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Andrea Farinetti e il suo Borgogno 1761

http://www.borgogno.com/

Il ricordo è nitido: era il 19 febbraio 2007 e avevo concordato un’intervista, per Barolo & Co, con Oscar Farinetti che da pochissimi giorni aveva inaugurato il suo primo Eataly nel restaurato stabilimento Carpano dirimpetto alla mole incombente del Lingotto di Mattè Trucco. Oscar era appresso a degli ospiti americani e fu Luca Baffigo a guidarmi nella visita, salvo poi incrociare Oscar per caso e con lui continuare una rilassante chiacchierata, che si prolungò parecchio, affettando salami e bevendo calici… Ricordo con distinzione il giovane Francesco, primogenito di Oscar, dedicarsi con evidente entusiasmo alla mescita del vino sfuso.

Circa un anno dopo, era l’8 febbraio del 2008, incontrai Oscar per questioni di lavoro e sulla sua scrivania troneggiavano due bottiglie di Borgogno; a te posso anticiparlo, mi disse, sei il primo che lo sa: ho deciso di comprare Borgogno (cantine esistenti dal 1761), che ne dici?

Fui invitato nel novembre dell’anno successivo per festeggiare l’inaugurazione ufficiale – c’era un sacco di bella gente (vedi immagini) – delle Cantine Borgogno della famiglia Farinetti. C’ero anche nel 2013 quando venne festeggiata la prima bottiglia di vino figlio della nuova proprietà.

Sono trascorsi ben tre anni e incontro Andrea Farinetti – il terzogenito di Oscar, gemello di giugno, classe 1990: un millennial in tutto e per tutto nell’accezione positiva di questo neologistico anglismo. Dopo Francesco (1981) e Nicola (1984), Andrea è il pivello di famiglia, ma che pivello! Determinazione, preparazione, tigna autentica, entusiasmo, capacità di visione prospettica.                                                                                                                                     Ha preso in mano la cantina nel 2010, dopo il diploma conseguito un paio di anni prima all’Enologico di Alba. In questi 6 anni la cantina è passata da 80 a circa 300.000 bottiglie di produzione, quadruplicando il fatturato e incrementando in maniera determinante la quota dell’export. Dal 2013 usa quasi soltanto i fermentini in cemento e dal 2015 è passato alla gestione bio delle vigne con sperimentazioni di disinfettanti naturali e percentuali risibili di solforosa. In cantina Andrea e il suo responsabile Simone – già compagno di classe all’Enologico – usano la tecnica tradizionale del cappello sommerso e tendono a effettuare, per i vini importanti, macerazioni lunghe.                                                                                             Ho valutato il Dolcetto 2015 (18.000 bottiglie, 13%vol, 9.50 € a scaffale), il Nebbiolo No Name (60.000, 14%vol, 25,00 €), la Freisa secca 2014 (13% vol) e la Barbera d’Alba Superiore 2014 (15%vol): tutti prodotti più che eccellenti, capaci di raccontare il territorio in maniera piacevolmente leggibile nelle valutazioni organolettiche. Una citazione speciale per la Barbera: tra le migliori gustate negli ultimi tempi.

Notevoli il Barolo 2011 (25.000, 14,5%vol, 33,00 €) e i tre cru Fossati, Liste e Cannubi 2011 (6.600 per ciascuno, 15%vol, e prezzi dai 36,00 del Fossati ai 55,00 del Cannubi): sono Barolo eccelsi, dai tannini morbidi ma di grande equilibrio e eleganza: ottimo il Liste e formidabile il Cannubi!

Importante citare le due riserve cuvée di Barolo: il Borgogno 2009 (Fossati e Liste, circa 20.000 bottiglie che vengono immesse sul mercato a distanza di parecchi anni) e l’ultimo nato, il Cesare, frutto di un complesso assemblaggio delle annate 1982, 1996, 1998 e 2004. Un Barolo che definire peculiare è come usare un improprio eufemismo riduttivo.

