Eleganza eleganza eleganza

Ho deciso, quest’anno, di finire il fatidico 2012 e cominciare il 2013 con alcuni vini particolari: Balciana Sartarelli 2007, Dolcetto Gianni Gagliardo 2011, Colonnara Ubaldo Rossi metodo classico 2006 e, soprattutto, Barbaresco Gaja 2005.

I vini di Gaja sono tutti più che eccellenti, ma la sua interpretazione del Barbaresco è inarrivabile. Bere questo vino all’inizio della sua piena maturità è stata un’esperienza sensoriale fuori del comune. L’annata 2005 fu ottima senza essere memorabile, la raccolta delle uve avvenne nella seconda metà di settembre. Il vino presenta un grado alcolico non elevatissimo (14% vol.) e un colore rosso appena aranciato, scarico ma non troppo.

Al naso si presenta con una complessità e un’eleganza che descrivere è arduo cimento: ci sono tutte le note speziate, leggere, tipiche del vitigno; ma c’è molto d’altro: la marasca, la liquirizia, sfumature di caffè, di catrame, di pellame…Il tutto in un contesto di armonia e di finezza semplicemente straordinarie.

E, poi, in bocca ascolti un racconto vellutato, elegante, largo ma sottile, schietto e lunghissimo. Un portento!

L’ho bevuto dentro il mio solito Riedel sbreccato e riparato: è un bicchiere che mi regalò Angelo Gaja nel 2009, durante una delle occasioni (rare, eravamo a Milano) di festeggiamento del secolo e mezzo di vita della Cantina. Mia moglie ne ruppe inavvertitamente la base, lo feci riparare da un artigiano vetraio e continuo a usarlo per bere certi vini che io so. Gaja, saputa la mia passione per questi bicchieri, me ne fece arrivare altri uguali, ma io continuo a usare il mio Riedel sbreccato e riparato: lì dentro, certi vini hanno tutt’altro valore.

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