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I Farinetti: 5 anni di Borgogno

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Così come fui uno dei  primi, se non il primo, a intervistare Oscar Farinetti nel febbraio del 2007 (Eataly appena aperta a Torino, l’articolo fu pubblicato da Barolo & Co e riportato nel mio libro Più o meno di vino), fui altrettanto uno dei primi a sapere dell’acquisto della storica cantina Borgogno da parte del vulcanico Oscar. Cliccando sul link qui sopra, è possibile, inoltre,  rivivere alcuni momenti cruciali dell’inaugurazione ufficiale, nel novembre del 2009, della ristrutturazione della cantina nel centro di Barolo.

Domenica 19 maggio 2013, sotto un cielo di nuvole barocche a scorrazzare dentro una giornata umida e capricciosa di Langa, Andrea Farinetti – dal 2010 al vertice di Borgogno -, con il papà Oscar da una parte a occupare soltanto un ruolo defilato (come può essere defilato uno come lui…), ha presentato da par suo la prima annata del Barolo Borgogno griffato dalla famiglia Farinetti.

E se l’è tolta alla grande il giovane Andrea (che, pur privo dei baffoni del padre, gli somiglia assai: sia nelle fattezze sia nella brillantezza della comunicazione), presentando il rivoluzionario No Name 2009: vino 100% Nebbiolo che del Barolo ha le caratteristiche fondamentali. E poi i quattro Barolo 2008: l’assemblaggio dei tre cru e i vini prodotti singolarmente da Liste, Fossati e Cannubi (chiaro che Cannubi, non soltanto secondo me, è il meglio).

Organizzata per pochi amici (scarsi i giornalisti presenti, tra cui segnalo l’amico Paolo Alciati), la festa s’è svolta secondo quanto piace ai Farinetti: scarsa o punto formalità, grande convivialità, musica, cibo eccellente (con alcune chicche della galassia Farinetti) e Barolo con millesimi di quelli che non ti dimentichi.

Sia chiaro: io voglio bene a Oscar Farinetti. Non soltanto perché lo considero un amico (e viceversa), ma assai perché uomini come lui (pochi purtroppo) fanno bene al Barolo, alla Langa, al Piemonte, al nostro sgarrupato paese. Certo che poi ci sono gli ipercritici a tutti i costi. E gli invidiosi.

Ma sono affari loro. O no?

Oscar Farinetti inaugura il suo Borgogno in Barolo, 11/09/09

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Ma l’amico Oscar – per cui penso di non sprecare una parola importante ( abbiamo scoperto di essere coetanei, nati a distanza di pochi giorni), causa le sensazioni di immediata simpatia provate – assume quell’espressione, difficilmente descrivibile, che dipinge un volto quando si comunica agli altri l’entusiasmo di una nuova, coinvolgente avventura: ha appena definito l’acquisto della storica casa Borgogno!

E diventa un fiume in piena: 22 ettari ( 3 e mezzo a La Morra e gli altri a Barolo, con il favoloso cru Cannubi), che oggi producono 120.000 bottiglie e che vuole ridurre a 80.000 su due filosofie qualitative, una “Base” commercializzata sempre con 5 anni di invecchiamento e l’altra “Classica” messa in commercio con 10 anni di invecchiamento! A prezzi giusti, anche per riportare il Barolo in Italia come vino da bere e non solo come inutile e stucchevole feticcio da regalo di prestigio.

IMG_5587“ E poi, all’ingresso delle Cantine, nel centro di Barolo, ci metto un bel cartello con sopra scritto: ‘Vietato l’ingresso alle barrique’! Solo bei legni di grande capacità, filosofia alla Bartolo Mascarello. Non tocco niente e la famiglia Boschis rimane a collaborare con noi in azienda. Voglio solo rinnovare un poco l’immagine di un’azienda storica: anche il marchio sarà pressappoco il medesimo – conosciuto e stimato in tutto il mondo. E questa è un’acquisizione della famiglia Farinetti, un vecchio sogno che diventa realtà…”.

Era l’8 di febbraio del 2008 e Oscar, in una intervista che gli feci in occasione del primo anniversario dell’apertura di Eataly – che fu pubblicata su Barolo & Co e é riportata sul mio Più o meno di vino – mi annunciava in anteprima che aveva rilevato la storica cantina Borgogno. E mi prometteva di invitarmi alla sua inaugurazione, dopo la necessaria ristrutturazione.

Il momento è arrivato e Oscar ha, ovviamente, mantenuto la promessa: venerdì 11 settembre alle 11.00 ci ritroveremo tra amici del vino a tener compagnia a Farinetti e a fargli gli auguri, sentiti, perché questa nuova impresa possa avere il successo che merita!