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Collisioni: i miei millanta mah….

Scendevo domenica 19 luglio, verso le 19, dalla frescura di La Morra per la strada che taglia l’Annunziata e incrocia la provinciale 3 che unisce Alba a Barolo: andavo a incontrare l’amico Claudio Rosso con cui avevamo fissato una chiacchierata rilassante ai 700 metri di Albaretto della Torre, ospiti di Filippo Giaccone, della sua cucina, dei suoi vini, della sua calda amicizia, del suo riservo.

Subito dopo la cantina di Piero Ratti, addossate alle vigne di prezioso Nebbiolo in incipiente invaiatura, notavo file di automobili appiccicate l’una a l’altra, senza soluzione di continuità. Automobili di ogni tipo quasi a assediare i filari che parevano ritrarsi orripilati da queste presenze invadenti che li costringevano in una stretta mortale. E da queste automobili sciamavano verso Barolo, distante qualche chilometro, genti d’ogni tipo: giovani perloppiù e, data l’afa, poco o punto vestiti.

Ripensavo a quanto si diceva, neanche tanto tempo fa, da queste parti: «Abbiamo bisogno di quelli che vengono qui con le Mercedes, ma specialmente quelle con le ruote larghe…». E cercavo d’indovinare cos’avrebbe detto quel mio amico, antico lombardo, filosofo, giocatore di calcio, buon intenditore di musica classica, che usava e conosceva il Battaglia; che sapeva di vino e tanto ne scriveva e ne beveva e, soprattutto, che sapeva di uomini e era un gran conoscitore di anime semplici. Cosa ne avrebbe detto il Gran Gino di ‘sta roba qui?

Partecipai a Collisioni 2012, la prima a Barolo, dopo i tre anni di Novello. La prima edizione si tenne il 2 e il 3 maggio 2009, con Jovanotti e pochi altri; l’anno dopo ci fu Lucio Dalla con Capossela e Gino Paoli il 4 giugno; quello successivo – 27, 28 e 29 maggio –  vide la partecipazione di Salman Rushdie, Caparezza, Ligabue e Michael Cimino.

Il 2012 fu la consacrazione – 13, 14, 15 e 16 luglio – con la scelta di Barolo e il grande concerto di Bob Dylan. Io, su invito di Francesca Tablino, tenni una lectio magistralis su vino e letteratura, con una piccola mostra dei miei quadri. Ne fui entusiasta.

L’anno successivo fui affiancato a Lorenzo Tablino per una massacrante maratona di gustazioni: quell’anno ci fu il flop di Elton John, ma anche le presenze di Gianna Nannini, Elio e le storie tese, Fabri Fibra. E comunque il successo fu discreto.

Lo scorso anno ero responsabile dell’ufficio stampa di Made in Piedmont e lavorai come un asino, rimettendoci quasi la salute. Fu l’anno in cui si toccarono, nei quattro giorni, le 100.000 presenze: un’enormità per la realtà di Barolo. Malgrado un terribile acquazzone non ci furono eccessivi disguidi e i due concerti principali – Deep Purple e Neil Young – andarono esauriti.

Alla resa dei conti si ebbe la netta sensazione che l’evento andava ripensato.

Invece non c’è stato alcun ripensamento: più convegni, più cantine e consorzi che cacciano soldi – non pochi – e che sono presentati a cottimo dentro le sale esauste del Castello davanti a un pubblico scarso e poco interessato; concerti d’ogni tipo a mescolare diavolo e acquasanta; ospiti disputati, a volte in maniera imbarazzante, dai vari grandi produttori di Barolo (evito di fare nomi). E un muro di pubblico accaldato e consumatore soprattutto di acqua e birra – pare ovvio – che cerca i selfie con i numerosissimi vip ambulanti. E poi un sacco di ragazzi che lavorano gratis: perché lavorare a Collisioni è comunque tanta roba…

No, non mi piace più Collisioni così com’è diventata. E non mi piace ancor più perché quest’anno, non essendo stato coinvolto, ho potuto effettuare le mie osservazioni con distanza dialettica. Tutto subito mi ero anche arrabbiato per non essere stato chiamato e la faccenda mi aveva dato non poco fastidio; poi, invece, sono stato contento di non aver partecipato e me ne sono tenuto accuratamente distante anche come giornalista o semplice fruitore.

