L’intervista impossibile al pianeta Terra

“….(gli uomini) rosicchiano gli appartamenti della natura né più né meno come i tarli rosicchiano i loro appartamenti. E sapete quale ragione adducono per giustificare tale rosicchiamento? Dicono che la terra li attrae. Sissignori, li attrae. Vi si sono abbarbicati e seguitano a riprodursi con la rapidità degli insetti. La terra non chiederebbe di meglio che liberarsene rovesciandoli tutti insieme, sono la sua pietanza più indigesta, li ha tutti per la gola e sullo stomaco, nemmeno uno è riuscito a andarle giù. Ogni tanto dà uno scrollone e ne acciacca qualcuno, poi fa finta di non vedere e li lascia fare, finché non se ne ricorda e dà un altro scrollone: ciac!…..”

Aldo Palazzeschi, Il codice di Perelà – Milano 1911

 

Dunque, ci siamo: evito convenevoli, ringraziamenti e ogni parola inutile tipica di casi del genere. E mi vien fatto di ridere: casi del genere! E quando mai altri hanno avuta una siffatta fortuna? Una Sua intervista…..A proposito, come debbo rivolgermi a lei: voglio dire al maschile o al femminile?

Cominciamo bene. Di già che c’eri, potevi chiedermi pure se sono di destra o di sinistra…

Mi pare una richiesta pertinente.

No! Maschio e femmina sono una semplificazione evolutiva, sono solo  una parte dei rapporti che regolano la sopravvivenza di alcune specie. Pensa alle amebe o, meglio ancora, pensa ai batteri.

Ma ogni organismo evoluto si divide in maschio e femmina!

Fesseria, una delle tante che sarò costretto ( uso il participio declinato al maschile per semplicità, visto che la vostra è una razza in cui la predominanza, almeno in apparenza, appartiene ai maschi ) a subire.

Mi spiego: i primi batteri, né maschi né femmine, sono arrivati da me circa 3,5 miliardi di anni fa. E oggi sono tali e quali. Non si sono, come dite voi, evoluti.

Esistono lo stesso: come molti scienziati sanno, dentro il vostro complesso organismo vivono insieme a 10 miliardi di cellule, una più una meno, circa 100 miliardi di batteri.

E sono vivi e vegeti, dunque evoluti come voi.

Di più: vivete grazie a loro.

Va bene, dunque né maschio né femmina: usiamo il maschile per comodità.

E’ una delle tante semplificazioni di cui il vostro, seppur magnifico, cervellino ha necessità: i dualismi per spiegare, per rendere semplice, per cercare di far capire.

La sostanza delle cose, ascolta bene, è Una, una sola in perenne divenire, in  perenne movimento.

Spazio e tempo sono una semplificazione della vostra meravigliosa eppure limitata mente. Dio e diavolo, bene/male, bello/brutto, più/meno, forma/sostanza: sono schemi assai semplici di cui avete necessità, ma tutta la Questione non funziona così… E’ troppo più complessa eppure molto più semplice di quello che credete. Adesso ti dovrei anche dire che la vostra bella etica non esiste in natura, o quantomeno è una faccenda che rientra in certe manifestazioni tipo la ruota della coda del pavone, le gare di trilli di certi uccelli, il ruggito dei leoni ….

Così come in natura non esistono bene e male: è in ogni caso uno stadio attraverso cui dovete passare. Come la definizione e la comprensione del concetto di infinito: ancora, e per molto tempo avvenire, fate fatica, non ci arrivate.

Vi chiedete dove e quando ha avuto luogo l’inizio e quando e dove avrà luogo la fine: fesserie.

Avete elaborato la teoria a prima vista affascinante del bigbang: e prima?

Sostenete che l’Universo si espande: ma per espandersi deve andare a occupare spazi e tempi che non gli appartengono, e dunque cosa sono e dove si trovano? Fuori dall’Universo, certo, ma esistono; e allora?

Calma, calma. Affrontiamo questioni più, come dire, terra terra se mi passa l’espressione e l’umorismo involontario.

L’umorismo è una delle belle scoperte della vostra razza, dunque bene accetto.

Sai di quanto umorismo mi sono nutrito nei 4,5 miliardi di anni della mia vita: ne ho viste di ogni colore prima che arrivaste voi. E poi voi siete arrivati  e le dosi di umorismo, spesso virato verso il sarcasmo, sono cresciute a dismisura.

Che vuol dire?

Che voglio dire? Il sarcasmo che mi genera sempre la vostra incommensurabile presunzione, innanzi tutto.

Cioè?

