Posts Tagged ‘cru di Barolo’
Art & Wine by Fabio Carisio

Finalmente è in distribuzione il primo numero della nuova impresa di Fabio Carisio. E’ una rivista periodica che accosta argomenti d’arte e di vino. In questo numero, bilingue (Italiano e inglese, che sarà distribuito in alcuni paesi europei e negli Usa), sono presentate varie mostre – tra le quali, quella collettiva già esposta in Alba e ora a Alessandria, che comprende anche la mia “Fiamma” e la mostra delle etichette d’autore – e sono incluse le prime monografie dedicate ai Cru di Barolo. Di queste ho personalmente curato quella dedicata a Brezza: 16 pagine nelle quali si narra la storia di questa famiglia e se ne presentano le vigne e i Barolo, non tralasciando di descriverne anche gli altri vini. Oltre al testo, mie sono anche tutte le fotografie delle bottiglie e alcune altre più descrittive (non tutte). Mi piace dedicare questo lavoro, che non è stato semplicissimo, a Oreste Brezza: uno degli ultimi patriarchi del Barolo.

Per ulteriori informazioni:

Fabio Carisio    redazione@art-wine.eu     www.art-wine.eu

Wine Notes by Esagono al Castello di Barolo

In occasione dell’annuale Asta del Barolo, organizzata dall’Accademia del Barolo (cui aderiscono 14 tra i migliori produttori di questo straordinario vino), il gruppo jazz-rock Esagono di Torino ha presentato in anteprima sei dei dieci brani contenuti nel nuovo disco, appena registrato e in uscita a fine mese: Wine Notes. Sono tutti brani originali ispirati ai migliori cru del Barolo, cui il lavoro è dedicato, composti dal musicista (tastierista) Marco Cimino. A Barolo l’Esagono ha eseguito: Cannubi, Lazzarito, Brunate, Ginestra, Sperss e Annunziata.

Inutile sottolineare il grande apprezzamento mostrato dal pubblico: pubblico di produttori, giornalisti, comunicatori, appassionati del mondo del vino.

Un grazie particolare alla famiglia Gagliardo che ha voluto questo concerto (ricordo che l’immagine sul CD è tratta da un mio quadro dipinto con il Barolo Gianni Gagliardo 2009 e che la copertina della brochure è tratta da un altro quadro, questo dipinto con il Barolo Sarmassa 2008 dei Marchesi di Barolo).

Il prossimo appuntamento è previsto il 4 luglio prossimo nelle cantine di Gianni Gagliardo a La Morra.

Serralunga d’Alba e il suo Castello

Un segno che, almeno per certe faccende, Lassù Qualcuno mi vuole bene è dato dalla stupenda giornata che mi viene donata per la mia visita a Serralunga. Dopo interminabili, tristi e sconfortanti giorni di pioggia, una mattina luminosa e tersa, come succede quando l’acqua ha provveduto a pulire l’atmosfera, mi rende ancora più interessante questa faccenda di accompagnare una mia vecchia amica a conoscere Serralunga e il suo Castello. Quando si parla di Langa e di Barolo, i più pensano a La Morra a Barolo a Monforte…Ma se un uomo della fatta di Angelo Gaja quando parla di Barolo – e sopratto quando scelse il Suo Barolo – si accende di passione per raccontare Serralunga, ci sarà pure una buona ragione, no? La ragione sta nel fatto che questo minuscolo borgo di origine medievale (con una popolazione di nemmeno 500 anime) è circondato da vigne portentose che danno i Barolo con più struttura: Rionda, Lazzarito, Collaretto, Marenca-Rivette (lo Sperss di Gaja), Gabutti, Cucco: chi vuole un Barolo di grande corpo deve per forza spremerlo dai Nebbiolo di queste vigne e i produttori lo sanno bene. Tornare a Serralunga è sempre un piacere: oggi, dovendo anche guidare una neofita, mi sono premunito e ho preso accordi con Maria Anselma Meier, amica che conoscevo, fino a oggi, soltanto virtualmente (Facebook), ma che si è rivelata (ne ero certo) una persona speciale. Oltre a essere la moglie di un discendente della famiglia Anselma (Franco), è una donna che ama in maniera particolare il paese che la ospita da ormai quasi vent’anni: è l’amore speciale che soltanto chi viene di lontano può donare alla Terra che ha scelto per vivere – anche perché la Terra natale non si sceglie, ahinoi! Della Famiglia Anselma, di Giacolin, della sua storia, dei suoi vini tratterò in un articolo a parte perché meritano tutta la mia attenzione e uno spazio adeguato.

Serralunga è un paese minuscolo, raccolto attorno al magnifico castello che si erge quasi come un grattacielo fortificato a sorvegliare da una posizione di particolare favore l’intera Langa. Fu costruito intorno al 1340, a opera dei Marchesi di Falletto che erano i feudatari che per tanti secoli furono i fortunati padroni di queste terre. Questa costruzione era adibita a scopi essenzialmente militari e le caratteristiche sia interne sia esterne sono assai chiare in questo senso. Quando  i loro possedimenti passarono ai Savoia, e siamo nel XVII secolo, il Castello cessò di essere importante dal punto di vista militare e venne adibito in buona sostanza a mero magazzino, svuotato di mobili e suppellettili. Nel 1949 fu acquistato dallo Stato Italiano e fa oggi parte del nostro immenso patrimonio pubblico. Un importante restauro fu effettuato alla fine degli anni Cinquanta, per diretto interessamento di Luigi Einaudi, Grande uomo di Langa e poi grande Presidente della nostra neonata Repubblica.

Oggi il Castello è assai visitato, grazie soprattutto all’attività dell’Associazione Amici di Serralunga che mette a disposizione il personale per l’accoglienza e la guida per accompagnare i turisti: due ragazzi competenti e appassionati (Massimiliano e Luciana, meritano di essere ricordati). La visita dura 20/30 minuti ed è di straordinario interesse certo storico, ma direi soprattutto paesaggistico. Non costa nulla! E qui mi verrebbe da scrivere un oceano-mare di invettive: la nostra Cultura non può essere regalata, non ce lo possiamo permettere. Inoltre, non mettere un prezzo a un servizio – comunque unico comunque emozionante comunque affascinante – è sbagliato perché riduttivo. Qui mi fermo. E continuo su altre strade: Serralunga è anche il suo Castello e il suo Castello non può essere soltanto un contenitore – pur affascinante – vuoto per turisti. Credo che questa costruzione potrebbe vivere una nuova vita se inserita, con le dovute cautele e il dovuto rispetto, in un contesto di animazione, eventi, rievocazioni che il Territorio e la Storia suggeriscono: Serralunga, i suoi abitanti, i suoi vini, chi ama questo piccolo e magnifico Borgo se lo meritano. Speroma.

Già bianco di Fontanafredda

http://www.vincenzoreda.it/gia/

Nel dicembre del 2010 avevo scritto un breve articolo che trattava del vino appena introdotto sul mercato dal funambolico Oscar Farinetti sotto il marchio di Fontanafredda: il Già Rosso. (continua…)