Roberto Giacobbo, 2012 – La fine del mondo?

Roberto Giacobbo è un bravo cristo che, con molta intelligenza, ha trovato un bel puledro da cavalcare in maniera piuttosto proficua.

Riprendendo tutti gli ingredienti che una serie di furbacchioni prima di lui aveva ben identificato, ha costruito un macchinario fantastico in cui può essere probabile tutto e il contrario di tutto.

Gli ingredienti sono: le piramidi di Giza, le “profezie” dei Maya, i Templari, le macchie solari, Atlantide, Mu, gli extraterrestri, “l’astroporto” di Nazca, l’isola di Pasqua e via dicendo.

Il filone è quello della fantarcheologia: con un poco di fantasia, e mescolando per bene gli ingredienti di cui sopra, si possono tirare conclusioni di ogni tipo. La furbizia di Giacobbo è quella di lasciare aperto, sempre, lo spiraglio del dubbio.(“Ma tutto questo, dopo la pubblicità….)

Peccato che il libro qui a fianco, come tutte le sue trasmissioni, contenga una serie di inesattezze imbarazzanti. Una per tutte: la data esatta dell’inizio del Grande Ciclo maya di 13 baktun, 5.125,37 anni, corrisponde all’11 agosto del 3114 a.C. e non il 3113 come egli, con superficialità sostiene. Questo non è opinabile se si segue la cosiddetta correlazione Goodman-Martinez-Thompson e si tiene conto del numero di giorni giuliani (NGG) che gli astronomi computano da una data di riferimento precisa. Invece, Giacobbo, come tanti altri superficialmente, citano testi imprecisi che non tengono in conto il fatto che il calendario giuliano, e poi quello gregoriano (corretto nel 1580) non prevedono l’anno zero, essendo lo zero una scoperta indiana a noi giunta per tramite degli arabi durante il medioevo.

I Maya invece lo zero lo conoscevano: era simboleggiato da una conchiglia o da un fiore.

Ma i Maya non facevano profezie, si occupavano di correlare eventi storici o mitici del passato e, soprattutto, di capire se determinati giorni fossero da considerare fausti o infausti.

La storia del 21 dicembre 2012, quando termina il Grande Ciclo maya, è una bufala. O meglio, è una buona scusa per fare business. Per curiosità, il primo a occuparsene è stato José Arguelles, artista e docente di belle arti americano, nel 1987. Ma Arguelles, oltre a essere un pittore geniale, amante della New Age e di tutta la fuffa che lì intorno attecchisce, era anche un grande estimatore dell’LSD e dei funghi alucinogeni. Comunque, l’americano è scomparso il 23 marzo di quest’anno: gli dei maya non gli hanno permesso di vedere come andrà a finire la storia della fine del mondo….

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