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Una storia esemplare: Laccento Montalbera e il murale

Una storia esemplare. Il 4 maggio del 2010 dipinsi il murale del Caffè Elena con il Ruchè Laccento di Montalbera (il bellimbusto stravaccato che mi sta osservando è Franco Morando, titolare). Il murale fu fotografato migliaia di volte e pubblicato anche su L’Espresso. 3 anni più tardi cambiò la proprietà e venne inopinatamente cancellato, coperto con una bella mano di vernice. Mi arrabbiai tantissimo, ma nel frattempo il Ruchè di Montalbera era diventato un vino imbarazzante e quasi mi ero pentito di averlo usato per il mio murale.
Oggi sono felice che quel bel lavoro, eseguito con un vino modaiolo di un’azienda che non mi piace, non esiste più se non nei ricordi di una documentazione fotografica.

Caffè Elena: the times they are a-changin

L1130581Citare il Grande Bob o la compianta Merceds Sosa (Todo Cambia) poco cambia. I tempi, quelli stanno sempre cambiando. In questi giorni di fine giugno ha chiuso il MIO Caffè Elena e ha riaperto un altro Caffè Elena che più non mi appartiene. Per quasi quattro anni questo posto è stato casa mia. Ci ho fatto mostre, presentazioni dei miei libri, ci ho dipinto lo specchio interno e, sopra il tavolo che ho occupato per tanto tempo a tutte le ore del giorno e della sera, ci avevo dipinto il mio murale dedicato a Von Hutten. Pubblicato su L’Espresso (ottobre 2010), ammirato e fotografato da migliaia di persone.

L’hanno cancellato.

Direi che hanno fatto bene: l’avevo dipinto con il Ruché Laccento 2008 di Franco Morando, nel maggio del 2010. Oggi quel posto non mi appartiene più; non mi piace più quel Ruché e men che meno mi piace Franco Morando.

Dunque, giusto così. Verso altri futuri, altri vini, altre persone.

Altri bar.

Nel frattempo, al Caffé Elena ho fatto in tempo a concepire (nella mia immaginazione è già scritto) il mio prossimo libro: “Sul lungomare di Torino“.

Uscirà l’anno prossimo.

Salute.

Wine joke: Ruché Laccento by Luca Maroni

Pare incredibile il livello che si può raggiungere in termini di faccia tosta: indirettamente proporzionale al grado di etica, professionalità, serietà, affidabilità.

Conosco bene il Ruché: lo volli come vino rosso al mio matrimonio nel lontano 1990 (il bianco era un ottimo Verduzzo). Conosco altrettanto bene i Ruché di Montalbera e il Laccento, ancorché atipica tipologia modaiola di questo piccolo vino di Castagnole, lo trovo un vino di gradevole beva. Ci ho dipinto il murale del Caffè Elena nel maggio del 2010, presente Franco Morando.

Certo è che assegnare un punteggio di 99/99 (ovvero: la perfezione) a un Ruché – e pubblicizzarlo e vantarsene…. –  significa alimentare una delle più incredibili enormità nel campo del vino….E qui mi fermo, non meritando questa faccenda altri commenti!