiattire un grande vino come il Chianti che moltissimi oggi vinificano con soltanto Sangiovese 100% e se ne fanno vanto! Se per tradizione il Chianti è sempre stato un uvaggio (dove Canaiolo, Colorino e Malvasia svolgono un ruolo essenziale), ci sarà bene una ragione. In ogni caso, lo Sperss è costituito per il 94% di Nebbiolo e per il restante 6% di Barbera, uve che vegetano nei 12 ettari di vigneto che dal 1988 sono di proprietà della famiglia Gaja.

Ho accettato volentieri l’invito di Angelo a partecipare a questa verticale di Sperss perché, tra le altre cose, questo vino mi è particolarmente caro. Nella mia performance durante le olimpiadi degli scacchi, il 3 giugno 2006 a Torino, feci bere sulla mia scacchiera di vino lo Sperss 1997 (il bianco era l’Alteni di Brassica 1997, Sauvignon Blanc): i grandi campioni apprezzarono assai quei bicchieri ripieni di vino bianco e rosso che simboleggiavano gli scacchi!

Dopo aver salutato Angelo, la moglie Lucia e Gaia, mi sono accomodato nella prima fila dell’affollato salone, defilato sulla sinistra per essere proprio di fronte al pulpito e poter riprendere al meglio le mie fotografie. La sorpresa è stata che, per puro caso (ma il caso, come ben sappiamo, non esiste), alla mia destra si è accomodato un signore dalla stazza fisica imponente, uno sguardo intenso ma come sperso tra una selva di profonde rughe che ne dipingono una faccia dai tratti forti, bruni. Ben vestito, scarpe rosse: Gianfranco Vissani. A me personalmente sconosciuto: non si conoscono infatti le persone attraverso i media; conoscere qualcuno significa necessariamente averci parlato insieme, averlo toccato, averne sentito gli odori, averlo guardato dritto negli occhi. Se poi si mangia o si beve insieme, è meglio. Bene, mi sono presentato e in buona sostanza abbiamo fatto una simpatica e assai informale valutazione dei sei millesimi di Sperss proposti da Gaja: 1989, 1999, 2001, 2003, 2005 e 2007. Scambiandoci le rispettive opinioni, ci siamo accorti che le valutazioni erano coincidenti! I Barolo di Serralunga (un paesino delizioso che non raggiunge le 500 anime, caratterizzato da un castello che pare un grattacielo) sono vini di grande struttura, con tannini importanti e lo Sperss di Gaja non fa certo eccezione. Come tutti i vini a base Nebbiolo, i colori sono scarichi e con gli anni il rosso rubino vira verso un rosso aranciato che lascia nel bicchiere delle calde sfumature giallognole. Il 1989 è certo un grande Barolo, ma non all’altezza delle annate successive: quelle le cui uve hanno potuto pienamente ricevere le cure che caratterizzano la qualità dei prodotti Gaja (non dimenticando l’importanza di un signore sempre defilato che si chiama Guido Rivella). Il 1999 si presenta al naso, e soprattutto al palato, con le caratteristiche di un grande vino che comunque promette ancora una lunga carriera onorata. Un pelo, ma si tratta di sfumature, meno potente il 2001. La sorpresa, condivisa con Vissani, è stato il millesimo 2003: annata torrida, 70% della produzione svenduta perché ritenuta non all’altezza ma il restante 30% imbottigliato è risultato un vino eccellente, di grande potenza, con tannini importanti, pieno, austero, consistente; un vino che lascia lunghi ricordi in bocca e in gola. Non tutti concordavano con questa valutazione. Ottimi, ancorché troppo giovani (comunque, a me piacciono i tannini un poco taglienti dei giovani Barolo e Barbaresco), 2005 e 2007.

Gianfranco Vissani, pur visibilmente imbarazzato per la durata di tutta la faccenda (gli impegni al Vinitaly sono sempre tanti e spesso eccessivi), non ha potuto far altro che rimanere per tutto il tempo, oltre due ore, prima ad ascoltare l’eloquio, accalorato ma sempre unico, di Angelo e poi a svolgere per intero la gustazione dei sei millesimi di Sperss. Ho conosciuto una persona di poche parole, quasi frugale, ma di modi semplici, non artificiosi e anche, tutto sommato, di buona disponibilità.

Non starò a parlare della carriera di questo umbro ormai sessantenne (è un sagittario, nato il 22 novembre 1951 a Civitella del Lago, due passi da Orvieto, in provincia di Terni in una Umbria che è quasi Lazio): Casavissani è un luogo di culto ormai noto in tutto il mondo, così come le attività divulgative – libri, giornali e televisione – di Gianfranco Vissani non necessitano certo delle mie pleonastiche parole. Certo, avendo avuto la fortuna di trascorrere tanti  giorni in cucina assieme a grandi e meno grandi chef e avendone sempre ammirato l’incredibile manualità, il controllo del tempo, la capacità di avere uomini, macchine e materia sempre sotto controllo, mi è rimasta la curiosità di vedere all’opera un talento di questo tipo. Poi, ritengo sempre che un vero cuoco fuori dalla sua cucina sia sempre una specie di pesce fuor d’acqua; e anche Gianfranco Vissani, pur “uomo di mondo”, questa sfumatura di natura prossemica me l’ha lasciata.

Ho parlato per telefono con il figlio Luca, ormai più che trentenne (lavora con il papà da quando di anni ne aveva 12), per avere alcuni chiarimenti che mi ha gentilmente fornito e ha tenuto, con grande calore, a farmi sapere che da qualche tempo Casavissani ha sviluppato una APP che si può scaricare su ogni piattaforma e che mette in diretto contatto con il mondo di Gianfranco Vissani e con tutto ciò che gli sta intorno. In testa a questo scritto alcune immagini e, qui sotto, il relativo link per scaricare una preziosissima applicazione per tutti gli appassionati di grande cucina.

http://itunes.apple.com/us/app/ivissani/id501715256?mt=8

One Response to “Con lo Sperss di Angelo Gaja e…. Gianfranco Vissani”

  1. Sperss: un sogno di “Nostalgia” ovvero…I have a dream | Vincenzo Reda Says:

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