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Una storia esemplare: Laccento Montalbera e il murale

Una storia esemplare. Il 4 maggio del 2010 dipinsi il murale del Caffè Elena con il Ruchè Laccento di Montalbera (il bellimbusto stravaccato che mi sta osservando è Franco Morando, titolare). Il murale fu fotografato migliaia di volte e pubblicato anche su L’Espresso. 3 anni più tardi cambiò la proprietà e venne inopinatamente cancellato, coperto con una bella mano di vernice. Mi arrabbiai tantissimo, ma nel frattempo il Ruchè di Montalbera era diventato un vino imbarazzante e quasi mi ero pentito di averlo usato per il mio murale.
Oggi sono felice che quel bel lavoro, eseguito con un vino modaiolo di un’azienda che non mi piace, non esiste più se non nei ricordi di una documentazione fotografica.

Il lungo travaglio di un murale

Avevo dipinto la silloge di Von Hutten sotto i portici di piazza Vittorio Veneto per i miei amici del Caffè Elena nel 2010.

Avevo usato il Laccento di Montalbera, Ruchè modaiolo e stucchevole.

E d’aver usato quel vino m’ero poi pentito, pur se il murale nel frattempo era entrato in migliaia di fotografie e pubblicato su L’Espresso.

Nel 2013 i miei amici avevano ceduto, ahimè, lo storico caffè e chi lo aveva rilevato non era stato capace di opporsi all’ordine di cancellare quel murale, non riuscendo a spiegare che quella era un’opera d’arte e non un sgorbio qualsiasi.

E m’ero imbufalito!

Nell’agosto del 2014 quegli stessi amici rilevarono il centralissimo ristorante L’Osto Duca Bianco in La Morra e mi chiesero di rifare il murale.

Purtroppo, c’era un’immagine precedente fissata in affresco sopra una superficie ruvida e con delle dimensioni che non permettevano la riproduzione pari pari al lavoro torinese, oltretutto sopra un muro esposto alle intemperie.

Feci un lavoro faticoso e frettoloso, sotto la pioggia di un triste ottobre del 2014: era da poco scomparsa la cara Claudia Ferraresi, cui dedicai il lavoro effettuato con il suo Dolcetto d’Alba.

Lavoro venuto male sul quale mi ripromisi di intervenire ancora.

In questo luglio 2015, finalmente ho rimesso mano al murale, stravolgendolo. Ho finito, fissandolo per impedirne il degrado dovuto agli elementi atmosferici, venerdì 24 luglio scorso.

Adesso sono soddisfatto: il colore è dato sì dal Dolcetto delle Cantine Rocche di Costamagna, ma c’è del Barolo, della Barbera e addirittura il Sangiovese romagnolo e biodinamico di Tenuta Mara.

Ma è venuto un gran bel murale!

Sinossi di presentazione di me/Short selfportrait of me (the last)

Bilancia con ascendente Gemelli, Luna in Sagittario e Venere in Scorpione. Nato montanaro silano nel 1954, inurbato a Torino nel 1960 ma da sempre amante del mare. Pittore e scrittore, artista e intellettuale, ma anche già operaio, manager, maratoneta, calciatore. Un personaggio sghembo: incontentabile, curioso, contraddittorio, fuori di ogni schema.

Ama la poesia, il vino, l’antropologia e, sopra ogni altra cosa, ama non appartenere; ama non essere definibile e non subire classificazioni che sente come  insostenibili sbarre di gabbie.

Questa fotografia è stata ripresa da Pippo D’Amico, titolare del Caffè Elena: sto dipingendo sopra uno degli storici specchi di questo locale uno dei miei bicchieri di vino. Non sono io, ma il riflesso di me sullo specchio. Superfluo ribadire che gli specchi sono un’altra delle mie ossessioni.

Caffè Elena: the times they are a-changin

L1130581Citare il Grande Bob o la compianta Merceds Sosa (Todo Cambia) poco cambia. I tempi, quelli stanno sempre cambiando. In questi giorni di fine giugno ha chiuso il MIO Caffè Elena e ha riaperto un altro Caffè Elena che più non mi appartiene. Per quasi quattro anni questo posto è stato casa mia. Ci ho fatto mostre, presentazioni dei miei libri, ci ho dipinto lo specchio interno e, sopra il tavolo che ho occupato per tanto tempo a tutte le ore del giorno e della sera, ci avevo dipinto il mio murale dedicato a Von Hutten. Pubblicato su L’Espresso (ottobre 2010), ammirato e fotografato da migliaia di persone.

L’hanno cancellato.

Direi che hanno fatto bene: l’avevo dipinto con il Ruché Laccento 2008 di Franco Morando, nel maggio del 2010. Oggi quel posto non mi appartiene più; non mi piace più quel Ruché e men che meno mi piace Franco Morando.