Così com’è Collisioni non rappresenta un valore aggiunto per Barolo: non è dei grandi numeri che qui si sente il bisogno. Barolo, ricordo, è un paesino di 700 anime, un solo albergo, qualche B&B e 5 o 6 ristoranti. Qui necessita la qualità, necessitano i tempi giusti, necessitano gli incontri di alto livello che, pare ovvio, non possono consumarsi tra i selfie, le birre, le caudane e i sudori rumorosi e fastidiosi di folle barbare. E nessuno pensi che queste faccende sono investimenti sui consumatori di domani. Non così, non tracannando qualsiasi vino in calici di plastica a 36°!

Qualità, cultura – cultura del territorio che sanno i patriarchi di qui, non i Master of Wine di Hong Kong, che sono utili, certo, ma non utilizzati in questo modo – tradizione, sensibilità, curiosità.

E qui mi fermo. Basta e avanza, sperando che Collisioni – idea comunque magnifica – lasci le autostrade a 8 corsie e riprenda certi magnifici sentieri che sono unici e impagabili (e che il provincialismo debordante sappia essere orgoglioso di questi nostri sentieri).

Salute.

Ps: intanto, nel mio prossimo volume di racconti (Racconti Alticci) ci sarà una storia straordinaria ispirata da Collisioni. A modo mio, pare ovvio.

 

 

11 aprile 2014: inaugurazione nuovo centro Novacoop a Vercelli

L’11 aprile 2014, a Vercelli, è stata inaugurata la nuova sede  Novacoop, che accorpa i due centri di Galliate e Leinì e diventa l’unica struttura direzionale piemontese.

Vale la pena ricordare che la Novacoop è cresciuta molto in questi 20 anni, è diventata leader in Piemonte nel settore della distribuzione con una rete di 17 ipermercati, 30 supermercati e 13 superstore. Attualmente è la 16° impresa per fatturato del Piemonte.

La superficie di vendita è di circa 160 mila metri quadrati. Nel 2013 le vendite si sono attestate a 1.042 milioni di euro di cui 358 realizzati nella rete dei supermercati e 683 nella rete ipermercati, con 35.158.000 scontrini emessi.

Le persone che lavorano in Novacoop sono circa 4700.

I numeri, sintesi sempre emblematica, di questa nuova sede sono questi:  struttura su tre piani di oltre 10.000 mq. coperti, situata sopra una superficie totale di 45.000 mq.; poco più di un anno di lavoro e circa 28 mln di investimento per un modernissimo e assai luminoso edificio realizzato in classe A (e impianto fotovoltaico di 600 Kw posto sul tetto e invisibile dal basso). Sala  riunioni di 300 posti con la possibilità di sdoppiamento modulare per due metà indipendenti e interagenti. E poi ancora uffici, salette, mensa, palestre per il fitness, uno splendido giardino con piante di grande bellezza (liquidambar, faggi, peri…). E  ogni sezione, dedicata alle varie funzioni aziendali, identificata da un colore (sempre di grande eleganza) peculiare.

La struttura è stata progettata dall’architetto canavesano (non è un dettaglio inutile…) Antonio Audo, con la collaborazione di una serie di giovani e valenti consulenti, tra i quali mi è d’obbligo citare Cristina Tonello (che ci ha guidati nella visita, illustrando con cura e orgoglio le caratteristiche tecniche e estetiche dell’edificio) e Stefano Stola (architetto, canavesano anch’egli, assai impegnato nel sociale e nel mondo dell’handicap).

