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I vini di Papa Paolo III Farnese raccontati da Sante Lancerio

Tallone pubblicò questo librino ( in 32° con il preziosissimo Garamond corpo 9, fuso a Parigi da Deberny & Peignod) in 470 esemplari nel 1991. Bisogna ricordare, pur se il ricordo è un ben brutto ricordo, il giorno della presentazione in stamperia a Alpignano: un giorno maledetto….senza-titolo-11

L’introduzione è di Luigi Veronelli : “Mai quanto alla vista delle bozze di questo libro ho meglio avvertito la validità d’una mia affermazione: il vino è un valore reale perché ci dà l’irreale…..”. Il manoscritto originale fu ritrovato nella Biblioteca Ariostea di Ferrara e pubblicato a cura di Giuseppe Ferraro nel 1876, che lo accompagna con una prefazione assai interessante: “Paolo III fu uno dei papi più robusti, e uno dei vecchi tra i più vecchi. Forte per natura, aiutato, nella ricerca dei vini, da un Bottigliere di quella fatta, com’era Sante Lancerio, malgrado i pensieri dei figliuoli e dello Stato, visse fino a 82 anni. Segno e prova certa, che i giudizi, dati da lui e dal suo cantiniere, intorno ai vini d’Italia, erano fondati sul sodo. quindi io invito gli intendenti della materia a tenere conto di questa operetta del Lancerio, che ha tre titoli all’attenzione degli enologi italiani. Tratta dei vini nostrani, è antica di 3 secoli, ed ha la prova di un Sacro Bottigliere e di un Papa, gli anni del quale auguro a me ed ai miei lettori.”.

Poco o nulla si sa di Sante Lancerio, mentre molto si conosce di Papa Paolo III della schiatta nobilissima e potentissima dei Farnese: fu un personaggio di notevole statura politica che ebbe la capacità di pacificare, soltanto per poco, Francesco I e Carlo V; benedisse la nascita dei Gesuiti, avviò il Concilio di Trento…..

Un piccolo omaggio a Sante Lancerio: Il Vino di Montepulciano. E’ perfettissimo tanto il verno quanto la state, et meglio è il rosso la state, io ne sono certo. Tali vini hanno odore, colore et sapore, et volentieri S.S. ne beveva, non tanto in Roma dove gli erano portati in fiaschi, ma ancora in Perugia. Marcello Cervino, poi papa et domandato Marcello II, che non regnò se non 20 giorni, et  Tarugio Tarugi, Senatore Romano, faceano a concorrenza di chi di loro donava meglio. Volendo conoscere la bontà di questo vino, vuole essere odorifero, polputo, non agrestino, né carico di colore. Volendolo per la state alli caldi grandi, sia crudo, et di vigna vecchia…”. Formidabile il vino polputo e non agrestino….

Tallone per Bodoni

Alla Biblioteca Nazionale (P.zza Carlo Alberto, 3 – Torino), una magnifica mostra a cura dei Tallone dedicata a Giovanni Battista Bodoni (1813-2013) in occasione del bicentenario del grande Saluzzese che fece dell’eleganza la caratteristica fondamentale dello stile dei suoi caratteri da stampa. Con una nota importante: i caratteri bodoniani sono straordinari nell’uso che se ne fa per copertine e frontespizi, non indicati (difficoltà di lettura immediata) nei corpi editoriali delle pagine: non c’è gran cultura editoriale e, soprattutto, tipografica in coloro che usano il Bodoni per comporre testi di pagine. Caratteri come il classico Garamond o anche il Times (tralasciando di citarne molti altri bellissimi ma meno conosciuti, come il Caslon, ecc.)sono assai più indicati perché di più facile lettura.

La mostra dura fino all’11 gennaio 2014 e il mio consiglio, per gli appassionati – va da sé – è di quelle da non perdere: così come l’acquisto del magnifico opuscolo: “VESTIRE IL PENSIEROTipografia e editoria nei Manuali Tipografici di Alberto e Enrico Tallone – a cura di Andrea De Pasquale e Enrico Tallone” e costa soltanto 5€!

http://www.talloneeditore.com/images/blog/comunicato-mostra-Nazionale-Torino.pdf>  

Il mio primo libro: 1988, un libro di poesia sperimentale

 

 

 

 

COCCALE


Caccole

Caccoline

Caccolette

Lievi lievi

Insudiciano

Fastidiose un poco

Collose

Insistenti

Il vello lucido

Del mio tiepido esistere.

Furtivo

Mi scaccolo

Coccolandomi un poco

E ogni caccola

Una piccola coccola.

 

 

 

 

Questo librino fu licenziato il 7 dicembre del 1988, stampato presso le Arti Grafiche Bogliani di Torino in 73 copie numerate e firmate. Fu composto con caratteri Garamond chiaro tondo e corsivo  in linotype da Carla Arata. L’editor fu Alex Chiarva, la copertina impostata da Elena Rozzo.

E’ un oggetto particolare di cui vado orgoglioso e, pur con una qualità dei testi assai variabile, l’ispirazione con la quale fu concepito oggi mi appartiene tanto tanto.