Il castello dei Càtari di Maurizio Rosso

Maurizio Rosso è un amico che si occupa di vino nell’azienda di famiglia Gigi Rosso di Castiglione Falletto (vini ottimi, detto tra parentesi). Per la verità è laureato in Lingue e Letterature Straniere a Ca’ Foscari e ha conseguito un master in Letteratura Angloamericana alla University of California Santa Cruz.

Ha all’attivo numerose pubblicazioni e tra queste avevo letto e apprezzato un suo volume sulla Storia del Barolo e ho scritto su questo sito dell’ottimo Piemontesi nel FarWest.

Ho appena finito di leggere questa specie particolare di romanzo: in estrema sintesi, è la storia del giovane tedesco Hans che si reca a Monforte d’Alba per completare la sua tesi di ricerca sulla vicenda, abbastanza oscura, dello sterminio della comunità Càtara, qui stanziata, a opera del vescovo milanese Ariberto D’Intimiano nel 1028. Prezioso collaboratore di Hans, e vero deuteragonista, è il parroco Don Angelo.

La vicenda attorno a cui si srotola questo romanzo è di grande interesse per tutta una serie di risvolti storici e teologici che la lega alle varie eresie che videro la luce tra alto e basso medioevo (Arianesimo, Manicheismo, Patarismo, Bogomilismo…). Certo che l’eresia Càtara ha un fascino particolare: a parte i massacri perpetrati nella prima metà del XIII secolo nella Francia meridionale (ma anche nella zona del Lago di Garda vennero arrostiti diversi “perfetti” càtari), l’eresia Càtara è quasi una sorta di summa di tutte le altre e con una caratteristica di particolare e inflessibile integralismo. A questo proposito i Càtari monfortini scelsero in massa il rogo piuttosto che l’abiura della loro fede. La vicenda di Monforte è interessante anche perché precede di quasi due secoli gli avvenimenti in cui i Càtari furono perseguitati e sterminati dalla crociata voluta contro di loro da papa Innocenzo III. Ma erano davvero Càtari, questi di Monforte? Chissà…

Per curiosità, il termine Càtaro deriva dal greco katharòs che significa puro.

Il volume di Maurizio Rosso, redatto con uno stile di facile lettura, è del 1997 ( vinse un importante premio letterario), con una seconda edizione del 2003 e alcune ristampe: la mia è del 2011. E’ una bella brossura di formato classico (15×21), carta uso mano avoriata, 221 pp. per 15 € di prezzo di copertina. L’editore è ArabaFenice di Boves.

http://www.vincenzoreda.it/piemontesi-nel-farwest-di-maurizio-rosso/

 

 

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