SOHANA ALI JAVAID, il baratro dell’orrore

Nessun Gramellini, nessun moralista patentato di quelli che usano frequentare facebook o le lettere indignate ai direttori: nessuna voce ho udito levarsi sorda e attonita di fronte a questo fatto inaudito.

E’ atroce la violenza sui deboli, sugli indifesi; la violenza sui vecchi, sulle donne, sui bambini; l’accanimento privo di ogni decenza sugli inermi. Ma misere, squallide, remote giustificazioni quali la malattia, lo squilibrio mentale, la guerra, le condizioni estreme possono giustificare alcuni comportamenti dell’uomo: abominevoli, orrendi, inqualificabili….

Ma questo no! Questo no!! E nessuno, dopo i titoli dei giornali – titoli dovuti, data la notizia – nessuno che abbia avuto la necessità di gridare all’orrore, devastante, terrificante, che quasi toglie il fiato come il dolore infinito che fa piangere lacrime mute.

Una bambina inerme, figlia di una famiglia miserrima, presa e drogata e imbottita di esplosivo per essere spappolata e spappolare anch’ella gente inerme. Il tutto progettato e messo in atto con lucido calcolo, con efferato sprezzo di ogni umano comportamento da esseri che sono peggio che il Male assoluto…..

Non ci ho dormito per giorni, assordato dai silenzi di moltitudini che all’orrore pare siano ormai abituati. Oppure, peggio: si dichiarano sgomenti a fronte di storielle squallide di sesso, ladrocini, corruzioni che sono semplicemente parte delle nostre caratteristiche di piccoli uomini. Non questo, non questo: che iddio, o chi per lui, abbia il coraggio e la forza di non perdonare.

 

 

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