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I miei auguri

Quest’anno non ci saranno più i 73 biglietti dipinti uno per uno e spediti a amici e collezionisti che dal 1998 ho sempre usato per i miei auguri (qui riporto gli ultimi quattro, tutti dipinti con eccellenti Dolcetto di cari amici produttori).

Gli auguri che ho dipinto per le feste del 2017 e per l’anno prossimo sono due lavori particolari, realizzati con Barbera e Dolcetto. Uno racchiude i topos tipici del Natale occidentale, dipinti alla mia maniera in cui le macchie sono peculiarità imprescindibili. L’altro è un’opera complessa, sofferta che racchiude una simbologia personale a cui sono avvinghiato come e più tignoso di un’edera: è un lavoro realizzato principalmente a spatola, utilizzando residui secchi di vini differenti. Lo considero un capolavoro, almeno per quanto mi concerne.

Anyway, auguri a tutti quelli che mi seguono e che mi vogliono bene; e auguri particolari a quei pochi che mi capiscono e che sopportano le mie distonie, le mie pause, le mie assenze, le mie rudezze.

I miei (usuali) auguri dipinti con il Dolcetto

Ho cominciato il lavoro per i miei 73 biglietti d’auguri con il Dolcetto di Diano DOCG 2013 di Gigi Rosso. Ci metterò altri 8/10 giorni per finire (taglia i cartoncini uno a uno, prepara il fondo, rifinisci e firma, scrivi con la stilo il retro uno a uno, imbusta e scrivi gli indirizzi e poi consegna a mano o spedisci….: soltanto un pazzo come me può fare ogni anno ‘sta manfrina e anche gratis!!).

Ho finito l’1/73 e il 73/73 che sono su carta Archer da 300 gr. e in formato 27,5×35, mentre gli altri 71 sono su carta Fabriano 300 gr. 50% cotone e in formato 15×22. Il primo è destinato a Gigi Rosso, mi pare ovvio; l’ultimo lo avevo pensato per una certa persona, che forse non lo merita. Ci devo pensare. Nel frattempo, a vedere questa roba, come al solito, mi assale la depressione: mi viene da piangere e vorrei sparami in bocca. Perché? E’ troppo complicato da spiegare e forse non so neanch’io perché.

Finiti, anche prima del previsto. Ora sono soltanto più da imbustare, spedire e consegnare. Con i soliti dubbi che mi tormentano: chi scegliere tra i 73. Aggiungere è sempre (o quasi) gratificante; eliminare è sempre (o quasi) doloroso. Per quel poco che vale, ma mica poi tanto poco, almeno per quanto mi riguarda: questo è più che un gioco, un mio rito che vado officiando dal 1998 e, come tutte le cose mie, lo prendo assai sul serio. Con leggerezza, ma sul serio.

Il signore in fotografia è Gigi Rosso, il cui Dolcetto quest’anno ho scelto. Vuol essere anche un omaggio al personaggio, uno degli ultimi patriarchi del Nostro Vino. Che il Signore, o chi per lui, ce lo conservi in buona salute.