Il concetto strategico che ha guidato questa impresa è: Progettazione partecipata; vuol significare, in buona sostanza, che in ogni fase della realizzazione sono stati sentiti e vagliati i consigli dei dipendenti, in fondo  destinatari e  fruitori dell’edificio.

Complimenti al Presidente Ernesto Dalle Rive e a tutti i suoi collaboratori: hanno realizzato quella che sarà, in fondo, la “casa” di 240 dipendenti Novacoop. Una casa senza dubbio luminosa, accogliente, elegante e con una ben definita, e affascinante, personalità.

L’inaugurazione è stata benedetta – ritornare a ritualizzare e sacralizzare ceri momenti è una faccenda di grande attualità: ne avremmo tutti bisogno, a prescindere da mere questioni religiose…- da Mons. Bodo con l’intervento, non di semplice rappresentanza, del sindaco di Vercelli Andrea Corsaro, a testimoniare la vicinanza e il gradimento della comunità cittadina.

Marco Ardemagni e Cinzia Poli (Caterpillar, Radiodue) hanno condotto con la consueta professionalità e simpatia un evento non banale, valorizzato dal catering a cura di Giovanni Grasso (chef stellato del ristorante La Credenza), e ben organizzato da Mimis srl.

A questo punto un “In bocca al lupo!” mi sento di augurarlo, con convinzione e anche con una certa dose di ammirazione.

Collisioni 2013, continua il rito magico

Anche quest’anno Collisioni è stato un momento magico: 70.000 persone di varia umanità, età, sesso, estrazione sociale, nazionalità hanno dato vita a una delle manifestazioni di maggior contenuto culturale, artistico e sociale cui si possa partecipare in Italia. E sono vere COLLISIONI: a volte morbide, altre volte più toste; ma ci si incontra, ci si scontra, si collide, si collude….Nelle mie immagini qui sopra un piccolo “masala” (mistura piccante indiana, meglio conosciuta come “curry“): ecco come definisco l’essenza di questa magia: il mio irrinunciabile masala.

Uto Ughi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

Uto Ughi (Bruto Diodato Emilio Ughi) è nato a Busto Arsizio il 21 gennaio 1944 da padre triestino e madre di Bolzano. Con Nathan Milstein e Yehudi Menhuin è il mio violinista preferito, tra i massimi viventi (e non). Suona uno Stradivari del 1701 e un Guarneri del Gesù (artigiano cremonese reso celebre da Paganini che suonava un suo violino definito “cannone” per la potenza del suono) del 1744.

Ascoltarlo dal vivo è un’esperienza irripetibile e indescrivibile: la perfezione assoluta che accompagna un suono di pulizia e atmosfera straordinaria.

Ieri sera (18 aprile 2013) ci ha donato tre esecuzioni tra le quali il Trillo del Diavolo di Giuseppe Tartini (Istria 1692-Padova 1770) è stata di gran lunga la migliore. Per inciso le altre erano una sonata di Gaetano Pugnani (Torino, 1731-1798) e una fantasia da Carmen di Bizet trascritta da un grande violinista spagnolo.

Però quel che mi ha più emozionato è stato un frammento tratto dal video: Uto Ughi. Una vita per la musica, prodotto dall’Associazione Culturale Arturo Toscanini di Savigliano. Si tratta di due sequenze di un concerto tenuto in un piccolo monastero buddista in cui il Maestro suona la mia Ciaccona, il V movimento della partita per violino solo n. 2, Bwv 1004 in re minore di J. S. Bach.

Sublime, semplicemente sublime. Ho cercato quel filmato su youtube ma non ho trovato nulla. Purtroppo.

Alla proiezione del filmato, assai interessante e esplicativo della vita, del carattere e della carriera del musicista, è seguita la presentazione del libro: Uto Ughi. Quel diavolo di un trillo, appena pubblicato per i tipi dell’Einaudi. In compagnia di Ernesto Ferrero (scrittore e presidente della Fondazione Salone del Libro di Torino) e Giorgio Pestelli (musicologo).

