Posts Tagged ‘Il Whisky di Michel Couvreur’
Il Whisky di Michel Couvreur

Di whisky, soprattutto tra la seconda metà degli anni ottanta e il 2005, ne ho bevuti tanti e in quantità notevole: quasi sempre single malt di qualità elevata e prezzo conseguente. Purtroppo, dopo il grosso guaio che mi successe nel 2005, oggi non bevo quasi più superalcolici: ogni tanto un rum, una grappa e assai di rado whisky. All’epoca ero un intenditore, conoscendo almeno una settantina di marche diverse, rigorosamente single malt scozzese (con la nota eccezione del Bushmills, irlandese). Tra i miei preferiti, lo Springbank, certe riserve di Macallan,  l’Old Fettercairn, il Glenfarclas. Tra i whisky di Islay, peculiari per le note di torba: il Caol Ila, il Port Ellen e l’Ardbeg (senza disprezzare Bruichladdich e  Bunnahabhein, più delicati). La mia bibbia era questo librino qui illustrato: pubblicato nel 1989 e tradotto in Italia nel 1990 da un piccolo editore romano, questo volumetto tratta di circa 120 marche e descrive come si deve la straordinaria galassia che costituisce il whisky scozzese di single malt.

Dicevo: ho bevuto tanto whisky e speso un sacco di soldi, ma quello che mi è stato omaggiato in questi giorni è, senza alcun dubbio, il migliore che io abbia mai assaporato. Non conoscevo prima d’oggi questo signor Michel Couvreur: è un belga che commercia prestigiosi vini di Borgogna in Bouze-les-Beaune e che verso la fine degli anni Settanta si è innamorato del whisky scozzese. Tratta soltanto con distillerie artigiane e invecchia i suoi whisky in botti che hanno affinato sherry, secondo un’antica e consolidata consuetudine scozzese. La bottiglia che mi è stata regata (come appare ovvio, mi sembra scortese citare la provenienza…) contiene un balsamo che ha passato 35 anni dentro una botte, a partire dal 23 maggio del 1970. Il colore, dato dal legno (e non dall’aggiunta di caramello, come per quasi tutti i whisky commerciali), è un giallo ocra che quasi vira su toni marroncini. Al naso non fa sentire un alcol gentile di 47% vol. ma una complessità di note di miele e albicocca assai intense (e sfumature di cacao, caffè e tabacco). In bocca esplode un sapore secco e morbidissimo allo stesso tempo: la persistenza è qualcosa di indescrivibile con retrogusti complessi che evolvono per diversi minuti dopo aver degluttito. Gli ho reso l’onore, meritatissimo, di uno dei miei bicchieri più belli, soffiato in un sol pezzo da uno dei migliori artigiani di Murano.

Davvero fantastico, che dire d’altro se non ringraziare e benedire chi ha avuto la gentilezza di rendermi quest’omaggio esclusivo.

Non so dove lo si possa acquistare (sul web ci sono diverse offerte a prezzi assai differenti: bisogna stare accorti agli anni di invecchiamento), comunque in Italia è importato Da Gaja Distribuzione in Barbaresco (CN).