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Sangiovese biodinamico Mara Mia 2014/2015

 

http://www.vincenzoreda.it/tenuta-mara-painting-in-the-cellar/

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Venerdì 28 aprile scorso, onorati da uno splendido tramonto che illustrava la magia della Tenuta Mara sulle colline riminesi, Leonardo Pironi (enologo e padre del Sangiovese Mara Mia) e il sommelier Gennaro Buono hanno presentato le annate 2014 e 2015 del Mara Mia. È un vino che conosco bene assai e devo puntualizzare che il millesimo 2015 raggiunge una qualità organolettica di livello assoluto: la complessità e la persistenza ne sono le caratteristiche peculiari.

Un Grande Vino.                                                                                                                                                                                          Gustato ascoltando il suono meraviglioso di uno strepitoso pianoforte a coda lunga suonato da un pianista virtuoso, Marco Vitaliti, riminese classe 1991, formatosi al Conservatorio di Pesaro. Il pianoforte, oltre a essere uno strumento prodigioso, è anche un’opera d’arte unica con la sua insolita e affascinante tinta profondo blu: proprietà di Giordano Emendatori che, oltre al vino e all’arte, è un grande appassionato di musica.                                                                                                            Marco ha interpretato con gran tocco alcune composizioni di Brahms e di Chopin.                                                                           I ragazzi del catering Summertrade di Rimini hanno proposto tra gli altri un piatto sensazionale: trancio di ricciola marinato insaporito da ortaggi e verdure di stagione per accompagnare in maniera sorprendente questo rosso fenomenale.         Complimenti a tutti.

Ristorante La Canonica di Casteldimezzo

http://www.ristorantelacanonica.it/

Sul finire del 2004, anno che avevo trascorso lavorando da Emilio Marengo in Toscana, tramite Gegè Mangano fui messo in contatto con uno chef romagnolo suo amico: Angelo Rignoli. Con lui lavorava Davide Marino.

Combinammo di fare una mostra di miei quadri nella primavera del 2005, in questo posto magnifico che è situato dentro le mura di un minuscolo borgo (Casteldimezzo), nel territorio del Parco di Monte San Bartolo (sopra Gabicce, a due passi da Pesaro).

Partii il 23 aprile a portare i quadri; nel frattempo un esame medico mi aveva destinato subito dopo un intervento di quelli terribili, con il rischio della vita. Andai giù, conobbi Andrea e Davide e mi rimpinzai senza ritegno di cibo (ricordo una tagliata di tonno imperiale) e dei vini sempre eccellenti e sorprendenti di Andrea. Rimasi fino al 25 aprile, quando dovetti ritornare a Torino per il ricovero.

Tornai a smontare la mostra il 1 ottobre successivo, con mia moglie. La mostra ebbe successo e, soprattutto, si instaurò un bellissimo rapporto di amicizia  e di stima che perdura e va consolidandosi nel tempo.

Poco tempo fa mi ha chiamato Davide, che nel frattempo è andato a occuparsi della Tenuta Biodinamica Mara e mi ha proposto un bellissimo lavoro per quest’azienda, posta a due passi da Cattolica.

Ovvio che è stata l’occasione per una rimpatriata e ho conosciuto così il nuovo chef di Andrea: lui si chiama Paolo Bissàro, nato a Bolzano ma da sempre riminese; è uno che si è fatto da solo, ragazzo disincantato più o meno quarantenne (Ariete!): più che altro, come dice lui: “Mi allergico con facilità e sono…agnostico“.

A parte le sue facili allergie, Paolo è un fuoriclasse: mi ha fatto felice ed è stato immediatamente arruolato nella mia specialissima squadra di cuochi. Lavora alla Canonica da circa un anno e mezzo e con Andrea si è ormai consolidato un rapporto privilegiato.

Ho gustato del pesce crudo formidabile: mazzancolle al gelso, spigola, tonno e una mormora indimenticabile. Poi triglie grandiose, un trancio di ombrina con frutta e, ancora, gnocchi di seppia e patate; e, per finire, un polpo senza senso. Il valore aggiunto sono le erbe del parco, che Paolo usa con grandissima cura e straordinaria sensibilità.

Poi il posto è di assoluta gradevolezza, soprattutto d’estate (abbastanza in alto, sulla scogliera), immerso nel silenzio più accogliente e rassicurante, carezzato dalle brezze dell’Adriatico prospiciente.

E, nota ultima ma mica la meno importante, Andrea affida i suoi sottofondi musicali (quelli nobili dei Tempi Nostri) al glorioso, morbido, lento vinile. E quanto si beve bene…E mai si verrebbe via.

In autunno,  a distanza di dieci anni esatti dalla mia mostra qui, abbiamo previsto un evento di quelli che, per certo, sarà memorabile.

Parola Mia.