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Focus Storia: I Càtari di Monforte

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I Càtari

La dottrina càtara, la cui origine è oscura, è una sorta di sintesi delle eresie sviluppatesi dopo il III secolo: manicheismo, arianesimo, paulicianesimo, bogomilismo… La parola deriva dal greco katharós: “puro” e fu coniata verso la fine del XII secolo. L’eresia si diffuse rapidamente in quel periodo tra la Francia meridionale, la Renania e l’Italia settentrionale.

Il papa Innocenzo III indisse una crociata contro di loro nel 1208.

A Béziers, il 22 luglio del 1209, i crociati, guidati da Simon de Montfort,  massacrarono tutti gli abitanti – quasi 20.000 persone – in maggioranza cattolici tra cui vi erano poche centinaia di càtari. Al legato papale, Arnaldo Amaury, si deve la celebre (ma assai dubbia) frase: «Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi».

Papa Gregorio IX istituì contro questi eretici la Santa Inquisizione nel 1233 e Domenico di Guzman, predicando nelle terre degli albigesi – altro nome degli eretici, derivato dalla città di Albi – fondò l’ordine dei Domenicani proprio in quegli anni.

In Italia, il 13 febbraio 1278, vennero bruciati a Verona i perfecti delle comunità càtare di Desenzano e Sirmione. All’inizio del XIV l’accurato lavoro di sterminio ebbe termine.

I Càtari credevano che tutto il mondo reale fosse opera del Demonio: perciò i perfecti non dovevano riprodursi e consideravano la morte (che si davano per fame) la loro massima aspirazione. Erano integralisti, vegetariani, praticavano la povertà e la comunione dei beni; riconoscevano il solo sacramento del consolamentum: un’imposizione delle mani che rendeva perfecto un semplice credente.

 

Focus Storia: l’inganno di Cajamarca by Vincenzo Reda

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IMG_9457 iQuesta fotografia è stata ripresa circa quattro anni fa, in Aosta. Sono in compagnia dell’archeologa e antropologa Laura Laurencich Minelli, la studiosa dell’Università di Bologna che ha studiato i codici redatti dal gesuita Padre Blas Valera, di proprietà di Maria Miccinelli.

Sono orgoglioso assai di avere avuto l’opportunità di conoscere Laura, una ricercatrice che ha riportato alla luce la verità storica, che Pizarro e i suoi avevano in tutti i modi cercato di nascondere, di una conquista vergognosa realizzata con un vile inganno.

Di questi fatti mi sono più volte occupato e li ho pubblicati sia su questo sito sia su alcune delle mie pubblicazioni.

Chiaro che è motivo d’orgoglio essere riuscito a pubblicarli anche nell’ambito di una Testata autorevole come Focus Storia che, peraltro, aveva già ospitato nel novembre 2012 uno speciale dedicato alla cultura maya, da me firmato. In quell’occasione la rivista veicolò il mio libro sui Maya, scritto per Newton Compton e pubblicato nel 2011. Per tutto questo devo sempre un grande ringraziamento a Marco Casareto, già direttore di Focus Storia e a Aldo Carioli, oggi caporedattore della rivista in questione.

101 Storie Maya Gruner-Mondadori

La faccenda curiosa è che non ho potuto firmare completamente lo speciale dedicato ai Maya su Focus Storia: non pareva elegante che a firmare il lavoro fosse l’autore del libro scelto come abbinamento al numero di Focus Storia di novembre 2012. Nessun problema, ci mancherebbe….

Altra faccenda curiosa: la scelta della copertina è caduta su una illustrazione ricavata dal Codice Cospi che è Mixteco e non Maya. Soprattutto per una questione grafica: ho dato ascolto al consiglio “fresco” di mia figlia Geeta. E mi pare di non aver sbagliato.

Inutile sottolineare che uscire con i tipi di Gruner-Mondadori è per me un grande orgoglio. Senza nulla togliere a Newton-Compton, uscire con questo marchio costituisce un’attestazione di qualità peculiare per il campo specifico che per me vale come il massimo possibile riconoscimento verso tanti anni di studio e di lavoro appassionati e davvero disinteressati.

101 Storie Maya con Focus Storia

E’ in edicola Focus Storia di novembre 2012: in allegato il mio libro 101 Storie Maya che dovresti conoscere prima della fine del mondo. Lo speciale sui Maya l’ho curato interamente in prima persona, pur se l’articolo lungo è firmato a quattro mani con il caporedattore Aldo Carioli (con cui ho lavorato benissimo), gli altri pezzi non firmati, a parte quello su Gonzalo Guerrero (firmato V.R.) e il pezzo dedicato al Tempo Maya (firmato con lo pseudonimo Enzo Giurlani, che è il cognome vero di Aldo Palazzeschi…..).

Sono orgoglioso di questo lavoro durato oltre un mese. E sono orgoglioso del fatto che il mio libro sia stato scelto da Focus Storia: è l’attestazione della qualità dei miei quaranta anni di studio e di dedizione verso la storia e l’archeologia della Mesoamerica.

Come ho già scritto nella dedica sul mio libro, il mio grazie infinito va a Nicola Silvano Borrelli che nel 1971 seppe riconoscere e incoraggiare in un adolescente di 17 anni una passione straordinaria e inspiegabile. Insieme a Nicola silvano, un grazie particolare a Marco Casareto, ex direttore di Focus Storia che mi ha incaricato di questo lavoro, poi confermato dal nuovo direttore Jacopo Loredan.

BMTA Paestum: presentazione del mio libro sui Maya

In occasione della XIV edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si è svolta a Paestum (SA) dal 17 al 20 novembre, sabato 19 alle ore 10.00 nella Sala Velia dell’Hotel Ariston di Capaccio, insieme con Marco Casareto – direttore dei mensili Focus Storia e Geo (Gruner-Mondadori) – ho presentato il mio ultimo lavoro: 101 storie Maya che dovresti conoscere prima della fine del mondo, edizioni Newton Compton. La presenza di Marco Casareto ha contribuito a rendere l’incontro assai piacevole con una intensa partecipazione del pubblico che ha avuto modo di interagire con noi. E’ stato un momento di grande soddisfazione personale per il quale ringrazio Ugo Picarelli, la Leader e, ovviamente, l’amico Marco, persona di grande spessore e competenza.

Paestum 2011 gli amici

A Paestum, fuori dell’ufficialità, ci si diverte sempre. Soprattutto, si ritrovano vecchi amici di quelli veri che, seppur vedi di rado, è come se ci si fosse lasciati il giorno prima. Tra questi, quelli che mi stanno più a cuore sono Andreas Steiner (direttore storico di Archeo e Medioevo), Flavia Maripietri (archeologa, ma oggi giornalista di Rai 1) e Enzo Brilli, rappresentante del turismo del Guatemala in Italia.