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Vincenzo Reda, painting with wine

Ogni tanto qualcuno si sveglia e racconta che ha inventato la pittura con il vino. Per esempio, oggi (24 agosto 2019) su La Stampa, pg. 32 in nazionale a firma Roberto Fiori, è apparso un articolo secondo il quale una certa signora in Barolo ha inventato quattro anni fa la pittura con il vino…
Io ho cominciato nel 1993, ispirandomi alle macchie cadute sopra un bigliettino da visita del grande Aldo Novarese (il più grande disegnatore di caratteri del XX secolo, lavorava alla Nebiolo di Torino). Nel 1997 l’amico Luigi Veronelli vide i miei lavori e mi spinse a metterli in mostra: avvenne per la prima volta a Capoliveri (Isola d’Elba) nel 1998. Nel 2003 la Regione Piemonte pubblicò una mia monografia che venne stampata in molte migliaia di esemplari e già erano usciti diversi articoli su media importanti (magnifico quello di BarGiornale su due pagine). Dopo il 2008, quando cominciai a pubblicare i miei lavori sul mio sito www.vincenzoreda.it, diversi artisti in giro per il mondo vennero folgorati da questa tecnica e ne fui contento. Io non mi sono mai sognato di affermare che ho inventato la pittura con il vino, soltanto ho scoperto questa tecnica senza copiare nessuno; molto probabilmente qualcuno prima di me aveva certamente provato a usare questa particolare materia per qualche esperimento, non è possibile saperlo con certezza. Comunque, dipingere con il vino è una tecnica, un mezzo e non un fine o una manifestazione folcloristica: per me è un’ossessione dovuta alla forma bicchiere e alla materia di cui mi occupo da molti anni e nessuno può copiare le ossessioni di un artista se non scimmiottandone maldestramente lo stile.
Nei giorni scorsi, secondo quella preveggenza che abbiamo noi artisti, ero arrivato alla decisione di non pubblicare più i miei lavori sul web: ora è definitivo, non vedrete più alcuno dei miei nuovi lavori se non nelle mostre che farò sempre più di rado. Intanto sto preparando la prossima a Hyderabad, in India, in ottobre. Negli articoli successivi alcune testimonianze tratte da media in giro per il mondo. Salute.

Il mio brodo primordiale: di dove mi venne l’idea di dipingere col vino

aldo-novarese

Recto e verso del biglietto da visita di Aldo Novarese, che quella sera d’autunno del 1993, al ristorante Da Gigi, vicino a Alpignano, mi ha fatto venire l’idea di dipingere col vino.

Aldo Novarese, scomparso nel 1995, è considerato il più grande ideatore e disegnatore di caratteri da stampa del mondo nel secolo scorso: ideare e disegnare un tipo di carattere significa disegnare tutte le lettere dell’alfabeto e i segni in normale e in corsivo, maiuscole e minuscole. Aldo nella sua vita ideò e disegnò circa 300 tipi di caratteri diversi (mi confessò che ogni carattere era stato ispirato da una donna diversa…). Aldo lavorò per tanti anni al reparto caratteri della gloriosa Nebiolo, macchine da stampa, di Torino e fu il maestro di Gianni Parlacino e Bruno Garavoglia, grafico e fotografo presso cui lavorai a cavallo tra gli anni settanta e gli ottanta: m’insegnarono la semplicità dell’eleganza nella grafica e nella fotografia. Di questo sarò loro grato per sempre.

Sul retro del biglietto ci sono, oltre le macchie di vino, anche gli schizzi di un maestro di scrittura parigino che mi spiegava l’origine di alcune lettere dell’alfabeto. Alla fine della cena eravamo tutti ubriachi e finimmo a parlare di calcio e donne e vino, dimenticando Garamond, Manuzio, Jenson, Caslon, Bodoni e tutti gli altri discorsi coltissimi e raffinatissimi dell’inizio della cena…..