Posts Tagged ‘Barbera d’Asti’
I miei vini Bag in box di Vinchio Vaglio-Serra

http://www.vincenzoreda.it/apologia-del-vino-bag-in-box/

Nel maggio del 2013 avevo scritto un piccolo articolo sulla mia personale scoperta del vino confezionato nel nuovo packaging del Bag in box. Allora avevo acquistato una Barbera della cooperativa Vinchio Vaglio-Serra nella confezione da 10 litri. Ne ero stato colpito soprattutto dal rapporto qualità/prezzo e avevo consigliato di provare questo nuovo tipo di confezione. A distanza di sei anni devo confermare quelle mie prime impressioni: oggi consumo Nebbiolo, Barbera, Grignolino e Chardonnay nelle confezioni da 3 litri, sempre della medesima cooperativa che garantisce una buona qualità per un prezzo ottimo (più o meno 10 € per i 3 litri, a seconda del vino e del punto vendita scelto). Il trend è in costante crescita: oggi siamo intorno al 10% annuo anche se i volumi globali non superano il 3% del totale. Negli Usa e nei paesi del nord Europa hanno numeri ben più importanti che, comunque, certificano anche per noi un’indicazione forte per il prossimo futuro. Per un single o un consumatore di vino occasionale questo tipo di confezione è una garanzia per la conservazione delle caratteristiche organolettiche del prodotto. Personalmente preferisco i vini di Vinchio Vaglio-Serra (offre una quindicina di differenti tipologie in confezioni da 3 e 10 litri), nata nell’Alto Monferrato (patria della migliore Barbera d’Asti) nel 1959 dall’idea di 18 soci originari. Oggi i soci sono 185 con oltre 400 ha di vigneti e una qualità che garantisce i consumatori senza tema di smentita, quale che sia il vino o la confezione scelta.

https://www.vinchio.com/it/azienda/

Gustazione di vino: Terredavino

http://www.vincenzoreda.it/terredavino-horeca-n-64/

Con la mia mania di parole e dizionari e un certo fastidio – ammetto, un poco “snob” – per l’uso sciatto, e spesso l’abuso, di alcuni termini, ho scoperto che il sostantivo  ”gustazione” è assai più antico e classico dell’insopportabile “degustazione“. Entrambi hanno origine nobile nel latino, ma il secondo è entrato nell’uso comune dopo la seconda metà del XIX secolo, mentre il primo era già consueto ai tempi di Dante. Nel Tommaseo, infatti, si trova “gustazione” e è assente “degustazione”. Insomma, un po’ come “cucinario” e “culinario“: entrambe di origine latina, ma la prima d’uso assai più antico. Comunque, a prescindere da queste mie mere masturbazioni mentali, da ieri sera sto bevendo, gustando e valutando sei bottiglie della linea horeca dell’azienda piemontese Terre da Vino, in Barolo. Il tutto deve essere finalizzato in un articolo per il mensile Horeca nel numero che uscirà per il Vinitaly del marzo prossimo. Ho scelto questa realtà piemontese da circa 5 milioni di bottiglie e 20 mln. di euro di fatturato per la semplice ragione che è una delle poche aziende, forse l’unica, che distribuisce con lo stesso marchio  - ma vini di ben diversa qualità – sia nella linea horeca, sia nella gdo (con percentuali rispettivamente del 25 e 75). Per questo motivo, Terre da vino non gode, presso la stampa specializzata, dell’apprezzamento che secondo me merita. Senza entrare in dettagli che saranno oggetto del mio articolo tecnico, sto bevendo dei vini di qualità almeno medio-alta che presentano un rapporto qualità/prezzo davvero sorprendente. Barbera d’Asti eccellente “La Luna e i falò” 2009, tra le migliori 10/15 che ho bevuto (ben trattata dalle guide: ma si parla di 350.000 bottiglie!!). Il Barolo “Essenze” 2007, ancorché ancora molto giovane, è un Barolo come si deve, migliore senza dubbio di vini più blasonati e che costano anche di più. Mi hanno stupito il Nebbiolo “La Malora” 2009 e il Barbaresco “La Casa della collina” 2008: vini di ottima qualità, ben strutturati, con personalità e buona capacità di rappresentare il territorio da cui provengono. Buoni pure il bianco (Sauvignon/Chardonnay) “Tra Donne sole” 2010 e il Moscato Passito “La bella Estate” 2009. I rossi, dopo averli bevuti da soli, li ho accompagnati con i paccheri al ragout di cinghiale e un coniglio preparato al forno con salsa, olive e peperoni. Mi hanno confermato la qualità soprattutto Barbaresco e Nebbiolo, per la Barbera non ci sono bisogni di conferme.

Terre da Vino Spa  - Via Bergesio,6 - 12060  BAROLO (CN)  Tel. 0173 564611    Fax. 0173 564612

info@terredavino.it       www.terredavino.it

San Damiano d’Asti, mostra del 21 marzo 2010

Questo bicchiere è stato dipinto con una Barbera d’Asti del 2006 di Cossetti: una Barbera speciale, non filtrata, di gusto e olfatto antichi. Una Barbera introvabile che era stata preparata per qualcuno che non ha potuto goderla. Ne è rimasta qualche preziosa bottiglia che mi onoro di gustare io solo, e qualche amico, a volte.

I tre quadri qui sopra sono alcuni dei lavori che ho preparato per la mia mostra del 21 marzo prossimo a San Damiano d’Asti. Sono lavori dipinti con le Barbera d’Asti di San Damiano, meno uno che si intitola “Pain” e è un gioco assemblato con un vino delle Cantine Sula, indiane del Maharastra – Cabernet Sauvignon e Shiraz del 2008 – e con il mio solito Rùbico 2008 di Marotti Campi, marchigiano.