Doveroso ringraziare, per l’irripetibile emozione, la mia amica Francesca Tablino cui devo l’invito. Come potrò mai sdebitarmi?

http://www.youtube.com/watch?v=jhX9G-LcoXo

Con i Maya tra televisioni e conferenze

Tra mercoledì 19  e giovedì 20 dicembre 2012 ho dovuto sostenere un vero tour de force con i miei Maya. Il 19 sono andato in onda a Quartarete TV, programma Antropos con Giorgio Diaferia e Antonella Frontani.

Il giorno dopo sono stato onvitato come esperto nel programma di Vero Tv condotto da Marisa Laurito e andato in onda in diretta alle 14.20: qui, più che di Maya ho parlato della bufala della profezia, quindi di J. A. Arguelles e del suo vecchio libro, “Il fattore maya”.

Dopo la trasmissione di Milano, correndo tra Frecciarossa e Bmw, sono arrivato a Serralunga per la serata dedicata ai Maya. questa volta ho parlato per oltre un’ora e mezza a un pubblico attentissimo e assai interessato. Finalmente, ho potuto raccontare la cultura Maya a tutto tondo, con immagini e filmati. Grande soddisfazione e adeguato successo. Poi è seguita una cena maya preparata con bravura dalle cuoche di Fontanafredda. Per questa magnifica serata devo ringraziare Francesca, Monica, Federica e Fiorella. Ovviamente, Oscar Farinetti.

 

VINOLIBERO by Oscar Farinetti

Ricevo e volentieri pubblico.

Una nuova e interessante iniziativa sta nascendo nel complesso settore vitivinicolo italiano.

Dalla consapevolezza che il mercato del vino, in futuro, avrà come protagonisti consumatori sempre più attenti e sopratutto preparati nasce il progetto “Vino Libero”.

Due semplici parole, dal significato immenso, ricchissimo di contenuti. Un “Vino Libero” significa semplicemente privo di tutto quanto può negativamente interferire sulle sue enormi valenze qualitative intese in senso ampio, anche di qualità della vita, per riscoprirne i valori intrinseci e più autentici.

Un progetto che mette al centro la naturalità del vino iniziando a liberarlo dai concimi cimici, dai diserbanti, dai troppi solfiti, ma anche da packaging inquinanti, dagli eccessi della burocrazia, dalle mode effimere e inutili.

Una diversa filosofia imprenditoriale, che lascia le parole per concretizzarsi immediatamente nell’osservanza di norme precise e disciplinari necessariamente rigidi. Si parte dal vigneto con un vero e proprio Disciplinare di coltivazione di “Vino Libero”, per arrivare alla cantina che porrà in atto tutte le procedure a tutela della biodiversità dell’agroecosistema  e della sostenibilità ambientale. Il tutto finalizzato ad ottenere un “Vino Libero”.

Libero da un uso esasperato e sbagliato della chimica, per ritrovarsi in equilibrio con l’ambiente e di esprimere, al meglio, qualità e salubrità.

Libero dalle campagne salutistiche e proibizionistiche, che lo denigrano come una minaccia per la salute, dalle diete ipocaloriche e dimagranti.

Libero di esprimere il proprio carattere correlato semplicemente al vitigno e al territorio.

Libero di scendere nel bicchiere a donarci tante emozioni.   

Undici cantine di sette regioni: Fontanafredda, Mirafiore, Borgogno, Brandini, San Romano, Monterossa, Serafini & Vidotto, Le Vigne di Zamo’, Fulvia Tombolini, Agricola del Sole, Calatrasi & Micciche’. 180 ettari vitati, 350 addetti per un totale potenziale di 1 milioni di bottiglie: questi sono i numeri del progetto “Vino Libero”.

