Gigi Restagno, The Beautiful Loser

Gigi Restagno (Torino, 9 agosto 1957/15 gennaio 1997) è stato un grande personaggio della magnifica, e irripetibile, stagione musicale underground tra la fine dei Settanta e il principio dei Novanta. L’ho conosciuto appena appena: io frequentavo il mondo parallelo dell’arte e del teatro d’avanguardia. Ma tanti dei suoi amici erano, e sono, miei amici ancora adesso. Parlo di Renato Striglia, di Giancarlo Cara, di Piero Chiambretti.

Durante l’anteprima per la stampa, al Cinema Massimo (oggi, 25 febbraio 2014), guardando questo bel lavoro di Diego Amodio (sceneggiatore e uomo di cinema) mi è venuto in mente un altro come lui, con ben altra fortuna: Jean Michel Basquiat, ma quest’ultimo consumò la sua breve vita e il suo immenso talento protetto da Andy Warhol…Altra storia, purtroppo!

E ho pensato anche al Nashville di Robert Altman: con le ovvie distanze e considerazioni, anche questo è un grande affresco in cui emerge la musica in un contesto sociale e culturale raccontato con classe, con il giusto distacco dialettico e con una grande operazione di montaggio in cui i tempi filmici sono esemplari. Ne viene fuori la storia di un talento singolare, contraddittorio, elegante, carismatico. E una Torino di straordinario fascino sotterraneo che poco più tardi regalerà tanti personaggi di successo nazionale nel campo della musica e dello spettacolo.

Ebbene, tutti debbono qualcosa a Gigi Restagno; e tutti, nessuno escluso, lo riconoscono.

Consiglio a quei cinquantenni che allora ebbero la fortuna di vivere, da adolescenti e da giovani, quella Torino di vedere questo formidabile lavoro. E  lo consiglio anche ai giovani che quella stagione non hanno conosciuta: perché, in fondo, questa è la storia di alcuni ragazzi di talento, delle loro speranze, dei loro problemi, delle loro contraddizioni….

Per informazioni: Gianpiero Massimelli, axel.italia.srl@gmail.com

http://youtu.be/GHwRDgja9KM

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