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Cocina fusion peruana e vini piemonteis

Di solito, i peruviani accompagnano i loro pasti con le loro ottime birre (Cristal, Cusqueña…), non possedendo tradizioni legate al vino (a parte le uve dedicate a produrre i mosti da Pisco, fin dall’inizio del XVII sec.); ma uno chef peruviano importante, e frequentatore autorevole di cucine tradizionali per il mondo, da anni nella sua catena Punta Sal (ben 6 ristoranti in Lima fin dagli anni Ottanta) è uso servire vini italiani e in particolare vini piemontesi che conosce e che ama: si chiama Adolfo Perret Bermúdez. Ma a nostro avviso la splendida cocina fusion peruana  si sposa in maniera magnifica con i nostri vini. Piatti peruani e vini piemontesi: Cebiche (gallinella cruda marinata)/ Riesling-Chardonnay 21012 di Oddero; Anticucho (spedini di cuore di manzo)/Grignolino 2014 di Spertino; Causa (polpo e gamberetti su patata)/Pitasso (Timorasso) 2013 di Claudio Mariotto. Al Lomo saltado ho accompagnato il Dolcetto 2014 di Brezza.Il tutto suggerito dallo chef Miguel Bustinza, ormai da anni a Torino con il suo Vale un Perù (zona San Paolo) e da Gloria Carpinelli, autrice del libro di cucina peruviana Il fiore della cannella (Ed. Il Punto, Piemonte in Bancarella).Il Pisco lo bevvi, la prima volta, nello stand del Perù in una qualche edizione degli anni Novanta alla Bit di Milano, dentro un bicchierino di plastica e non mi lasciò alcuna sensazione. Poi ne ho bevuto diverse volte, senza particolari attenzioni né con particolare interesse.

Il Pisco:  ho bevuto questo, regalatomi da Gloria Carpinelli.
E l’ho bevuto con i sensi allertati. E cambia tutto! Questo è un distillato puro di mosto ricavato da uve coltivate da secoli con il solo scopo di essere distillate per produrre Pisco. Ho bevuto distillati di ogni tipo, ma mi considero un esperto soltanto di whisky di single malt, per cui ho speso capitali e ne conosco almeno un centinaio. Mi è venuta la voglia di conoscere bene questo prodotto delicato e gentile, ma per parlarne con discernimento dovrei cominciare un percorso di comparazioni, di bevute, di chiacchiere, di letture.
Certo, questo che mi ha regalato Gloria mi ha messo delle voglie perniciose. Sul futuro, soltanto la volontà di qualche dio, magari Pachacamac…

My last wine artworks

Painting with Piedmont Pinot Noir (Brigante 2008 from Neviglie, Cuneo), Barbera La Pantalera 2011 Marrone (from La Morra, Cuneo) and Dolcetto 2014 Brezza (from Barolo, Cuneo). Also, I used two different papers: I like very much these.

Feste 2014, i miei vini e cibi

La zuppa di pesce era così buona che abbiamo esagerato!! Base di gallinelle e naselli che ho sfilettato per evitare problemi di lische. Brodo estratto con opportune cotture e riposi estratto da tutto quel che è rimasto dei pesci dopo la sfilettatura, con aggiunte di molluschi e gamberetti al momento opportuno. Ma il trucco, che vi regalo, è questo: due fette di pane pugliese tostato, olio extra giovane sul pane e una buona dose di peperoncino, sopra questo bel lettone il brodo e tutto il resto. Alle 23 eravamo in coma, oltretutto avendo bevuto (mai successo) pochissimo di due ottimi bianchi (il Bisol è un fenomenale metodo classico millesimo 2004). Devo fare i complimenti al mio amico Alessandro Fiore: il suo Sauvignon Blanc 2007 (14% vol.) delle colline forlivesi è un bianco di estrema eleganza e finezza in cui il territorio prevale sulle note varietali (mica poco!). Davvero eccellente e ancora un bianco italiano invecchiato benissimo che promette ulteriori anni di sorprese (uso delle tonneau da 350 lt. con cognizione di causa). A Natale agnolotti liguri di borragine con salsa di noci e quaglie lardellate. Lysipp 2008, una magnum di Montepulciano degli amici tedeschi di Fattoria San Martino, ma prima devo ricordare lo strepitoso Passito da uve Arneis di Cascina Pellegrini (Monteu Roero), per accompagnare alla grande un paté di foie gras. Poi quanto stanno bene le bottiglie (vuote) tra gli scaffali dei libri: qui quelle bevute nei dintorni di Natale, tra Piemonte, Veneto, Romagna e Marche. Ormai dolci ricordi. Piatto povero, le acciughe in salsa rossa. Il trucco è quello di aggiungere qualche goccia di un grande aceto. Se è quello, formidabile, dell’amico Claudio Rosso (prodotto a Serralunga), tanto meglio! Per la prima volta, dopo tanti anni, ho brindato al nuovo anno con Champagne invece che con spumante italiano, ma ne è valsa la pena: Gosset Gran Riserva (la più antica casa di Champagne francese, 1584), davvero sensazionale. Ringrazio il grande amico che me lo ha omaggiato, e alla sua salute l’ho bevuto: un Grandissimo del vino e dell’imprenditoria italiana. Che Iddio, o chi per lui, ce lo conservi a lungo. E’ stato anche il primo anno (non mi ricordo da quando) che non ho bevuto Barolo, ma il Dolcetto dell’amico Enzo Brezza non me lo sono fatto mancare, E poi la Malvasia di Hauner (sempre strepitosa) e i vini della Famiglia Fiore. E poi la chicca: il Cirò di Giuseppe Ippolito! Sono un uomo fortunato (mica soltanto per i vini, pare ovvio…). Poi, la domenica tra Capodanno e l’Epifania, sono tornato a casa, finalmente, con vini di Langa. Dopo i Nebbiolo di ieri a La Morra (Marrone e Bosco), oggi il Barolo Paesi tuoi 2011 di Terre da Vino. E’ un Barolo discreto, pur non grandissimo, un assemblaggio da diverse zone che mescola tortoniani e elveziani: soprattutto un bel rapporto qualità/prezzo (siamo sotto i 20 €). E poi un Altalanga Serafini 2007 e un ottimo Moscato (sempre Terre da vino dell’amico Quadrumolo). Con classica lasagna… E per chiudere (prima della scontata ferrea dieta analcolica e ana..tutto) una Grande Barbera D’Asti Superiore che a me piace assai: La Luna e i Falò 2011 di Terre Da vino (14%vol., non abbastanza apprezzata dalla critica perché se ne producono 300.000 bottiglie, sempre di eccellente livello, ma questo fa storcere il naso a certi pretesi “puri”). Ci ho accompagnato una strepitosa ribollita (avevo ottimo Chianti, ma volevo proprio quella Barbera), con la mia solita base di pane pugliese, olio calabro e peperoncino) e poi una bella qualgliotta lardellata.

Salute.