InNno

Finalmente ho avuto un paio di bottiglie dell’ ultimo VinoLibero che Oscar Farinetti ha aggiunto alla sua personalissima scuderia, frutto di una ennesima, e geniale come al solito, idea di marketing nel campo dell’offerta enologica. Lo aveva presentato, insieme con Gianna Nannini, a Eataly Torino il 23 settembre 2013.

Non mi piace bere vino nei bailamme di fiere e presentazioni; oltretutto, quel primo assaggio dell’InNno di Gianna Nannini era un vino da pochissimi giorni in bottiglia, molto probabilmente agitato e stressato dal viaggio.

A casa mia, con calma e in rigogliosa e illuminante solitudine, ho avuto modo di bere e valutare questo Sangiovese tutto particolare, proveniente da due diverse vigne delle Terre Senesi.

Comincio dall’etichetta.

Finalmente un’etichetta elegante, semplice, corretta dal punto di vista della comunicazione. Certo, si intuisce la filosofia – e il talento, nello specifico – di Farinetti: la enne ricavata dalla grafia del nonno di Gianna Nannini, classica e elegante, inserita tra le due enne della parola “Inno”. Parola che riporta in qualche modo alla musica. E nell’etichetta soltanto il marchio dell’azienda, il nome del vino e, sotto, come una sorta di pay-off pubblicitaria, la scritta: “Di San Giove“.

In controetichetta soltanto le indicazioni di legge, tra le quali occorre mettere in risalto la nuova sigla IGP: Indicazione Geografica Protetta, al posto della vecchia IGT che dovrà scomparire, secondo le ultime normative europee.

La bottiglia è una bordolese di peso medio e vetro riciclato, il tappo è di sughero riciclato anch’esso ma di qualità e dimensioni opportune.

E dunque, il vino.

Limpido come si deve e di colore rubino piuttosto intenso. L’olfatto percepisce note intense soprattutto di viola, lampone e mora in un contesto in cui spiccano i 14%vol. di alcol. In bocca il palato apprezza un vino di buona armonia e struttura con tannini dolci e un finale leggermente abboccato.

In conclusione, un vino di beva facile e buona piacevolezza che vale più dei 10€ scarsi del suo prezzo a scaffale. 15.000 sono le bottiglie prodotte per questo millesimo 2011. E occorre precisare che non è semplice trovare un Sangiovese toscano di buon livello a meno di 10 euro. Chiaro che un trinomio Cotarella-Nannini-Farinetti non è facile da mettere insieme: e direi che costituiscono un mix perfetto di prodotto-immagine-marketing!

Auguri! Il vino italiano ha necessità di simili idee e coesioni. Soprattutto per i mercati esteri.

http://www.vincenzoreda.it/linnno-di-gianna-nannini-a-eataly-torino/

 

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