Ne è coinvolto l’intero territorio nazionale: dal Piemonte al Friuli, sino a Toscana, Marche, Puglia, Sicilia.  Tutti terroir ad altissima vocazione e con tipologie di vino solo doc/docg dall’eccellente profilo qualitativo.

Inizialmente il progetto prevede di raggiungere 400 luoghi di vendita, 600 luoghi di ristoro e 100.000 clienti. Per formare un’iniziale rete tra produttori, fornitori e consumatori. Una struttura aperta, dinamica e, ovviamente, “Libera”.                                    

Il progetto” “Vino Libero” sarà presentato alla stampa il giorno 17 Settembre alle ore 12.00 a Roma presso il nuovo store Eataly , Piazzale XII ottobre 1492 – Air Terminal Stazione Ostiense.

 UFFICIO STAMPA: TABLINO POSSIO FRANCESCA tablino@fondazionemirafiore.it 333 47 99 195

www.vinolibero.it

Marchesi di Barolo

Era sabato 13 luglio, in tarda mattinata, nel cortile del Castello di Barolo: mi si avvicina Francesca Tablino e mi presenta una bella signora bionda che, dice, è ansiosa (?) di conoscermi. Si presenta, sono Anna Abbona e desideravo tanto conoscerla: beh, non sono né una celebrità, né una persona defilata. Eccomi qui, fa piacere anche a me conoscerla. Si passa velocemente a parlare in seconda persona e devo cedere alle insistenze di un invito a cenare la sera stessa nella loro Foresteria. Accetto perché Anna è particolarmente insistente: avevo altro da fare, ma mi pare doveroso cedere a tanta dimostrazione di interesse nei miei confronti. E accetto anche perché Anna mi parla di Paolo Monelli.

Prima di cena ho conosciuto Ernesto Abbona che mi ha guidato a visitare l’incredibile caveau, a temperatura controllata, in cui riposa un tesoro di millesimi curato meglio dei lingotti di Fort Knox (ma i lingotti, pur preziosi, non posseggono alcuna sensibilità…).

Non mi dilungo sulla storia di questa Azienda prestigiosa; non mi dilungo nemmeno a far discorsi tecnici sulle vigne, la produzione e i vini, pur se tanti in questi giorni ne ho bevuti e tutti di qualità eccelsa (mi ha sorpreso il loro Arneis 2011, e io -si sa – non amo questo bianco piemontese). Qui sotto metterò il link del loro sito – tutto da visitare – e per quanto attiene ai discorsi tecnici, mi riservo una visita meno mondana e più tecnica che, sono certo, avverrà prestissimo.

In questo breve articolo mi preme di mettere in evidenza la sensibilità – è la mia priorità, quando si tratta di persone – la cultura, la gentilezza leggera, la capacità di interloquire con persone di ogni tipo con estrema naturalezza di Anna, di Ernesto e della loro deliziosa Valentina.

Tra gli incontri di Collisioni, uno di quelli indimenticabili.

http://www.marchesibarolo.com/

Da Fontanafredda soffia il Marin

Di Nascetta ne avevo bevuta per la prima volta dal mio amico Matteo, a La Tana del Re, gennaio 2011. Era prodotta in Novello da Luigi Vietto, vendemmia 2008. Mi era piaciuta. Durante il Vinitaly dello stesso anno, poco tempo appresso, avevo gustato la Nascetta di Fausto Cellaro dei Poderi Cellaro di Carrù, non ricordo il millesimo: mi era piaciuta assai.

Questo vitigno, di cui parlano diversi ampelografi verso la fine dell’Ottocento (Gagna, Rovasenda, Fantini), è tipico della Langa intorno a Barolo e Novello. Vitigno delicato che esige vigne di prima qualità soprattutto per l’esposizione. Assai probabilmente, era stato trascurato proprio per questo fatto: si preferivano vitigni più produttivi, forti, commerciali. Passati i tempi in cui era di moda nobilitare vini di salda tradizione, più o meno meritevoli di tutte queste attenzioni e pratiche – in vigna e in cantina – molti si sono dedicati a cercare di riscoprire vitigni dimenticati. Con alterne fortune: alcune riscoperte sono risultate di grande interesse, altre assai meno.

