Kurt Erich Suckert/Curzio Malaparte, uno fuori moda…

curzio La pelle, un’opera inaudita, sconvolgente pubblicata nel 1949 e oggi quasi dimenticata, ignorata, declassata….

Ho appena finito di rileggerlo, dopo tanti anni e una lettura giovanile più che svogliata: ne sono rimasto folgorato….

Mi sentii umiliato dallo schifoso morbo proprio nella parte che in un italiano è più sensibile, nel sesso. Gli organi genitali hanno sempre avuto una grande importanza nella vita dei popoli latini, e specialmente nella vita del popolo italiano, nella storia d’Italia. La vera bandiera italiana non è il tricolore, ma il sesso, il sesso maschile. Il patriottismo del popolo italiano è tutto lì, nel pube. L’onore, la morale, la religione cattolica, il culto della famiglia , tutto è lì, fra le gambe, tutto è lì, nel sesso: che in Italia è bellissimo, degno delle nostre antiche e gloriose tradizioni di civiltà….”.

“(Al Generale Cork) piaceva sedere alla mia tavola con me e con Jack davanti a un bicchiere di vino di Capri, spremuto dai vigneti del Sordo. La mia cantina era ben fornita di vini e di liquori, ma al miglior Borgogna, al miglior Bordeaux, al vino del Reno o della Mosella, al più regale cognac, egli preferiva il semplice, schietto vino delle vigne del Sordo, sul monte di Tiberio. La sera, dopo cena, andavamo a sdraiarci davanti al camino, sulle pelli di camoscio che coprono le lastre di pietra del pavimento: è un immenso camino, e in fondo al focolare è murato un cristallo di Jena. Attraverso le fiamme si vede il mare sotto la luna, i Faraglioni sorgenti dalle onde, le rocce di Matromania, e il bosco di pini e di lecci che si stende dietro la mia casa…”.

Malaparte nacque a Prato il 9 giuno del 1898 e morì a Roma il 19 luglio del 1957. Fu per un breve periodo anche direttore de La Stampa. A un’adesione della prima ora entusiastica e superficiale al partito fascista, seguì il carcere e il confino a Lipari. Fu poi incarcerato anche dagli americani e dal governo Badoglio, salvo poi venire cooptato come ufficiale di collegamento dopo il 1943. I suoi libri ( da citare Kaputt, uscito nel 1944) ebbero enorme successo all’estero, meno assai in Italia: Curzio Malaparte, spirito libero e fuori di ogni formula preordinata, è ancora oggi considerato uno scrittore fascista: così vanno le cose, da noi. Leggete i libri di questo autore straordinario, unico e dimenticato.

L’Oscar Mondadori che è riprodotto qui sopra raffigura il ritratto dello scrittore dipinto nel 1933 da Massimo Campigli: bello assai, con la tavolozza peculiare del pittore in particolare evidenza.

One Response to “Kurt Erich Suckert/Curzio Malaparte, uno fuori moda…”

  1. Curzio Malaparte: Maledetti Toscani | Vincenzo Reda - dipinge col vino Says:

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