EMBERTO UCO/Umberto Eco

Sopra uno degli scorsi numeri del settimanale L’espresso, Umberto Eco, tra l’altro, ha scritto:

«…Sempre in data 18 aprile, una rivista on line dal titolo allettante, “La perfetta letizia, Rivista giornalistica cattolica d’informazione e attualità”, recensisce “Quisquilie e pinzillacchere” di Vincenzo Reda, “giunto alla sua seconda pubblicazione, introdotta dalla prefazione di Umberto Eco”. Come è facile intuire non ho mai prefato questo libro (né conosco il Reda) ma la cosa non mi stupisce perché una volta un signore ha pubblicato come prefazione alla sua opera una mia lettera, neppure esageratamente cordiale, in cui declinavo la richiesta di una prefazione.»

La questione è divertente assai, perché chi sa leggere e ha letto il mio libro sa che la prefazione l’ha scritta un certo EMBERTO UCO, mio amico che ha la fortuna, o la sfiga, di chimarsi QUASI come l’illustre professore, saggista, romanziere e tutto il resto…Il fatto, oltre a essere divertente, è la chiara dimostrazione che molte persone leggono quel che vogliono leggere, non quel che è scritto. O No? (Ma lo scherzo è stato concepito a bella posta, perché a me piace scherzare). E non deve volermene Umberto Eco, autore che leggo spesso e stimo tanto. Della persona nulla posso dire per la semplice ragione che non la conosco.

Salute a tutti. Ai belli e ai brutti.

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