Frasi storiche sulla bocca di tutti, calciatori e veline compresi: bisogna salvare il pianeta. Il pianeta muore. Il pianeta soffre…..

Il pianeta, amico mio, se vuoi proprio saperlo, di voi se ne fotte.

Siete poco più che una punturina di spillo.

Sono due milioni di anni che siete arrivati: fino alla rivoluzione agricola, 7/8.000 anni fa, eravate proprio pochi e soprattutto cibo per  carnivori.

Poi avete cominciato a fare un mare di figli, molti morivano naturalmente, altri continuavano a essere cibo per i carnivori, altri ancora vi servivano per sfamarvi….ma siete diventati un poco più numerosi. Diciamo che tra la prima età storica e il medioevo avete toccato i 300 milioni di individui, a volte un po’ di più a volte un po’ di meno, a seconda di guerre, batteri e virus bene o mal disposti nei vostri confronti e delle temperature della mia pelle o di scrolloni, eruzioni, pustole e tutto ciò che fa parte delle mie manifestazioni cutanee: non dimenticare mai che siete un po’ di corpuscoli che solleticano la mia cute, quei 30/40 chilometri di roba dura e fresca che racchiude il mio corpaccio rovente.

Non posso non ammettere che è un punto di vista autorevole!

Aspetta. Avete toccato il miliardo di individui nel 1800. All’inizio del 1900 eravate in 1.500 milioni. Cinquanta anni, dopo 2,5 miliardi. Oggi siete oltre 6 miliardi.

Forse troppi!

No, non ti preoccupare. Siete soprattutto presuntuosi. Il problema per me è relativamente piccolo. Ne ho viste di assai peggio e tante quante neanche puoi immaginare. Sai cosa significa l’impatto di un asteroide di qualche chilometro sulla mia pelle? Fa male, molto più di quanto voi, se foste pure 100 miliardi, possiate mai farmi. E prima ancora, ero giovanissimo, quando un colpo terrificante mi fece quasi morire e invece fu la nascita della mia cara Luna…

Non sarete mai troppi. Avete dentro una specie di anticorpo….quando sarà ora vi regolerete da soli. Il vostro cervello è certo limitato ancora, ma è destinato a crescere, la vostra storia è ancora lunga, non preoccuparti…

Ma il riscaldamento del clima, le specie che scompaiono…

A parte il fatto che sono faccende che possono interessare solo la vostra razza e quelle specie che comunque sono deboli e condannate ( tieni presente che la vita sulla mia pelle è cambiata mille e mille volte: razze fantastiche sono apparse e scomparse molto prima che vi fosse anche solo il sogno di una razza come la vostra): vai a chiedere agli scarafaggi, alle formiche, ai topi sulla terra e nel mare chiedi ai ghiozzi, ai ricci, alle amebe, ai vermi. Eppoi rivolgiti sempre ai batteri che sono i veri padroni e non hanno bisogno neanche del cervello…La vita è ovunque: le rocce sono vive, e l’acqua e l’aria. Le vostre considerazioni su ciò che vive e che è degno di vivere sono considerazioni molto semplici di organismi giovani, seppur dotati e promettenti. Un’ape o una formica valgono molto di più di un panda…..una felce è molto meglio di un’orchidea. Non so se mi spiego.

Fatico a capire…

Certo. Ma devi avere fede e speranza. Siete una razza giovane: dovete pensare alla razza più che al singolo individuo, come le formiche, i topi, le api.

Pensa  a questo fatto: Watson e Crick hanno scoperto l’elegante doppia elica del DNA appena negli anni ’50, sulla mia pelle esiste da miliardi di anni e arriva da ancor prima e di molto lontano.

Oggi chiunque parla di DNA ( non sa per certo che è il semplice acronimo di acido desossiribonucleico e non potrebbe spiegare la sequenza di adenina, timina, citosina e guanina legate da molecole di zucchero che si chiamano desossiribosio…) e tutti sanno più o meno cosa sia l’anidride carbonica (diossido di carbonio, per essere precisi), ma il cittadino medio ragiona seguendo gli spazi che giornali e televisioni debbono riempire con le notizie e le faccende che vanno nello stesso verso di precisi interessi e con utili a breve termine.

Pur se la conoscenza cresce e si diffonde, è la coscienza della sopravvivenza della razza che deve essere propagata: meno interessi individuali, o di gruppi ristretti e privilegiati, e più attenzione all’intera umanità – neri e gialli compresi -, con utili a lungo termine.

Ci saranno prezzi da pagare e dipenderanno appunto da quanto saprete sviluppare la coscienza di cui sopra. Ma siete ancora giovani e forti e in grado di sopportare costi elevati.

