Indovina chi venne a cena

…io sono un cuoco provetto, ma è solo una copertura: sono Ctesibio l’Alessandrino, un archimagirus per il mondo, uno storico filosofo e scienziato per me stesso, un investigatore per il mio padrone. Ebbene sì, ho un dominus! Il mio dominus  è nato in questa piccola cittadina, lui non è un uomo comune, lui è il Patrono di Augusta Taurinorum, lui è: Caio Gavio Silvano”.

Generoso Urciuoli, archeolo da campo oggi impegnato al Museo di arti Orientali di Torino, ha scritto questo interessante librino – Ed. Sottosopra, Torino 2013, 135 pp. per 14,00 € – diviso in tre parti e alcune appendici.

La prima parte  racconta le vicende di un cuoco (immaginario) allievo di Apicio che organizza una cena nella Torino dei primi anni del II sec. d.C. In verità, è stato incaricato dal suo padrone di investigare su una grossa truffa, e forse un omicidio, che ha come obiettivo il commercio illegale del garumMolto interessante il fatto che gli invitati a questa cena sono personaggi reali, torinesi di quel periodo (i nomi sono stati trovati su stele e monumenti funerari): Quinto Glizio Atilio Agricola, Publio Livio Macro, Publio Metello, Antista Delfide, Tullia Vitrasia… Ctesibio descrive e prepara per i commensali una ventina di ricette tra le 500 che vanta di conoscere: un piccolo viaggio gastronomico nella cucina romana.

La seconda parte è un saggio sulle abitudini gastronomiche di quella che è da considerarsi l’epoca d’oro dell’Impero Romano, sotto Traiano e Adriano.

La terza parte fornisce i dettagli storici ed epigrafici dei personaggi presentati nel racconto.

Il libro include anche un saggio su Apicio, un ricettario e un’appendice lessicale.

Curiosità: c’è anche un piccolo richiamo alla presunta origine egiziana di Torino (1529 a.C., a opera del principe egiziano Eridano o Fedonte: falso storico ideato dal barone Filiberto Pingone, per fornire alibi storici importanti a Emanuele Filiberto). C’è da notare che il toret verde delle fontane di Torino potrebbe rifarsi alla divinità egizia Hapi

Chiaro che ne consiglio con convinzione la lettura agli appassionati di storia di Torino o di enogastronomia.

One Response to “Indovina chi venne a cena”

  1. Samantha Says:

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