L’altro tartufo del Piemonte

Questa ultima pubblicazione di Sagittario Editore (Barolo & Co) è un lavoro di grande interesse che forse mancava nel variegato panorama di editoria cucinaria italiana.

Un libro di 317 pagine per 29 € di prezzo: soldi ben spesi da parte di chi, per passione o per professione, si occupa di civiltà, storia, caratteristiche e preparazioni della cucina italiana.

Coordinato da Elio Archimede, in collaborazione con il Centro Nazionale Studi sul tartufo e l’IPLA Spa (Istituto per le Piante da legno e l’Ambiente della Regione Piemonte) si avvale dei contributi di Cetta Berardo, Mauro Carbone, Mario Palenzona e Sergio Maria Teutonico: figure di professionisti che a vario titolo si occupano di cibo, agraria, comunicazione e marketing del territorio.

I sette capitoli di cui si compone il corpo editoriale esaminano in maniera sempre esaustiva la storia, le caratteristiche tecniche del tubero – ma anche dei suoli, del clima, delle piante, ecc… -, la letteratura, le possibilità di allevamento – con notevoli argomentazioni di tipo economico – il progetto messo in essere per lo sviluppo del “Nero Piemonte”, le potenzialità in cucina e, infine, un intero capitolo dedicato alle ricette per scoprire suggestioni cucinarie impensabili.

L’apparato iconografico è vasto e di grande interesse, con unico appunto: la bella carta avoriata uso mano, ottima per  la lettura dei testi, penalizza non poco la qualità delle riproduzioni delle pur belle immagini. E’ l’unico, piccolo e poco importante appunto che si può muovere a questo lavoro, ripeto, notevole.

One Response to “L’altro tartufo del Piemonte”

  1. BAROLO&Co. dicembre 2010 – anno XXVIII – numero 4 | Vincenzo Reda - dipinge col vino Says:

    [...] http://www.vincenzoreda.it/laltro-tartufo-del-piemonte/ [...]

Leave a Reply