Dunque, giusto così. Verso altri futuri, altri vini, altre persone.

Altri bar.

Nel frattempo, al Caffé Elena ho fatto in tempo a concepire (nella mia immaginazione è già scritto) il mio prossimo libro: “Sul lungomare di Torino“.

Uscirà l’anno prossimo.

Salute.

Arte: “Tavolvino” e “Scacchiera di vino”

Queste fotografie sono state riprese durante la mia esposizione a Eataly, nel dicembre del 2007. Sono due lavori che mi sono costati lunga fatica e hanno avuto una gestazione lunghissima. In particolare il “Tavolvino” è una sintesi metaforica – attraverso simboli, geometria e matematica – della mia visione del mondo. Chi è pratico di simbologia può trovarci un sacco di roba: dai primordi dell’uomo alle complicazioni di Fibonacci, passando tra cultura egizia e simbologia massonica. In fondo è un omaggio a Marcel Duchamp e al suo Grande Vetro, opera totalmente differente dalla mia….
Il mio “Tavolvino”, opera del 2007. E’ un tavolo di doppio cristallo inciso con le incisioni colmate di vino (Barbera). Il tavolo è inscritto in un rettangolo di dimensioni auree (110×68 cm.). E’ sorretto da due vasi di vetro che contengono vino bianco e vino rosso più tutti i tappi delle bottiglie che ho bevuto durante la realizzazione dell’opera. E’ stato esposto soltanto a Eataly e nel foyer del Cinema Empire, accanto al Caffè Elena a Torino. E’ disponibile per esposizione.

La mia “Scacchiera di vino” del 2005, è realizzata con vino bianco e vino rosso steso tra due cristalli di 64×64 cm. I bicchieri sono comuni calici che simboleggiano i pezzi degli scacchi, colmi di vino bianco e vino rosso. E’ stata esposta a Eataly e al Cinema Empire è stata usata per una partita simbolica alle Olimpiadi degli scacchi ti Torino, nel 2006, vedi foto sotto. E’ disponibile per esposizione.

Wine joke: Ruché Laccento by Luca Maroni

Pare incredibile il livello che si può raggiungere in termini di faccia tosta: indirettamente proporzionale al grado di etica, professionalità, serietà, affidabilità.

Conosco bene il Ruché: lo volli come vino rosso al mio matrimonio nel lontano 1990 (il bianco era un ottimo Verduzzo). Conosco altrettanto bene i Ruché di Montalbera e il Laccento, ancorché atipica tipologia modaiola di questo piccolo vino di Castagnole, lo trovo un vino di gradevole beva. Ci ho dipinto il murale del Caffè Elena nel maggio del 2010, presente Franco Morando.

Certo è che assegnare un punteggio di 99/99 (ovvero: la perfezione) a un Ruché – e pubblicizzarlo e vantarsene…. –  significa alimentare una delle più incredibili enormità nel campo del vino….E qui mi fermo, non meritando questa faccenda altri commenti!

Il Caffè Elena, i Tarocchi, Il Barolo Cannubi 2007 e…io

Martedì sera: il posto è il mio solito Caffè Elena, sotto i portici di piazza Vittorio Veneto a Torino. Seduto al solito tavolo, sorvegliato dal mio murales con la silloge di H. von Hutten, gusto un magnifico Barolo Cannubi 2007 dei Marchesi di Barolo. E leggo i Tarocchi: leggo gli occhi e le espressioni di chi mi sta davanti e ne recepisco i timori e le speranze…

Bruno Tabacci ospite di Torino Viva

Domenica 4 novembre 2012 l’Associazione Torino Viva ha ospitato presso la libreria Tempo Ritrovato (via Po, 59/4) Bruno Tabacci, deputato e candidato alle primarie del PD. Succesivamente, presso lo storico Caffè Elena di piazza Vittorio Veneto, 5, Tabacci si è intrattenuto con il pubblico in un informale aperitivo. La Rai ha realizzato un bel servizio mandato in onda nei TG regionali e nazionali.

Introdotto da Giorgio Diaferia, l’On. Tabacci ha presentato il suo ultimo libro: “Pensiero libero“, un’intervista di Alberto Gentili che tocca tutti i temi importanti dell’attuale situazione politica italiana: con la competenza, la consueta pacatezza e l’onestà intellettuale di Bruno Tabacci che spiccano quasi come caratteristiche insolite (!!) in un contesto di uomini politici di scarsa levatura, sia intellettuale, sia etica.

Di formazione economica e già vicino ai ministri DC Marcora e Goria, negli anni Ottanta Tabacci ha ricoperto per due anni la carica di Presidente della Regione Lombardia, di cui oggi è Assessore al BIlancio.

