I Tallone, artisti e buongustai

“ In ogni caso sovvenitevi di quel Cesare Tallone che, sovrano pittore e buongustaio, beveva papaliter, centellinando, assaporando. Quando l’Ernest, il piccolo d’una famosa osteria milanese, l’Arena Vecchia gli portava la bottiglietta del scabbi, guai se imprimeva all’andatura il solito moto, a onda, dei camerieri. La bottiglia doveva essere portata con ieratica solennità. Se la ciondolava distrattamente, subito il Tallone gli urlava «Ohei, Ernest, te sonet la campana?!».

Questo è uno scritto di Gino Veronelli, tratto dal suo “I vini d’Italia” del 1961, Il Libro del Vino.

Il Cesare Tallone di cui Gino parla è il pittore e maestro all’Accademia di Brera Cesare Vittore Luigi Tallone (nato a Savona nel 1853 e morto a Milano nel 1919): furono suoi allievi Pellizza da Volpedo, Boccioni, Carrà…

Siccome buon sangue non mente, tra i suoi 9 figli ci sono Alberto, il grande tipografo e editore; Cesare Augusto, liutaio e accordatore personale di Arturo Benedetti Michelangeli; Guido, celebre pittore anch’egli.

Oggi io vado ogni tanto a parlare di tipografia e a bere un buon bicchiere con Enrico Tallone, figlio di Alberto e Bianca, Gran Dama dell’Editoria italiana di prestigio (nata in quel di Vinci): nel giardino della casa avita, in pieno centro storico di Alpignano, c’è una vigna e ci sono i treni che i tre fratelli Tallone vollero tenersi vicini.

Simboli antichi di libertà e di comunicazione: il Vino e il Treno. http://www.talloneeditore.it

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