Ma Andrea sta lavorando a un Timorasso (presi 3 ettari) di cui ho assaggiato i primi risultati (promesse davvero notevoli) dalla botte e a un Riesling 2015 che vedrà la luce nel 2017. E poi ci sono alcune altre faccende in avanzata fase di progettazione che saranno per davvero di grande suggestione: ma di queste non è opportuno parlare. Ho passato con Andrea alcune ore e sono rimasto impressionato dalle doti di questo ragazzo e dal suo atteggiamento sempre sicuro e mai sfrontato, capace di parlare con chiarezza e capace di ascoltare con attenzione. Mica poco…

Avanti così!

Eataly Lingotto a Torino inaugura la Nuova Cantina

Comunicato Stampa

Ufficio stampa Eataly  Tel: 011 19506806

press@eataly.it     www.torino.eataly.it

Torino, 27 ottobre 2016

 

Eataly Lingotto presenta la nuova Cantina

 Più di 5000 etichette a scaffale

 il Wine Bar Pane&Vino

la Birreria

 il ristorante Stellato Casa Vicina

 e molto altro a Eataly Lingotto, in attesa di festeggiare il decimo compleanno

Il 27 gennaio 2007 il primo Eataly, a Torino Lingotto nell’ex opificio Carpano, apre al pubblico. Sono ormai passati quasi dieci anni ma la sede di Torino mantiene ancora oggi un ruolo centrale: è il cuore pulsante di tutta Eataly.

Per festeggiare al massimo dello splendore i dieci anni di maturità, Eataly Lingotto propone alcune novità, rendendo così ancora più piacevole l’esperienza dei clienti e offrendo loro un servizio sempre più accurato. Dopo il reparto dei dolci e latticini, reso ancora più luminoso e arricchito con un ampio banco frigo per dare risalto alla selezione di yogurt e latte locali, e l’angolo dell’olio extravergine d’oliva, impreziosito dalla presenza di un esemplare di ulivo, è il turno della Cantina. Più di 2.000 mq sono dedicati al bere bene mangiando bene, seguendo i 3 pilastri di Eataly: comprare, mangiare e imparare.

Oscar Farinetti: «Arrivati al traguardo dei 10 anni, è stato dato nuovo lustro alla mamma di tutti gli Eataly e questo tenendo fede ai valori che da sempre ci contraddistinguono: l’impegno ma anche la leggerezza e naturalmente l’armonia, il valore al quale Eataly Lingotto è dedicato».

«La nuova Cantina di Eataly Lingotto sarà da esempio per gli altri punti vendita», conferma Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly. «È un negozio nel negozio, che celebra le più grandi produzioni italiane raccontandone la ricchezza, la bontà e la bellezza. La varietà di proposte di alta qualità in un solo luogo è ciò che rende unica Eataly e anche la Cantina prosegue in questa direzione».

La nuova Cantina

Le oltre 5.000 etichette provenienti da più di 30 stati rappresentano al meglio la produzione nazionale e internazionale. Si va dallo Spazio Bollicine, dedicato ai migliori esponenti del Metodo Classico, i rinomati champagne ma anche gli eccellenti prosecchi e spumanti italiani, agli scaffali con 30.000 bottiglie di vini di 40 regioni del mondo, con una particolare attenzione alle grandi eccellenze piemontesi, Barolo e Barbaresco. Per gli amanti della birra non manca naturalmente un’ampia selezione delle produzioni italiane e internazionali di alta qualità: più di 11.000 bottiglie, di cui 6.000 artigianali italiane. Infine, la Cantina di Eataly propone anche oltre 500 etichette di spirits: dal torinese Vermouth alle grappe, rum, whisky e molto altro.

La Cantina non è però solamente degli alcolici ma è anche quella di Stagionatura dei salumi e dei formaggi: il Culatello di Zibello, il prosciutto di Parma, Il Castelmagno e le altre eccellenze norcine e casare, in vendita al banco e in degustazione presso i Ristorantini al piano superiore,.

