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Paolo Monelli: Alessandro Tassoni e il vino omerico

“…narra infatti il poeta (Alessandro Tassoni) che Venere Bacco e Marte scesi in terra per dare manforte ai modenesi in guerra con i bolognesi per la faccenda della secchia, la prima sera a Modena « a un’osteria si trassero in disparte – ch’avea un trebbian di Dio dolce e rodente; – e con capponi e starne e quel buon vino – cenaron tutti e tre da paladino ». (Il trebbiano di cui parla il poeta è quello che si fa sulla collina di Sassuolo; un altro trebbiano si fa in piano nel forlivese, asciutto, di colore paglierino, piuttosto leggero). E la canina (uno dei rari vini di genere femminile, come l’albana, la barbera, la freisa e la dôle del Vallese), che bevvi a Terra del Sole ospite del dottissimo Giovanni Giulianini, che lodava quel vino, mescendolo con aggettivi omerici, erythrós, eúphros, aíthops, vermiglio, giosioso, vivace; certo non vidi mai  un rosso più pieno e sfavillante. E sarebbe eresia confondere questa linfa robusta con il canina che piace ai faentina ed ai ravennati, innocuo vinello di scarsa gradazione e dagli aliti di violetta.”

Paolo Monelli (I vini d’Italia di Luigi Veronelli)