Non v’ha dubbio che quest’uva delicata e aromatica della Langa sia degna di grande attenzione e oggi già qualche produttore ha cominciato a dedicargli le cure che probabilmente merita (il tempo, come al solito, permetterà di stabilire quanto meritate).

Capito a Fontanafredda con Francesca Tablino per un rapido spuntino dopo un sopralluogo a Barolo (incombono Collisioni e Bob Dylan), e mi viene messa sotto il naso una bottiglia di vino bianco: assaggia questo vino, l’ultima delle nostre proposte, e dimmi se ti garba.

Com’è ovvio, rimango ammaliato dall’eleganza semplice e pulita dell’etichetta: etichetta magnifica, dico. Elegante, femminile. Chi l’ha realizzata?

Davvero!? risponde Francesca: pensa che in azienda è stata anche criticata. Aspetta che chiamo Andrea che ne è l’autore.

Aspettando Andrea Cantamessa, Direttore Vendite di Fontanafredda, ma anche artista in privato, bevo di questo bianco e rimango incantato da una mineralità spiccata, da una freschezza che sa di fiori e di frutta bianca. Mi dicono che è un uvaggio di Nascetta e di un altro vino che non mi sanno indicare. Non è Chardonnay di certo, forse Sauvignon Blanc (penso)? C’è un aroma particolare, secco, franco e una grande persistenza. Arriva Andrea e mi svela l’arcano: uvaggio al 50% di Nascetta e Rieseling! Eccellente: quasi l’uovo di Colombo, abbinare due uve che hanno caratteristiche somiglianti. Ne hanno prodotte 20.000 bottiglie, vendemmia 2009 e quindi due anni di affinamento in bottiglia per un’acidità spiccata e “soltanto” 12,5% vol.

Il nome ricorda il buon vento che soffia dal mare verso le colline di Langa e ne carezza con benevolenza i filari che tanto gli vogliono bene.

Me ne sono portato a casa qualche bottiglia: nella tranquillità dei miei assaggi solitari e successivi ho avuto la conferma di un vino di gran classe, destinato anche a invecchiare bene. Non costa pochissimo (13/15 € a scaffale), ma sono certo di aver bevuto in anteprima un vino che farà carriera. Stavolta, complimenti a Fontanafredda. E stavolta non soltanto per la qualità del marketing!

Collisioni 2012 a Barolo

http://www.collisioni.it/

Dalla prima edizione del 2009, che fu immediatamente un successo, sono passati tre anni e Collisioni – iniziativa creata quasi per gioco da un gruppo di giovanissimi appassionati di arte, vino e territorio – approda quest’anno nella suo porto naturale: Barolo. Perché Barolo? Per la semplice considerazione che questo paese rappresenta nel mondo – nel mondo! – una certa immagine del vino di massima qualità; e questo vino lo rappresenta con tutto il suo straordinario territorio e con la sua Storia stratificata da tempi immemori con tante piccole storie di uomini umili e di grandi dinastie, fondamentali alla stessa maniera. E a Barolo verrà Bob Dylan, soffiando il suo vento d’artista inarrivabile e testimoniando che, come sempre, i tempi stanno cambiando: e speriamo di poter assistere, nel prossimo futuro, soltanto alla caduta di piogge ristoratrici e non “hard”!

