Già bianco di Fontanafredda

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Nel dicembre del 2010 avevo scritto un breve articolo che trattava del vino appena introdotto sul mercato dal funambolico Oscar Farinetti sotto il marchio di Fontanafredda: il Già Rosso. Infuriavano inutili polemiche pro (pochi) o contro (moltissimi). Il tempo ha dimostrato che l’intelligente operazione di marketing è andata a buon fine, e secondo me non c’erano dubbi in proposito. Lo scorso anno, durante la mia visita ai tenimenti di Fontanafredda – che aveva lo scopo di redigere un articolo per il mensile HoReCa – fui tra i primi a parlare del Già Bianco. Qualche tempo fa Francesca Tablino, responsabile dell’ufficio stampa di Fontanafredda, mi ha fatto recapitare alcune bottiglie da litro del Già Bianco, insieme a due Barolo Lazzarito 2007.

Ne ho fatte con calma le mie lente bevute con le conseguenti valutazioni: vanno nel medesimo senso del Già Rosso, poiché lo schema è lo stesso. Ne sono state prodotte circa 40.000 bottiglie – nelle tipologie da litro e da 1/2 litro. E’ un bianco che nasce nei Colli Orientali del Friuli con un uvaggio più o meno paritetico di tre vitigni: Malvasia Istriana, Ribolla Gialla e Pinot grigio. Gli impianti sono di 4.500 esemplari per ettaro, tenuti a guyot su basse colline ricche di marne e arenarie. La vinificazione viene fatta a temperatura controllata in vasche d’acciaio con le tipologie separate. Appena terminata la fermentazione alcolica, dopo un’opportuna chiarifica, viene effettuato l’uvaggio definitivo che è sistemato in vasche a bassa gradazione che ne impedisce la fermentazione malolattica. L’8 dicembre il prodotto esce sul mercato. E’ un vino di 11% vol., di scarsa acidità, giallo paglierino, con un buon naso (prevalgono profumi tenui e floreali della Ribolla); in bocca è un vino semplice, schietto, di facile beva ma anche con una certa persistenza (senza aspettarsi chissacché). Viene distribuito soprattutto in Italia su tutti i canali, compreso il web. L’indicazione di prezzo al pubblico è per 9,80 € per la bottiglia da litro – rigorosamente in vetro scuro riciclato: ma si può trovare anche a 8€, presso esercenti più onesti. Secondo me è un vino buono per aperitivi senza pretese e per consumarci una buona pizza quando non si vuol bere birra e non si è capaci di bere – di sopportare – certi Arneis pessimi, molto in voga e anche assai costosi.

Tutt’altro discorso per il Barolo Lazzarito 2007: il migliore dei Barolo che ho bevuto finora con il marchio Fontanafredda. Arriva da una di quella decina di zone (secondo la carta dei Barolo di Ratti) di prima categoria: a nord di Serralunga, per una tipologia di vini più strutturati ma meno eleganti dei cru che stanno tra La Morra e Barolo. Questo è un vino di almeno 90/92 centesimi, con tutte le proprietà organolettiche di un ottimo Barolo, ma già pronto da bere appena immesso sul mercato a poco meno di 5 anni dalla vendemmia. Si può trovare a un prezzo tra i 35 e i 40€ e si beve già un gran vino. Ne tratterò con più dettagli prossimamente, quando spero di occuparmi di tutti i Barolo di Fontanafredda (che sono molti e di assai differenti tipologie).

 

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