Pane&Vino è il luogo ideale per degustare un ottimo calice di vino e, se lo si desidera, in accompagnamento un gustoso tagliere, un veloce antipasto o un piatto gourmet. Nel Wine Bar di Eataly Lingotto i clienti possono scegliere tra le più di 100 etichette presenti in Carta, 8 grandi vini al calice e, se preferiscono la bottiglia, tutta la Cantina sarà a loro disposizione. Pane e Vino propone le Tapas del Mercato, stuzzicherie preparate con gli Alti Cibi in vendita nel Mercato di Eataly, gli Specialmente, una selezione dei migliori formaggi e salumi e i Vicini, i piatti stellati di Claudio e Anna del ristorante Casa Vicina.

La Birreria di Eataly  Dopo New York e Roma, arriva anche a Torino la Birreria di Eataly. Ogni giorno viene proposta una selezione delle migliori produzioni brassicole italiane e internazionali:16 birre alla spina che ruotano ogni mese, 40 in bottiglia nella Carta dedicata e persino la possibilità di scegliere a scaffale l’etichetta preferita. In accompagnamento gli ottimi hamburger nel panino nelle versioni di carne – naturalmente de La Granda – pesce o verdure. E poi gli sfizi, croccanti crostini del pane appena sfornato dal forno a legna di Eataly e farciti con una selezione degli Alti Cibi, e naturalmente i fritti, perfetti con una fresca birra.

La Famiglia Vicina: ristoratori dal 1902
Fiore all’occhiello della Cantina di Eataly è il ristorante Casa Vicina. Ristoratori da sempre, la famiglia Vicina guida il ristorante stellato di Eataly Lingotto, tenendo alti i valori che la contraddistinguono sin dal 1902: eccellente qualità delle materie prime, unione tra tradizione e territorio ma anche attenzione all’innovazione e alla soddisfazione del cliente. Claudio Vicina, quarta generazione in cucina, porta avanti il nome di famiglia con Anna e con la preziosa figura del fratello Stefano, responsabile di sala: un’unione premiata con una Stella Michelin, che brilla in tutti i loro piatti.Infine, la nuova Cantina di Eataly Lingotto sarà il palcoscenico di numerose attività didattiche per imparare qualcosa di più sul mondo del bere: cene con i produttori vitivinicoli, lezioni e incontri di degustazione. Il programma sarà presto disponibile su www.torino.eataly.itLa Cantina di Eataly Lingotto è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 22.30. Il venerdì e il sabato sera è eccezionalmente aperta fino alle ore 00.30.

 

 

Vinolibero & Nomacorc, Eataly Lingotto

 

VINO LIBERO AND NOMACORC TASTING CHAMPIONSHIP

 

Serralunga d’Alba, 24 febbraio 2015 – Dalla partnership stipulata lo scorso Vinitaly tra l’Associazione Vino Libero e Nomacorc, leader mondiale nel settore dei tappi per vino, nasce l’idea del Vino Libero & Nomacorc Tasting Championship, un vero e proprio campionato di degustazione che vede protagonisti i vini senza concimi di sintesi, senza diserbanti e senza almeno il 40% di solfiti rispetto al limite previsto per legge realizzati dalle 12 cantine d’Italia che hanno aderito al Disciplinare dell’Associazione.

A seguito della scelta di Vino Libero di adottare su alcune referenze i tappi Select Bio di Nomacorc, realizzati con materiale bioplastic derivante dalla canna da zucchero che, oltre ad avere un’impronta di carbonio assente, grazie all’uso di polimeri rinnovabili di origine vegetale, consentono di ridurre lo spreco di vino causato dal sapore di tappo o da alterazioni dovute al passaggio non ottimale di ossigeno, è sorta infatti l’esigenza di comunicare tutti gli evidenti e soddisfacenti risultati positivi che si sono sviluppati a seguito della collaborazione. E quale miglior modo per abbattere le diffidenze verso una chiusura sintetica se non un vero e proprio test sul campo, con la possibilità di esprimere un voto?

Il progetto, che  mira a coinvolgere non solo i maggiori esperti del mondo del vino in tutta Italia, tra cui Sommelier, Assaggiatori e giornalisti del settore ma anche semplici appassionati e clienti incuriositi all’interno degli store Eataly, ha l’obiettivo di arrivare a definire quale, tra le otre 50 referenze Vino Libero, identificate dalla tipica bandierina sul collo della bottiglia, sia la loro preferita, prescindendo da ogni giudizio legato alla tipologia di chiusura utilizzata.

