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Luigi Lilio

Se ripenso che, adolescente, andavo a veder i film nel cortile del Castello Carafa di Cirò e che la platea era poggiata sul pavimento che ospita il mosaico che è il probabile testamento di Luigi Lilio, mi viene quasi da piangere. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta passavo a Cirò le vacanze estive e ho nella memoria le canzoni dei Creedence Clearwater Revival che i miei cugini, emigrati in Germania, mi facevano ascoltare in anteprima sui prodigiosi mangiadischi: Proud Mary,  Have you ever seen the rain, Up around the bend, Down on the corner.

Mai avrei potuto immaginare che quaranta anni dopo, conoscendo Salvatore Costa (per tramite dell’amico archeologo garganico Francesco Colletta, allievo del mio maestro Silvano Borrelli), avrei saputo che il grande Luigi Lilio su quel pavimento aveva, con molta probabilità, lasciato i simboli delle sue ricerche sul tempo e sul calendario.

Le ricerche di Salvatore Costa sono pubblicate sui due testi che riporto nelle immagini: sono analisi straordinarie sulla complicatissima simbologia del mosaico, essenzialmente basata sull’enneagramma (figura geometrica elaborata sul numero 9). Non entro nel dettaglio che questo spazio non mi consente, ma invito gli appassionati a consultare questi testi che sono unici nel loro genere.

Da poco tempo, in pratica dalla ricorrenza del mezzo millennio della nascita (1510, data comunque malcerta) del medico e matematico cirotano Luigi Lilio (Aloysius Lilius in latino), finalmente, il suo paese natale e la Regione Calabria stanno tributando i meritati omaggi a questa immensa figura: a lui e al fratello Antonio si deve la riforma voluta da Papa Gregorio XIII del vecchio e impreciso Calendario Giuliano. Nel 1580 fu istituita una commissione per la riforma del vecchio calendario: Luigi era scomparso qualche anno prima (1574, forse), ma il fratello Antonio ne portò avanti le intuizioni e gli studi. Nel 1582 il 5 ottobre venne spostato in avanti di 10 giorni al 15 ottobre e da allora si adottò lo schema degli anni bisestili: oggi in tutto il mondo la scansione del tempo è quella elaborata da Luigi Lilio da Psycròn, oggi Cirò Superiore, paese natale della mia famiglia materna.

Nel 2010 il Comune di Cirò ha inaugurato un edificio che racchiude il Museo dedicato a Lilio e che, al piano inferiore, ospita anche un piccolo museo contadino e del vino che ha una sua decorosa dignità e che merita di essere visitato. Cirò è paese antichissimo, situato sopra un’altura di 3/400 metri che domina il capo Punta Alice. Vi sono testimonianze archeologiche già in epoca neolitica che, senza soluzione di continuità, videro poi sovrapporsi genti brettie, greche, romane, normanne…

Tra le varie curiosità legate a Luigi Lilio, giova citare il vino, sia bianco sia rosso, che l’Azienda Zito ha dedicato al grande astronomo a partire dal 2010. Mio cugino Pasquale Gallo me ne ha omaggiato una di Bianco 2008 (non ne conosco l’uvaggio) che fa parte della mia collezione di bottiglie particolari. Curiosamente, la retro-etichetta contiene una piccola svista: si parla infatti di figura a OTTO punte a proposito del mosaico del Castello Carafa, quando tutta la simbologia è basata sul numero NOVE; ma a chi beve il vino questo poco importa, credo.