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Lysipp 2009: mammamia!!

Oggi ho avuto l’onore di bere il Lysipp 2009 che i miei magnifici amici e produttori (aggettivo riduttivo) di vino Kirsten e Thomas Weydemann spremono in quel di Serra de’ Conti, Esino provincia di Ancona, zona vocata per il bianco Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Il Lysipp è un Montepulciano in purezza.

Di vini negli ultimi due mesi ne ho bevuti da nord a sud, da est a ovest dell’Italia di ogni tipo e assai assai per davvero ottimi, alcuni di piccoli produttori senza dubbio eccellenti.

Con questo sono senza fiato.

Si fa presto a dire confettura di marasca e lamponi, con secondari e terziari di straordinaria complessità: ma bisogna metterci il naso dentro a questa confettura. L’intensità e l’armonia sono qualcosa che nel mondo del vino, assicuro, sono quasi introvabili.

E sul palato si stende un vino grasso, morbidissimo che mantiene quel che l’olfatto aveva promesso, anzi di più.

Il colore è rosso rubino inchiostro: la luce non passa da queste parti. Thomas i suoi vini li lascia sulle bucce per tempi che non posso neanche specificare; non usa barrique ma tonneau di 350 e 500 lt., mai interamente nuove. Qui il legno non si sente e non si sentono i 14,5% vol. di alcol.

Avevo bevuto il 2007 che mi aveva colpito, questo è a dir poco strepitoso: ai vertici dei rossi italiani e non ho paura di espormi.

Prossimamente berrò il Sagrantino Lo Sconosciuto 2009: qui sarò a riferire.

http://www.vincenzoreda.it/fattoria-serra-san-martino-la-boutique-marchigiana-del-vino/

Italian landscape (Marche)

Alcuni shots ripresi dall’Agriturismo Cadabò (Montecarotto, sinistra orografica dell’Esino: il massimo per i Verdicchio Castelli di Jesi) a fine agosto: la dolcezza delle colline marchigiane qui trova la sua massima espressione. Siamo a 300 mslm. e a 20/30 chilometri dall’Adriatico. Un posto – altri direbbero: «location» – bello per davvero. E di largo riposo e silenzio. Ovviamente, non si beve male, né male si mangia. Raccomando.

Colonnara

«Ricordi quanto scriveva l’anno scorso Daniela Sorana, responsabile marketing della Colonnara? “Era il 1805 quando il grande musicista Gaspare Spontini assaporava nella sua dimora di Maiolati le prime bottiglie di spumante marchigiano. Bollicina d’annata che, ad occhio e croce, hanno quasi cinquant’anni di storia in più rispetto a quelle maggiormente celebrate dai fratelli Gancia, datate 1851…”. Le chiedevo la conferma di un documento.

“Il monaco benedettino Francesco Scacchi dà documentazioni certe nel suo ‘Del Bere Sano’, Napoli 1623”. È vero: l’antica spumantistica marchigiana precede Don (sic) Perignon. (L.V.)».

Queste sono le parole di Luigi Veronelli a chiosare la recensione dei vini della cooperativa Colonnara nell’edizione 2004 della sua guida (purtroppo, soltanto un anno appresso Gino toglieva il disturbo…).

In questo torrido giugno, di ritorno dal Sud, visito finalmente questa cooperativa di circa 110 soci per oltre un milione di bottiglie di vini, spremuti da 120 ettari poggiati sui dolci declivi della destra orografica dell’Esino.

Questa mia visita è stata resa possibile per due motivi importanti: la conoscenza di Agostino Pisani, grazie a Kirsten e Thomas Weydemann della Fattoria Serra San Martino e, soprattutto, per le parole di grande apprezzamento che avevo sentite qualche tempo fa pronunciare da Franco Ziliani. Devo precisare che non ho rapporti di particolare simpatia con Ziliani, ma ne ho grande stima per la competenza professionale e, di più, per l’onestà e la coerenza intellettuale.

Cupramontana è un paese posto a 500 mslm in provincia di Ancona, quasi equidistante dalle calde brezze dell’Adriatico e i venti freddi dell’Appennino marchigiano. Il luogo vanta storia antichissima e altrettanto antica tradizione vinifera: sono le terre del Verdicchio dei Castelli di Jesi, bianco grande come pochi altri.

Mi hanno accolto con grande gentilezza e disponibilità Daniela Sorana (di cui sopra) e Agostino Pisani, responsabile di produzione della cooperativa che mi ha guidato tra le vigne, in cantina e durante le gustazioni dei loro vini.

Ho avuto modo di gustare una favolosa verticale di Verdicchio Cuprese 1991, 2001 e 2011: ai vertici dei bianchi, non soltanto italiani e il millesimo più vecchio – con la dovuta pazienza, perché i vegliardi tanta ne richiedono – è risultato forse quello più interessante. Ho gustato i loro spumanti nelle varie tipologie per toccare il top con l’Ubaldo Rosi 2006 metodo classico: anche qui siamo all’eccellenza. Ho bevuto un’ottimo Lacrima di Morro e, infine, mi è stato permesso di bere il loro succo d’uva, preparato apposta per i mercati mediorentali con zero alcol, IceMary. Dedicherò in seguito un articolo più tecnico a questa notevole realtà marchigiana: lo merita la loro qualità e la gentilezza e disponibilità di Daniela Sorana, Agostino Pisani e Giovanni Morettini. Salute.

Colonnara – Via Mandriole, 6 – 60034 Cupramontana (AN)

Tel. +39 0731 780273  Fax. +039 0731 7896 10

info@colonnara.it    www.colonnara.it

Incontri al 46° Vinitaly

http://www.vincenzoreda.it/fattoria-serra-san-martino-la-boutique-marchigiana-del-vino/

Eccoli all’opera, a diretto contatto con consumatori professionisti e semplici appassionati: sono Kirsten e Thomas Weydemann, i miei due amici architetti tedeschi di Amburgo che dal 1997 sono diventati marchigiani e producono straordinari vini rossi nella loro tenuta di Fattoria Serra di San Martino. Di bottiglie ne producono poche, ma sono per davvero vini memorabili. Mi sono fermato nel loro stand al Vinitaly 2012 per scambiare due chiacchiere e bere un sorso dello Sconosciuto 2007, un Sagrantino (credo l’unico) prodotto nelle Marche, nella zona di Serra de’ Conti, sponda sinistra dell’Esino.