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Di vino e d’altro ancora al Circolo dei Lettori

Bella serata al Circolo dei Lettori, nella storica sede di Palazzo Graneri della Roccia (1680) in via Bogino, 9 a Torino. Con gli amici Nico Ivaldi, giornalista e scrittore (nelle immagini il primo a sinistra) e il Dr. Giorgio Diaferia, medico e grande batterista jazz (Esagono). In sala molti amici, assai graditi. Tra questi Vincenzo Gioanola di cui abbiamo presentato il cortometraggio Giga, realizzato con l’animazione dei miei quadri dipinti con il vino (e musica di Bach). Ho anche presentato il cd degli Esagono Wine Notes, dedicato ai cru di Barolo.

Cosa significa oggi la parola “Sinistra”, convegno con N. Nesi

Sono andato a assistere al convegno: «Cosa significa, oggi, la parola “Sinistra”», a cura della Associazione  Nazionale Riccardo Lombardi, presieduta dall’amico Nerio Nesi e ospitato dal Circolo dei Lettori a Torino.

Salone secentesco gremitissimo di un pubblico assai attento (e poco giovane…): gli articoli apparsi oggi sui quotidiani Repubblica e La Stampa hanno probabilmente sortito il giusto effetto.

Mentre poco incisivo e di scarsa autorevolezza m’è parso l’intervento di Luciano Canfora ( 1942, Bari; filologo classico e storico), al contrario ho trovato di notevole interesse le parole di Fabrizio Barca (1954, Torino), economista e già ministro senza portafoglio nello sciagurato governo Monti. Un intervento non banale, documentatissimo e latore di alcune proposte politiche con, finalmente, qualche prospettiva di progetto, di futuro, di visione ampia, multidisciplinare, non Europacentrica e di largo respiro. Mica poco, di questi tempi….

 

Marcia Theophilo e la sua Amazzonia al Circolo dei Lettori

Marcia Theophilo è una poetessa brasiliana (nata a Fortaleza nel 1941) che vive in Italia dal 1971 e laureata in Antropologia a Roma. Ha avuto un’intensa frequentazione con il poeta Rafael Alberti.

Ispirata dalla nonna paterna Yanoà, la sua opera poetica è per intero dedicata all’Amazzonia, ai suoi colori, alle sue creature, ai suoi suoni: sentire questi versi in quella lingua particolare che è il portoghese che si parla in Brasile è come sentire il canto della foresta amazzonica.

Marcia è, oltretutto, una straordinaria interprete dei suoi versi (mi ha confessato che è stato proprio Rafel Alberti a insegnarle come proporsi al pubblico).

Con l’Editore Tallone di Alpignano ha pubblicato Kupahuba, l’albero dello Spirito Santo e Boto, il delfino rosa.

Al Circolo dei lettori di Torino ha tenuto un reading indimenticabile, apprezzatissimo da un pubblico assai numeroso e attento.

http://www.vincenzoreda.it/tallone-al-musli/

Geoff Dyer, Natura morta con custodia di sax

Uno dei libri più famosi di Dyer, che ha vinto il Somerset Maugham Award nel 1992 e del quale il pianista Keith Jarrett disse:

“L’unico libro attorno al jazz che ho consigliato ai miei amici. Una piccola gemma contraddistinta anche dal fatto di essere “attorno”‘ al jazz piuttosto che“sul” jazz. Se un grande assolo è definito dall’intensità con cui il suo materiale è percepito dall’autore, il libro di Dyer è un assolo.”

Dyer scrisse questo libro magnifico nel 1991 (titolo originale: But Beautifull). In Italia venne tradotto nel 1993 da Instar Libri di Torino. Lo acquistai subito (vedi immagini sopra) in prima edizione nel maggio di quello stesso anno e lo divorai.

La fotografia di copertina, celeberrima, fu ripresa da Herman Leonard (1949), si intitola: Prez. Natura morta con cappello di Lester Young.

Il libro, con i diritti acquisiti oggi da Einaudi, viene presentato dall’autore sabato 27 aprile 2013 presso il Circolo dei Lettori alle 16.00, nell’ambito del Torino Jazz Festival. E’ pubblicato nella collana Einaudi Stile Libero e costa 15 €.

Di libri di jazz e sul jazz ne ho letti tantissimi (le biografie di Mingus, B. Holiday, Duke Ellington, C. Parker, M. Davies, la storia del jazz di A. Polillo, ecc.) ma questo è di gran lunga il più bello (con alcune pagine strepitose dell’Autobiografia di Malcolm X). La sua lettura mi permise di sviluppare un grande interesse, con relativi ascolti mirati, per Lester Young che conoscevo ma non abbastanza: oggi considero questo artista inarrivabile, per davvero strampalato, il migliore, con Coltrane, tra i tanti grandi sassofonisti della storia del Jazz: seppe anticipare di un paio di decenni il genere cool e fu il maestro inconsapevole di Bird.

Se uno ama il Jazz non può non leggere questo libro strepitoso: lo consiglio, in maniera come al solito gratuita, con vivo convincimento. E magari spero di far del bene (piccolo, per carità: ma certe volte basta e avanza) a qualcuno e di esserne ringraziato, anche senza saperlo.