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ASCOLTIAMO IL BAROLO, SORSEGGIANDO JAZZ

Armonia è un sostantivo che accomuna il vino e la musica.

IMG_3305Quando un vino si presenta al palato con un certo equilibrio di sapori – acidità, tannini, alcol, giusti residui zuccherini – lo si definisce armonico.

L’armonia nella musica rappresenta lo studio degli accordi: la tradizione della musica classica occidentale è di carattere armonico, così come la melodia è propria dell’oriente e il ritmo ci arriva dalla primordiale sensibilità musicale di mamma Africa, la Terra che ha generato la nostra specie.

In America, nei primi anni del XX secolo, armonia, melodia e ritmo hanno trovato la loro sintesi prodigiosa in una musica suonata da gente oppressa: schiavi e immigrati.

Una musica di dolore e di redenzione.

Senza scomodare i baccanali dionisiaci in cui si fondevano vino, musica e teatro, il vino trova la sua larga metafora nel jazz: ogni bottiglia è una sorpresa, ogni bottiglia una scoperta, ogni bottiglia una nuova interpretazione che dipende non soltanto dal fatto che il vino contenuto è, seppure impercettibilmente, differente; è diverso il suo sentire che dipende dalla compagnia, dall’ora, dall’occasione, dallo stato d’animo.

Proprio come il jazz.

L1100496E il Barolo, con i suoi tannini regali, il suo tenue colore, le sue spezie e l’eleganza che sa raggiungere quand’è maturo e grande, è il vino del jazz: quand’è giovane può essere un bebop nervoso e veloce di Parker, per trasformarsi in hard bop quando acquisisce invecchiamento e diventare cool raggiungendo la piena maturità.

Un grandissimo come Miles Davis può essere paragonato a un grande Barolo: con quell’eleganza e quelle pause da cui ogni nota pare sortire con raffinata cura, con colta e insuperabile tecnica, con estrema sensibilità.

Miles Davis più che ogni altro: Monk lo assimilerei a un Aglianico; Duke Ellington a uno champagne; Coltrane a un Barbaresco; Parker a una grande Barbera d’Asti; e Louis Armstrong a un meraviglioso Dolcetto d’Alba…..

E dunque, ascoltiamo jazz come gustassimo una sorprendente grande bottiglia di Barolo. E gustiamoci un Barolo come si ascolta uno stimolante brano, con le giuste improvvisazioni, di jazz.

Beviamo ascoltando, ascoltiamo bevendo.