Da Filippo, in Albaretto della Torre

Era ormai un poco di tempo che non mi recavo a trovare il mio grande amico Enrico in quel di Alpignano: troppo spesso, con approccio superficiale, siamo soliti trascurare certi rapporti che è delittuoso non curare a dovere. Dovevo portagli i miei ultimi libri e avevo per davvero bisogno di una bella chiacchierata, fuori dagli schemi e fuori dai denti, con lui; nel suo giardino rigoglioso, sotto l’immenso tiglio che pare centenario e invece di anni ne ha assai meno di quelli che dimostra. E poi, dopo lunghe e corroboranti parole, bisognava decidere dove e come finire la serata: e dove se non in Langa? E come se non con un vecchio amico?

La solita ora e mezza – che si vada piano o forte sempre quel tempo occorre, misteriosamente – per guadagnare la pace di certi posti di Langa, un poco fuori mano e poco infestati da turbe (per carità, sempre ben accette! ci mancherebbe…) di assatanati turisti, nordici per lo più. Albaretto della Torre, con i suoi quasi 700 metri di frescura e di silenzio è uno dei nostri posti preferiti. E Filippo Giaccone lo conosciamo da tanti anni, da quando ancora adolescente aiutava in sala suo padre: il portentoso (quando gli gira giusta e quando vi trova simpatici…) Cesare Giaccone. Di tempo ne è passato tanto e, dopo viaggi e avventure in mezzo mondo, Filippo da circa un paio d’anni ha aperto nella casa avita (i Giaccone stanno qui, con alterne vicende, dal 1938) il suo ristorante: Filippo. In cucina c’è la brava e talentuosa Michela Bruno, da Murazzano, già allieva di Cesare.

La vita spesse volte incastra avvenimenti in sequenze e coincidenze che sembrano accadere con un senso già compiuto e insondabile. Nello stesso giorno in cui Aldo Conterno guadagnava la pace dei Cieli, e noi ancora non lo sapevamo, ci viene offerto un piatto – delizia assoluta – di fave fresche di giornata, appena appena scottate e servite con foglie di mentuccia,  raccolte  da un parente di Filippo: Domenico Conterno, stesso cognome e nessuna parentela! Eccellente l’uovo in camicia con asparagi e nocciole; ottimo il coniglio allo spiedo come la pesca ripiena: cibo leggero, ben cucinato e ben presentato. Lo abbiamo accompagnato con un eccellente Dolcetto di Dogliani 2010 di un piccolo produttore – Giacinto Valletti – e con un Nebbiolo 2009 di Ceretto di ottima qualità (mi ha onestamente sorpreso: non amo in particolare Ceretto e i suoi vini, ma se un vino è ottimo, tutto il resto passa in secondo piano). Abbiamo finito la serata tardissimo, chiacchierando e tirando notte fonda sotto un cielo che durava fatica abbandonare…

http://filippogiaccone.com/

Filippo giaccone, via Umberto, 12, Albaretto della Torre (CN) – +39 0173 520141/338 8871155

2 Responses to “Da Filippo, in Albaretto della Torre”

  1. Dog, il cagnino egizio adottato | Vincenzo Reda Says:

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  2. Filippo Giaccone e Roberto Voerzio | Vincenzo Reda Says:

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