Eataly Roma, esterno sera

Di Oscar Farinetti tutti sanno che ha straordinarie capacità imprenditoriali; molti sanno che sa scegliere e motivare i propri collaboratori come pochi altri. Ma quasi mai alcuno ne ha elogiato la sensibilità di scegliere delle location formidabili per allocare le sue aziende: ne aveva dato già prove eloquenti a Torino e a New York, ma Eataly Roma mi pare davvero un esempio eclatante.

Conosco bene quella zona: tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del Duemila frequentavo spesso la sede del Ministero dell’Ambiente che è posta a due passi dall’edificio progettato dall’architetto Julio Lafuente e che doveva servire come air terminal di Fiumicino, inaugurato in occasione dei mondiali di Calcio del 1990. Per la verità, l’impressionante costruzione non servì proprio a nulla e fu abbandonata al degrado e all’oblio. Fino a che la sensibilità e l’intelligenza di Farinetti non se ne appropriarono per accasare Eataly Roma, la sede più grande fra tutte quelle aperte fino a oggi ( e sono 19: 9 in Italia, 9 in Giappone – tutte nell’immensa Tokyo – e una a New York).

Quartiere Ostiense, a 4 fermate di metropolitana (Linea B) da Roma Termini, addossata all’omonima stazione ferroviaria: dal punto di vista logistico, una location insuperabile. E che scenografia, per giunta!

I numeri sono impressionanti: 4 piani per 17.000 mq.; 23 luoghi di ristoro, 48 tra aree e aule didattiche; 8 luoghi di produzione fruibili dai visitatori; 500 addetti per 14.000 prodotti in vendita!! E in più: un centro congressi da 300 posti, 2 sale riunioni, un’area per esposizioni.

Cos’altro?

E i romani, con gli innumerevoli turisti della nostra (ex) Caput Mundi, hanno risposto in maniera sorprendente: un successo senza precedenti, con una media di 25.000 visitatori al giorno…

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