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Alpini a Torino: Gruppo di Condino

Li ho incontrati al mio Caffè Elena, in piazza Vittorio Veneto. Un adorabile branco di sciagurati beoni trentini. Arrivano da Condino che è un paesino di 1.500 anime in provincia di Trento, Valle del Chiese, quasi al confine con la Lombardia. Pochi sanno che a Condino, il 16 luglio del 1866 Garibaldi costrinse gli austriaci a una ritirata che fu il prologo della vittoriosa, l’unica della III guerra d’indipendenza, battaglia della Bezzecca. Gli ho fatto bere una barbera di Michele Chiarlo che hanno apprezzato e gli ho raccontato qualche cosa di Torino. Bella gente, vera, per bene. Come tante delle nostre stupende contrade. A nord, a sud, a est, a ovest. Siamo tutti italiani, nel bene e nel male e, tutto sommato, contenti di esserlo. Soprattutto al riparo di un buon bicchiere di vino, che da sempre ha il potere di unire le anime e i cuori, E anche gli stomaci.

 

Il magnifico cous cous di Ilham al Bar Elena
Susumaniello o Sussumaniello?

Se si clicca su Google “Susumaniello” vengono fuori 48.400 risultati; cliccando “Sussumaniello” di voci ne vengono citate soltanto 14.100: mi piacerebbe dirimere la questione. Su EV n° 73 del 2003 l’articolista di Gino ( Gabbrielli) scrive il nome di questo vitigno pugliese, di probabili origini dalmate, con una sola “s”. Di Gino mi fido e lo scrivo io anche con una sola “s”, però mi riservo di controllare l’etimologia, che vuole la voce discendere dalla parola dialettale locale “somarello”, poi modificata dall’uso verbale e degenerata nel termine attualmente in uso. Ogni parola che può essere scritta con piccole variazioni, in realtà ne attesta una più corretta di tutte le altre. Pur conoscendo molto del vino pugliese, mai avevo bevuto questo vino fino a che, di recente, ho conosciuto Vincenzo Vita: una storia la sua conoscenza, un’altra storia, che racconterò a tempo debito, la vicenda che lega questo torinese pugliese al vino.

Io sono un torinese calabrese e Vincenzo l’ho conosciuto seguendo un percorso che passa da Hanover (N.Hampshire, Usa), Brooklin e ritorna a Torino, Bar Elena, fine luglio di quest’anno: me lo ha presentato Marco Ursino (B. Film Festival), amico di Gianni Leopardi, il mio caro chef. Vincenzo, da qualche anno, produce vino soprattutto in Puglia, ma non si esime da Barbera e Barolo a Barolo, Chianti a Cerreto Guidi e Lambrusco a Parma. Egli è originario di S.Vito dei Normanni e la sede della sua azienda è in Manduria.

Ho bevuto i suoi Negramaro e Primitivo che sono ottimi, ma mi ha colpito questo Susumaniello, che chiama “Più Su”, non ancora in commercio : un vino davvero eccezionale – matura dalle parti della città bianca, la magica Ostuni, in pochi ettari – che già da qualche anno Riccardo Cotarella indaga e cura. L’ho bevuto, m’è piaciuto e l’ho usato per dipingere. Devo citare, di Vincenzo, anche lo strepitoso rosato da uve “Ottavianello”, sempre pugliese.

Quando Torino decide di mostrarsi….così, di Vincenzo Reda

http://torinoviva.blogspot.com/2009/09/quando-torino-decide-di-mostrarsicosi.html

Presentazione Più o meno di vino al Bar Elena, con esposizione di alcuni miei dipinti col vino, 7 aprile 2009

Al Bar Elena, durante la presentazione del mio libro abbiamo bevuto Barbera e freisa delle Cantine Valpane di Ozzano Monferrato, prodotti dal mio amico Piero Arditi.