Collisioni 2012, Barolo (Cn) 13/16 luglio

 COLLISIONI 2012

INCONTRI IN ENOTECA 

Dal 13 al 16 luglio 2012 si terrà nel paese di Barolo la quarta edizione del festival Collisioni, in questo momento l’evento culturale più partecipato di tutta la Regione, dopo il Salone del Libro di Torino, con oltre cinquantamila visitatori nella scorsa edizione, e tanti ospiti quest’anno di respiro internazionale come Bob Dylan, per l’unica data italiana nel 2012, Patti Smith per l’apertura del suo tour italiano il 14 luglio, Boy George, Luciana Littizzetto, Carlo Verdone, Philippe Daverio, per una lezione sul rapporto tra la rappresentazione artistica e il vino, Niccolò Ammaniti, Don DeLillo, Luis Sepulveda, Subsonica. Il paese di Barolo sarà meta di visitatori provenienti da tutto il territorio nazionale ma anche da Francia, Germania e Svizzera. Proprio per questo, grazie alla sede scelta e alla sua attrattiva per i turisti in relazione al vino, l’evento, i suoi incontri e concerti internazionali saranno  un’importante occasione per promuovere i vini del basso Piemonte. Collisioni, in collaborazione con l’ Enoteca Regionale del Barolo e il Wimu, propone alcuni eventi collaterali al festival per conoscere storia, aneddoti e personaggi del vino. Una serie di lezioni per raccontare la storia della più affascinante delle bevande, ricca di sapienza e poesia, arte e tradizione. Due giornate dedicate ai grandi vini del Piemonte per scoprirne la grandezza in modo ludico ed interattivo.

SABATO 14 LUGLIO

Ore 11,00 sala del professore  WIMU: “Bell’ aria di Padre Bacco, dai vini spumescentes dei Romani agli spumanti metodo classico di oggi”. A cura di Enrico Parodi.

A seguire degustazione dei migliori spumanti metodo classico del Piemonte.

Relatore: Enrico Parodi, sommelier professionista Ais, ha frequentato l’Ecole de Champagne e numerosi seminari nei territori di produzione alla ricerca dei segreti di questo splendido vino speciale.
Ore 14,00 sala del professore  WIMU: “Alla scoperta di sua maestà il Barolo – il Re dei vini, in vino dei Re”.  La letteratura, la musica e l’arte incontrano il mitico vino Barolo. Lezione: la storia, il territorio, la cultura di uno dei più grandi vini al mondo.

A seguire degustazione guidata orizzontale verticale dei migliori terroir e dei migliori crus del Barolo delle cantine di  Serralunga d’Alba, Monforte, Castiglion Falletto, Barolo. Durante la degustazione sono previsti premi e giochi con il Barolo  e omaggi di libri sul Piemonte enoico.

Relatore: Lorenzo Tablino, enologo di quarantennale esperienza nel campo, giornalista, consulente vitivinicolo.

Ore 16,00 sala del professore  WIMU: presentazione del libro “Cronache golose” di Marco Trabucco (giornalista di Repubblica e curatore Guida Espresso) e Marco Bolasco (direttore editoriale di Slow Food). Cinquanta storie, raccontate attraverso altrettanti piatti e cuochi. Da Gualtiero Marchesi al modello nuovo di osteria, dall’evoluzione della cucina regionale fino alle avanguardie che arrivano solo recentemente in Italia rispetto all’ Europa. Prefazione di Alessandro Baricco.

A seguire degustazione guidata dei migliori terroir e dei migliori crus del Barolo delle cantine dei produttori che hanno aderito al progetto Collisioni 2012.

Ore 18,30 Enoteca Regionale del Barolo :  lezioni e degustazioni guidate condotte da esperti  sui grandi vini delle aziende sponsor di Collisioni.

DOMENICA 15 LUGLIO 

Ore  11,00 sala del professore  WIMU: “Parole di Vini”. Più che una lectio magistralis, una rilassante e informale chiacchierata in cui il giornalista Vincenzo Reda  esamina e approfondisce il rapporto con il vino di alcuni scrittori e poeti, alcuni dei quali non proprio “abbinati” dall’immaginario collettivo a questa portentosa bevanda. A seguire degustazione guidata orizzontale verticale dei migliori terroir e dei migliori crus del Barolo delle cantine di  Serralunga d’Alba, Monforte, Castiglion Falletto, Barolo.