Deputato DC nell’XI legislatura, è stato rieletto nella XIV, XV e nell’attuale XVI legislatura, in cui è membro autorevole e stimato della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

Mantovano (Quistello, 27 agosto 1946), Bruno Tabacci è una di quelle, oggi rarissime, personalità politiche il cui approccio con “la gente comune” è sempre di disarmante semplicità: mai artefatto, mai supponente. Mai, infine, esalante quella fastidiosa, insopportabile sensazione greve che comunicano gli insulsi sé dicenti “appartenenti alla casta”…

L’incontro di Bruno Tabacci con i componenti dell’Associazione Torino Viva, che è di fatto il suo riferimento per Torino e il Piemonte, è stato, oltreché rilassato e soddisfacente, di grande interesse: si spera possa contribuire a sostenere l’attività politica di una persona autorevole, competente e di adeguata statura etica. Mica poco, di questi tempi.

 

No comment

Domenica mattina, settembre; Torino, esterno giorno. Piazza Vittorio Veneto, prospettiva dal Caffé Elena.

Lo conosco bene: è straniero, sordomuto. Ama quest’angolo di Torino.

Nessun commento, di nessun genere: neanche di quelli facili. Queste però sono le immagini, a prescindere.

San Giovanni 2011, i fuochi del 150°

Dal solito e privilegiato angolo del Caffé Elena, con tavolo e apprezzabile cena, abbiamo guardato incantati – lo sguardo attonito del fanciullo – i fuochi del 150°. Superbi! Uno spettacolo di grande emozione e assai sentito da una folla sterminata di genti d’ogni tipo. Eh sì! Quest’anno è davvero speciale, per noi, Gente di Torino.

I miei bar a Torino

Caffè Elena in piazza Vittorio Veneto, Nostradamus in via Cernaia, Brosio in via del Carmine, Café Paris in via Garibaldi: sono i miei bar, quelli che frequento abitualmente. Al Caffè Elena bevo di solito l’Erbaluce di Caluso (Cieck o Fontecuore); al Nostradamus Cinzanino o Pinot di Pinot; da Brosio il Kerner della Cantina dell’Isarco; al Café Paris bevo il rosato Solaria di Vetrere. L’Elena è il mio posto storico, quello che ospita i miei lavori con il vino su vetro, su muro e su carta; Pippo è il mio storico amico e Adina, romena, è la mia cameriera preferita: ci vado alla domenica mattina, al tramonto o in certi fine mattina durante la settimana. Quasi casa mia. Al Nostradamus ci vado a giocare al superenalotto, dopo aver giocato a tennis: lì trovo Paolo e suo figlio Cristian e la loro juventinità schietta e bevo per dissetarmi. Dal mio amico Fabrizio, via Garibaldi all’angolo con piazza Statuto, parlo di vino e ci vado verso sera a bere un rosato pugliese (Negramaro 60% e Malvasia 40%) e a parlare di vino. Da Brosio respiro l’aria di antica piola torinese: mi soddisfa il Kerner dell’Alto Adige e scambio sempre parole gradevoli con il vecchio Brosio, un monumento, e con Antonella dalla lingua di bragia (i vaffanculo sono più numerosi e saporiti dei bicchieri di vino che serve a una clientela a dir poco colorita, che forse gradisce più i primi che i secondi…).

Sono i miei bar, un pezzo importante della mia vita: e bevo vini quasi inconfessabili, ma sono i miei: vini rituali, vini che prescindono anche dalla qualità (Pinot di pinot o Cinzanino…), ma acquistano un senso bevuti a una certa ora, in un certo posto, con certe persone. Anche questo è il vino.

 

Ruché Laccento Montalbera: Luca Maroni s’è accorto che è un gran vino!

Murale al Caffè Elena di Piazza Vittorio Veneto a Torino, vino Ruché Laccento di Montalbera 2008

Luca Maroni ha votato 98/100 il Ruché Lacento di Montalbera 2009 e lo ha sistemato tra i migliori vini italiani. Evviva! Io, che sono soltanto Vincenzo Reda (e meno male) quel vino lo conosco e lo apprezzo da anni, tant’è che ci ho dipinto anche il mio ormai celebre murale in piazza Vittorio Veneto, sui muri del Caffè Elena. Non soltanto, il Ruchè fu il vino rosso che scelsi per onorare il mio pranzo nuziale il 27 maggio 1990, Imbarchino Perosino sul Po. Probabilmente Maroni allora quel di vino neanche aveva sentito parlare…Oggi è di moda: lo testimonia Maroni stesso. Bah.

http://www.vincenzoreda.it/ruche-montalbera-martedi-4-maggio-al-caffe-elena/

 http://www.vincenzoreda.it/il-mio-murale-su-lespresso/

http://www.vincenzoreda.it/ulrich-von-hutten/ 

Mià e il Migù

Dal 26 novembre in programmazione al cinema Empire di piazza Vittorio Veneto,5 a fianco al Caffè Elena. E’ un film d’animazione bellissimo, con una visione del mondo che indica nei valori del rispetto della natura e delle sue, spesse volte incomprensibili per noi, magie. L’invenzione di questi esseri strambi, pieni di difetti, litigiosi, permalosi, infantili Migù è stupenda: sono questi che hanno la custodia del Mondo e che  riescono a salvarlo dall’ingordigia, dalla cecità, dalla presunzione di uomini cattivi. I Migù fanno la differenza, soprattutto come invenzione narrativa e grafica. Parola mia.

