Round Christmas: my food and beverage

Intorno alle feste tradizionali di Natale la nostra famiglia dà il meglio in fatto di vini e cibi particolari: questo succede in quasi tutte le famiglie italiane. Ma noi siamo privilegiati non soltanto dalla passione (faccenda anche questa abbastanza diffusa in Italia), ma soprattutto dal mio lavoro e dalle mie conoscenze.

A partire dal semplice pinzimonio: l’olio è toscano appena appena franto da uno specialista che lavora i suoi olivi in una zona di particolare pregio. Purtroppo, il pinzimonio è una specie di contraddizione: quando l’olio è al suo apice, non ci sono le migliori verdure e vegetali e quando queste (tra maggio e settembre) sono al meglio, l’olio è già troppo vecchio…

Poi, a esempio, il foie gras: me lo ha preparato l’amico chef  Nicola Di Tarsia, così come lo splendido tartufo bianco, il fagiano e la relativa ricetta (magnifica). Roba invece di casa nostra sono la delicatissima mousse di nasello e il magnifico sformato di carciofi: qui è mia moglie che è cuoca eccellente.

Il pesce è una nostra speciale caratteristica: da noi si mangia pesce che in tante altre case nemmeno conoscono; il fritto, fatto con una pastella particolare (usando il latte), è a base di triglie, acciughe e sarde; i calamari sono presi interi, ripuliti e poi tagliati. Il nasello, pesce magnifico, lo cucinano in pochi. Così come pochi conoscono la colatura di alici di Cetara: come preparare degli spaghetti (Garofalo) che sanno di mare in pochi minuti (devono essere al dente, ovvero bisogna sentire sotto i denti una certa consistenza…).

E poi ci sono i miei vini e i miei alcolici. L’Invernenga è un vino autoctono che proviene dalla vigna cittadina di Brescia (4 ettari): questo è del 2006 ed è una vera chicca. Poi c’è il Lysipp dei miei amici tedeschi di Fattoria Serra San Martino: questo magnum è un 2007, con un Montepulciano semplicemente grandioso. Barbaresco Gaja 2007: qui non c’è bisogno di dire niente. Del Balciana 2011 di Sartarelli ho parlato mille volte (con il foie gras è divino).

Ma quest’anno ho goduto in particolare il distillato. Questa grappa di Barolo Ventanni di Gianni Gagliardo è un prodotto con una storia particolare ed è fuori commercio: si tratta di una partita di grappa lasciata per molti anni dentro una botte e poi certificata di anno in anno. A questi livelli la grappa può fare a gara con i grandi brandy, cognac, rum e addirittura con i whisky di single malt: una complessità e un’eleganza davvero senza pari.

Salute.

Leave a Reply