Magari avrete qualche milione o miliardo, poco conta, di morti individuali, ma la vostra è una razza destinata a vivere molto ancora e molto ancora sviluppare conoscenza.

Avete appena appena cominciato a capire cos’è la vostra galassia ( l’Universo è ancora un concetto troppo complesso per il vostro cervellino, ma col tempo imparerete molto, molto…), avete appena appena cominciato a capire che la vostra presunzione di essere unici è  solamente l’ingenua presunzione dei bambini che, naturalmente, si vedono centro assoluto del mondo…

Dentro alcuni  preziosi cervelli di vostri individui barlumi di luce pura, intuizioni che l’Essenza non a caso ha seminato e continua a seminare, sono stati accesi: Mahavira e il suo concetto jaina nel VI secolo e Euclide con i 13 libri della sua Stoicheia nel IV secolo avanti Cristo, H. Mandelbrot coi suoi frattali di recente; Leonardo Fibonacci, il pisano con il suo Liber Abaci e la scoperta della sequenza magica che regola molto di quello che vi succede intorno, già nel 1200.

E Einstein e Galileo e Tommaso Campanella e Giordano Bruno e Pitagora e Platone e Piero della Francesca e Bach: e voi che ancora non avete imparato che non esiste distinzione tra arte e scienza, tra scienza e magia, tra musica e matematica e letteratura e poesia.

I numeri sono poesia e musica e la poesia è matematica e musica e magia…..

E come faccio a pubblicare queste cose. Mi massacrano!

Che colpe possono darti, non è roba tua: riferisci solo faccende che io ti sto dicendo. Vai tranquillo.

Vai tranquillo! Ma sai come funzionano i media, da noi?

I media e tutte le altre cose che voi pensate essere proprie della vostra cultura funzionano come funziona tutto il resto.

Mi viene da ridere quando sento parlare dell’acqua come ne state parlando in questo periodo…

Perché, cosa c’è che non va?

C’è che quando parlate di acqua dimenticate che state parlando di circa lo 0,003% dell’acqua disponibile sulla mia superficie. Dimenticate di considerare nella sua estrema complessità, eppure molto semplice allo stesso tempo, il ciclo dell’acqua.

Dimenticate che il problema vero dell’acqua è limitato a aree geografiche molto ristrette. Dimenticate che qualcuno ha voglia di marciarci….Come la storia del petrolio: quante potrei raccontartene….

Posso immaginare.

Eppoi, non credere: anche i media seguono schemi che non hanno inventato gli uomini! Di nuovo la vostra infantile presunzione: non esistono leggi degli uomini che non siano leggi della natura!

E’ un concetto che fate fatica a comprendere: la natura vi comprende e vi regola, non viceversa.

Basta un mio raffreddore, una piccola convulsione, una minuscola eruzione cutanea e ne faccio scomparire a centinaia di migliaia di voi piccoli esseri insignificanti. E’ sufficiente che si incazzino – è una delle parole vostre che più mi attrae – alcuni dei miei cari batteri e tutta la vostra presunzione sai dove ve la mettete, giusto per usare ancora una delle vostre colorite espressioni?

Ce li avete anche oggi quelli che non vanno solo appresso ai propri interessi o a quelli delle loro lobby, come dite voi. Non pensare che io non segua gli articoli del danese Bjorn Lomborg; so benissimo chi sono Dennis T. Avery e  Fred S. Singer e le loro teorie, scomode ma non del tutto errate, sull’effetto serra. Altrettanto bene conosco gli allarmismi di Greenpeace, Legambiente, Al Gore e compagnia briscola; ma una cosa è certa e indubitabile e incontrovertibile, vale a dire che dovete fare attenzione: a voi, non al pianeta o ai panda. Il problema è tutto e solo vostro.

Te lo ripeto: probabilmente non ne avrò bisogno perché farete da soli ( le guerre sono uno dei tanti anticorpi, ma anche l’uso incauto delle conoscenze lo è… e penso non solo all’uso smodato e improprio delle tecnologie, ma soprattutto ai maneggi primordiali e pericolosi di genetica su virus e batteri), ma se appena appena dovessi scoprire che realmente possiate farmi un poco di male, mi basta uno scrollone più forte del solito o una febbre un po’ più alta del normale.

E… saranno cavoli vostri.

Come dice uno dei vostri pseudosaggi: meditate, gente. Meditate.

Che devo dire? Ringrazio dell’esclusiva e spero che a qualcuno possa servire e, soprattutto, che non mi facciano a pezzi.

Auguri e che viva il lupo e sia salvo l’ano della balena…..

Vincenzo  Reda

Torino, 8 ottobre 2007

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