 

In ciascuno dei tre appuntamenti previsti, a partire da quello di Torino, cui seguiranno le tappe di Roma e Milano, i partecipanti potranno testare innanzitutto due campioni di diverse tipologie di vino, ciascuno chiuso con tre diversi tappi, e capire così come il processo di ossigenazione in bottiglia sia influenzato dalla chiusura utilizzata. Solo allora inizierà la competizione, incentrata su sei referenze tra le più rappresentative.

 

Tema di Torino saranno i vini rossi, mentre a Roma si esplorerà il mondo dei vini bianchi, per arrivare alla finale di Milano, dove vini bianchi e rossi saranno messi a confronto ed analizzati per le loro caratteristiche organolettiche. Tutti i risultati ed i contributi saranno raccolti in una pubblicazione.

 

Il comunicato stampa qui sopra è a cura dell’Ufficio stampa di Eataly:                                                                      Chiara Destefanis – destefanis@fontanafredda.it - +39 342/6696519                                                                     Andrea Di Curzio – a.dicurzio@winedreamers.com - +39 335/1041358

E’ stata una serata assai interessante. La prima parte ha visto le valutazioni di due vini differenti con tre diverse tipologie di tappi Nomacorc (diversa permeabilità all’ossigeno esterno): molto interessante le differenze, comunque quasi impercettibili, rilevate sul Sangiovese Inno di Gianna Nannini, bene illustrate dall’enologo Manuel Pieri. Presente, per Nomacorc il Direttore Commerciale Filippo Pieroni. Certo, si tratta di questioni di grande complessità e sulle quali non c’è perfetta concordanza tra i veri esperti e ricercatori, ma la serietà dell’esperienza Nomacorc va comunque evidenziata nel giusto risalto.

La seconda parte della serata ha visto la valutazione di cinque vini rossi scelti tra quelli facenti parte del brand Vinolibero: Barolo No Name di Borgogno, Nebbiolo Filari corti di Brandini, Dolcetto di Dogliani Superiore Vigna del Pilone, Già di Fontanafredda e Rosso dell’Abazia di Serafini & Vidotto. Pur non amando in particolare il classico uvaggio bordolese, devo dire che la mia preferenza è andata, tra questi vini, al Rosso dell’Abazia, che ben conoscevo e che si presenta sempre come un prodotto di grande interesse e di qualità superiore (tralascio i dettagli di valutazione organolettica).

Serata come sempre, quando organizza Eataly, di interesse e soddisfazione.

http://www.vincenzoreda.it/vinolibero-by-oscar-farinetti/

http://www.vincenzoreda.it/innno/

http://it.nomacorc.com/

 

 

 

Brindando nei secoli (Breve storia del vino) – Vini Gianni Gagliardo

Venerdì sera, con inizio verso le 19.30, ho tenuto la mia prima lezione a Eataly Lingotto di Torino: “Brindando nei secoli”, una breve e insolita cavalcata nelle sconfinate praterie della Storia del vino. Oltre due ore di chiacchierata illustrata da una presentazione in Power Point di 160 immagini.

Non avevo tantissime persone, ma quelle che erano presenti sono state tutte molto attente e concentrate sulle tante nozioni che ho dovuto raccontare. Hanno tutti confermato la presenza per la successiva lezione che tratterà di vino e letteratura (venerdì 4 aprile prossimo).

I vini di Gianni Gagliardo sono assai piaciuti e Paolo (ultimo genito, che si occupa dell’area commerciale) è stato bravo ed esaustivo a presentare i tre vini proposti: Fallegro (Favorita), Dolcetto Paulin e Nebbiolo San Ponzio (uno schianto di vino).

Alla prossima e grazie a tutti.

Eataly la Stampa 28.4.14 i

(Il link qui sotto per partecipare alla prossima lezione su vino e letteratura.)

http://www.eataly.it/il-vino-nella-storia-e-nel-tempo-vol-2-le-rime-del-vino-3691.html#.Uzkwgii98kA