Il mio murale su L’Espresso

Sul settimanale L’Espresso n. 42 del 21 ottobre, a pagina 71 compare una fotografia del Caffè Elena con il mio murale, dipinto con il Ruché Laccento di Montalbera, che riporta la celebre silloge di Von Hutten. Speriamo che qualcuno, anche tra i media torinesi (ah! i media torinesi…), se ne accorga.

I fuochi di San Giovanni a Torino

Le fotografie sono state realizzate dal dehors del Caffè Elena in piazza Vittorio Veneto a Torino la sera del 24 giugno 2010. Con l’incredibile versatilità delle odierne macchine fotografiche, ho scattato queste immagini con l’apparecchio – una reflex Canon –  senza il tradizionale cavalletto: questo è il risultato. Pochissimi gli interventi con Photoshop.

Happening al Caffè Elena: painting on historical mirror, with wine
Ruchè Montalbera, martedì 4 maggio al Caffè Elena

Nostro ospite, martedì 4 maggio 2010 durante il settimanale appuntamento con i Vini d’Autore, sarà il Ruchè dell’Azienda Montalbera di Castagnole Monferrato.

Sono passati vent’anni esatti da quando, era il 27 maggio 1990, io volli per gli ospiti del mio matrimonio – sulle tavole  dell’Imbarco Perosino al Valentino, riva sinistra del  Po – il Ruchè, fresco di Doc, come rosso e il Ramandolo come vino bianco.

Ci ha recato fortuna quel vino: dopo tutti questi anni siamo ancora qui, più o meno felicemente, insieme.

Il Ruchè è uno di quei vini che conosco bene e che assai mi piacciono: non troppo acido, profumi di fiori intensissimi, difficile abbinamento; quello di Montalbera lo avevo bevuto in un qualche salone, non ricordo quale, forse Torino, e non mi aveva entusiasmato in maniera particolare. Oggi mi devo ricredere. E’ un vino sensazionale: sia quello classico, con i suoi 13,5° e il rubino scarico, tipico di questo vino dai tannini non spicatissimi e i profumi di rosa e di viola che ti aspetti; sia quello particolare – Laccento – con un grado alcolico in più, perché spremuto da uve surmature, rese più succose da un evidente diradamento che dona un rubino intenso più carico e che gli regala profumi di pepe nero e di confettura. E’ un vino sensuale, largo che ti assedia palato e gola con sensazioni gustative che non si spengono mai. Abbinamenti? Difficilissimi: il classico forse prima del pasto, con tartine e stuzzichini vari, magari un pochino più fresco; il Laccento per carni preparate in maniera sofisticata, magari selvaggine molto speziate, saporose; ma un vino da bere da solo, chiacchierando con persone gradevoli circa fatti gradevoli nel dopo pasto. Li ho bevuti entrambi della vendemmia del 2008. Il Laccento mi piacerebbe provarlo con tre o quattro anni di invecchiamento.

Devo rimarcare – finalmente – l’eleganza delle etichette e, nel caso del Laccento, la raffinatezza dell’accostamento rosso/argento, dove il rosso è usato soltanto per l’accento sulla parola Ruchè e nel logo – Laccento, appunto – del vino. Un’attenzione all’immagine, che comunica gusto e cultura, che avevo notato nel sito dell’azienda: per certo uno dei migliori che mi sia capitato di navigare, in un contesto generalmente banale e deludente.

Per certo martedì 4 maggio, al Caffè Elena, sarà un bel bere.

http://www.montalbera.it/

Painting, portrait in Caffè Elena, altre foto

Mi piacciono assai questi scatti mentre dipingo col vino sullo specchio storico della saletta liberty del Caffè Elena, sotto i portici di Piazza Vittorio. Mi piacciono così tanto (non succede spesso…) che mi viene fatto di esagerare. Chi trovasse eccessiva questa mia smania narcisistica ha soltanto da cliccare altrove…

Caffè Elena: Vini d’autore
Vincenzo Reda al Caffè Elena Youtube

http://www.youtube.com/watch?v=IDUZFKrKGjg