Posts Tagged ‘Giga’
Di vino e d’altro ancora al Circolo dei Lettori

Bella serata al Circolo dei Lettori, nella storica sede di Palazzo Graneri della Roccia (1680) in via Bogino, 9 a Torino. Con gli amici Nico Ivaldi, giornalista e scrittore (nelle immagini il primo a sinistra) e il Dr. Giorgio Diaferia, medico e grande batterista jazz (Esagono). In sala molti amici, assai graditi. Tra questi Vincenzo Gioanola di cui abbiamo presentato il cortometraggio Giga, realizzato con l’animazione dei miei quadri dipinti con il vino (e musica di Bach). Ho anche presentato il cd degli Esagono Wine Notes, dedicato ai cru di Barolo.

In Taberna quando sumus

In taberna quando sumus, / non curamus, quid sit humus,/ sed ad ludum properamus, / cui semper insudamus./

Quid agatur in taberna, / ubi nummus est pincerna, / hoc est opus, ut queratur, / sed quid loquar, audiatur. //

Quidam ludunt, quidam bibunt, / quidam indiscrete vivunt. / Sed in ludo qui morantur, /ex his quidam denudantur; /

quidam ibi vestiuntur, / quidam saccis induuntur / ibi nullus timet mortem., /sed pro Baccho mittunt sortem. /

Primo pro nummata vini ; / ex hac bibunt libertini. / Semel bibunt pro captivis,/ post hec bibunt ter pro vivis, /

quater pro Christianis cunctis, / quinquies pro fidelibus defunctis, / sexies pro sororibus vanis, / septies pro militibus silvanis. //

Octies pro fratribus perversis, / novies pro monachis dispersis, / decies pro navigantibus, / undecies pro discordantibus,/

duodecies pro penitentibus, / tredecies pro iter agentibus. / Tam pro papa quam pro rege / bibunt omnes sine lege. //

Bibit hera, bibit herus, / bibit miles, bibit clerus, / bibit ille, bibit illa, / bibit servus cum ancilla, /

bibit velox, bibit piger, / bibit albus, bibit niger, / bibit constans, bibit vagus, / bibit rudis, bibit magus. //

Bibit pauper et egrotus, / bibit exul et ignotus,/ bibit puer, bibit canus, / bibit presul et decanus, /

bibit soror, bibit frater, / bibit anus, bibit mater, / bibit ista, bibit ille, / bibunt centum, bibunt mille. //

Parum durant sex nummate, / ubi ipsi immoderate / bibunt omnes sine meta, / quamvis bibunt mente leta. /

Sic nos rodunt omnes gentes, / et sic erimus egentes. / Qui nos rodunt, confundantur / et cum iustis non scribantur.

 

 

 

Ho finito di dipingere  il materiale grezzo su cui Vincenzo Gioanola lavorerà per montare un corto in animazione che sarà basato sul celebre testo, e altrettanto celebre musica, dei Carmina Burana di Carl Orff. Non ho idea di quando sarà pronto, ma confido in un grande risultato di cui la Giga è una interessante anticipazione (o bozza).

http://www.vincenzoreda.it/giga/

J. S. Bach Partita per violino n. 2 in re minore BWV 1004

Da adolescente ascoltavo Dylan e Guccini insieme a Vivaldi, Beethoven, Tchajkovskij e Dvorak. A trent’anni scoprii il jazz di Monk e mi stonavo con le polacche, le mazurke e soprattutto la Ballata in sol minore opera 23, sonata da A. B. Michelangeli, di Frederic Chopin (tantissimo Horowitz, secondo me il più grande pianista, con Listz ovvio, di tutti i tempi). Nei primi anni Novanta arrivai finalmente al Mozart del Don Giovanni, del Flauto magico e, infine, del Requiem.

Di Bach ascoltavo ogni tanto le opere più famose: mi piaceva, lo conoscevo ma non avevo ancora capito un bel niente. Fino a quando, ormai quarantenne, non mi misi con passione a ascoltare le variazioni Goldberg di Gould e la Passione di San Matteo: pare ovvio che rimasi estasiato, ma era soltanto l’inizio.

Johan Sebastian Bach – nato a Eisenach il 21 marzo 1685 e morto il 28 luglio 1750 – mi conquistò la pancia  e tutto il resto quando scoprii la Partita per Violino solo sonata dal grandissimo violinista russo Nathan Milstein (1904-1992). Questo straordinario interprete sonava uno Stradivari del 1716 (ex-Goldman, da lui ribattezzato Marie-Thèrése in onore di moglie e figlia).

Lo scoprii grazie a una irripetibile iniziativa editoriale de Lo Specchio, settimanale de La Stampa. Dopo di allora quell’opera mi è stata compagna in innumerevoli serate a parlare con me stesso o con l’Insondabile; a volte, spesso, semplicemente seguendo e inseguendo le singole note che ne compongono le cinque parti (Allemanda, Corrente, Sarabanda, Giga e Ciaccona). Dura in tutto mezz’ora scarsa di cui quasi 14 minuti sono del movimento finale che è senza dubbio uno dei capolavori della musica di ogni tempo.

Ho poi apprezzato anche l’esecuzione di Uto Ughi e della Ciaccona ho una versione per pianoforte eseguita da Michelangeli: ma per me nessuno eguaglia Milstein e il suo Marie- Tèrése. La Giga mi è servita come colonna sonora di un corto animato da Vincenzo Gioanola con i miei bicchieri di vino.

Tra l’altro, questo Cd – oltre a contenere testi preziosi che descrivono le opere, i generi e riportano brevi biografie di compositori e esecutori – contiene alcuni magnifici esempi di Sonate di Arcangelo Corelli (La Follia), di Handel e tre opere di Domenico Scarlatti: tra queste, ascolto sempre volentieri e con grande piacere la Sonata per clavicembalo in mi maggiore K 380, eseguita da Ivo Pogorelich al pianoforte.

Oggi riesco a ascoltare di tutto e ho imparato a  apprezzare Shuman, Musorgskij, Ravel, Rachmaninov, Berlioz e Debussy. Poi ho continuato con il Jazz e tutto il resto: perfino la lirica e le avanguardie, almeno fino a Cage e Nono.