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Non Avrai Altro dio, Jan Assmann

Jan Assmann, tedesco, professore di Egittologia a Heidelberg, in questo magnifico librino tratta delle origini della violenza religiosa inscritta tra le caratteristiche principali delle tre religioni monoteiste. Il tutto a partire dalla Bibbia (Esodo e Deuteronomio, soprattutto) e dalla fuga di Mosè e del suo popolo dall’Egitto della XVIII dinastia verso la terra promessa di Canaan.

Librino complesso ma di estremo interesse.

Non avrai altro dio, Jan Assmann, 147 pp., 9 €, Il Mulino, Bologna 2007

Il grande racconto dell’evoluzione Umana di Giorgio Manzi

Il Prof. Giorgio Manzi è nato a Roma il 9 febbraio 1958, ha conseguito la maturità classica nel 1976 e la laurea con lode in Scienze Biologiche nel 1981.

E’ Direttore del Museo di AntropologiaGiuseppe Sergi“, presso il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università di Roma La Sapienza, dove insegna Paleoantropologia, Ecologia umana e Storia naturale dei primati, dove tiene corsi per studenti della Facoltà di Scienze MFN e per la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici. E’ inoltre membro del collegio docenti del dottorato di ricerca in Biologia ambientale ed evoluzionistica.
Premio internazionale “Fabio Frassetto” per l’Antropologia fisica, conferito dall’Accademia Nazionale dei Lincei nel 2006. Consigliere dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana (del quale è stato Segretario Generale dal 1999 per due mandati).
Associate Editor dell’ “American Journal of Physical Anthropology” e membro del comitato di lettura di varie riviste specialistiche e interdisciplinari.
Attività sul campo in Italia, Libia, Spagna, Giordania, Sudafrica ed Etiopia.

Il grande racconto dell’evoluzione umana (Il Mulino, Bologna 2013 – pp. 432, 45,00 €) è un libro magnifico (per gli appassionati colti, pare ovvio): confesso che, pur seguendo le recenti scoperte sulle riviste specializzate (National Geografic, Le Scienze, Nature…), ero rimasto un poco indietro alle mie letture degli anni Ottanta e Novanta (Leaky, Kurten, ecc.) e ai nomi storici della Paleoantropologia (Dart, Wedenreich, Wolpoff, ecc.). In questi ultimi vent’anni è davvero cambiato quasi completamente il panorama paleoantropologico, anche per il fondamentale utilizzo di conoscenze e tecnologie interdisciplinari (Paleogenetica, biologia evoluzionistica, epigenetica…).

Senza entrare in meriti troppo specifici, un esempio per tutti: fino a qualche anno fa si parlava di Homo Sapiens Neanderthalensis e di Homo Sapiens Sapiens; oggi si parla di due specie differenti evolutesi in luoghi differenti (il primo nell’Europa delle glaciazioni e il secondo nell’Africa delle savane) che per almeno diecimila anni hanno convissuto fino alla prevalenza della specie Sapiens. Ma altrettanto nuove sono le conclusioni riguardo a Homo Erectus, Homo Ergaster e Homo Heidelbergensis.

Mi sono davvero interessato e di nuovo appassionato, leggendo questo libro: interessante anche per quanto riguarda l’epistemologia della Paleoantropologia (scienza giovanissima, la cui data di nascita si può ragionevolmente far risalire al 1856, anno del ritrovamento in Germania, presso, Neander del primo fossile di un nostro antenato preistorico) e la capacità di saper fare divulgazione da parte, finalmente, di uno specialista italiano – come succede da sempre nei paesi di lingua anglosassone.

Era ora! E pare ovvio consigliare con convinzione la lettura di questo volume direi basilare.

http://www.youtube.com/watch?v=ecsUwx9XT-Y