Relatore: Vincenzo Reda, nato in Calabria, è torinese d’adozione, vivendo questa città dagli anni della prima infanzia. E’ uno scrittore, pittore e intellettuale che da molti anni ha fatto del vino la materia oggetto dei propri interessi culturali e artistici. Occupandosi anche di storia e di letteratura, le prospettive da cui guarda al vino sono diverse da un semplice approccio a carattere tecnico o di valutazione meramente sensoriale.

 Ore  16,00 sala del professore  WIMU: “Elogio dell’invecchiamento” di Andrea Scanzi

Scanzi ci insegna a riconoscere e a distinguere, insieme a chi li produce, il Barolo, il Pinot nero, il Sassicaia, l’Aglianico e altri capolavori di una lunga stoia fatta di lavoro, pazienza e dedizione. Non senza ironia ci svela, tra una tappa e l’altra del suo viaggio, i piccoli e grandi segreti che ogni sommelier e ogni buon intenditore hanno messo a punto nel tempo e che consentono loro di muoversi con disinvoltura in questo mondo così ricco e variegato. E soprattutto, ci insegna a riconoscere la vita segreta dei vini e ad apprezzare quella sottile arte che ne fa spesso dei capolavori: l’arte di invecchiare. A seguire degustazione guidata dei migliori terroir e dei migliori crus del Barolo delle cantine dei produttori che hanno aderito al progetto Collisioni 2012.

Relatore: Andrea Scanzi è nato ad Arezzo nel 1974. Dopo sei anni a La Stampa, è passato nell’estate 2011 al Fatto Quotidiano. Si occupa di cultura, sport, enogastronomia, politica. E’ ritenuta una delle firme più eclettiche d’Italia. E’ autore e interprete di Gaber se fosse Gaber, spettacolo teatrale che sta attraversando l’Italia. Sommelier innamorato delle Langhe, ha pubblicato due bestseller dedicati al mondo del vino, Elogio dell’invecchiamento (2007) e Il vino degli altri (2010). I suoi ultimi libro sono I cani lo sanno (2011) e Happy Birthday, Nebraska (2012 ebook), entrambi per Feltrinelli.

Ore 18,30 Enoteca Regionale del Barolo:  lezioni e degustazioni guidate condotte da esperti  sui grandi vini delle aziende sponsor di Collisioni. 

INGRESSO LIBERO E GRATUITO A TUTTE LE LEZIONI E LE DEGUSTAZIONI

Per informazioni, rivolgersi a :

Enoteca Regionale del Barolo   0173 56277  barolo@barolowordl.it

Wi-mu Museo del vino a Barolo 0173 386697 info@wimubarolo.it

Tablino Francesca francescatablino@gmail.com

Già bianco di Fontanafredda

http://www.vincenzoreda.it/gia/

Nel dicembre del 2010 avevo scritto un breve articolo che trattava del vino appena introdotto sul mercato dal funambolico Oscar Farinetti sotto il marchio di Fontanafredda: il Già Rosso. (continua…)

HoReCa n. 60: speciale Fontanafredda

Ecco il mio ultimo lavoro: sono 8 pagine di articolo con testo e fotografie mie. Grazie tantissimo a Francesca Tablino che mi ha aiutato nel mio giorno di visita (un giorno è troppo poco a confronto di una realtà produttiva di queste dimensioni e con queste implicazioni sia commerciali sia storiche). C’è anche una piccola intervista a Oscar Farinetti, sempre disponibile nei miei confronti. E c’è pure il solito, evitabilissimo refuso: Sommaria Perno anziché SOMMARIVA PERNO. E ciò nonostante il testo sia stato riletto e corretto più volte anche da persone diverse: brutta bestia, il refuso.