Posts Tagged ‘Leccino’
Il Baratuciat di Giuliano Bosio

Quella vecchia vite, con la sua pergola che perdeva sempre un sacco di foglie che disordinavano il bel giardino, dava un sacco di fastidio alla Signora. Fu così che, Giorgio Falca (la vite era un fossile della vigna di famiglia), decise di tagliarla ma, prima, interessò un vivaista per ricavarne e conservarne alcune barbatelle. Giorgio Falca, oggi scomparso, lasciò quelle barbatelle in eredità al suo amico Giuliano Bosio. Nel 2004 questi decise rimettere in ordine tre dei 14 ettari che la sua famiglia aveva lasciati incolti fin dagli anni Sessanta, e dunque riconvertì i magnifici terreni morenici – esposti a sud, sopra una terrazza a circa 450 mslm all’imbocco della Val di Susa, nel comune di Almese – in vigneto, frutteto e oliveto. Da quelle barbatelle, circa una decina di anni fa, vennero piantati due piccoli vigneti per un totale di circa 1/3 di ettaro (una “giornata” piemontese) da cui Giuliano vinificò lo scomparso autoctono Baratuciat; è un vitigno a bacca bianca, vigoroso, di media maturazione che fruttifica grappoli di media densità con gli acini color ambra. Oggi ne ricava poche centinaia di bottiglie per un bianco di caratteristiche organolettiche uniche e che ha chiamato Gesia Veja. Vino di profumi delicati che riportano a fiori e frutti bianchi con note balsamiche, giusta acidità, palato complesso e persistenza straordinaria. Il Baratuciat è prodotto da un paio di altri viticultori ma a breve nuovi vignaioli si cimenteranno con questo piccolo portento. Giuliano Bosio produce anche altri vini assai interessanti: il La Goja, un Syrah in purezza rosso e rosato; il rosso Le Mute, da uve autoctone Avanà al 40% e Bequét per il restante 60%; e infine il rosso Invigna da uve Chatus (è il Nebbiolo di Dronero che in Val Susa si chiama Brunetta e nel Pinerolese è conosciuto come Neiret). Sono tutti vini di estremo interesse, prodotti con la supervisione dell’Università di Torino in circa un unico ettaro che Giuliano cura con una passione che descrivere sarebbe comunque riduttivo. Di grandissimo pregio l’olio che produce da poche decine di viti (Leccino toscano e Peranzana pugliese): acidità quasi nulla con profumi e gusti delicatissimi che fanno invidia ai celebratissimi olii liguri e gardesani. Pare ovvio che questo genere di produzioni, più che di nicchia, hanno prezzi che non sono certo da GDO: i numeri sono soltanto per appassionati e conoscitori in grado di apprezzarli al meglio. Cos’altro posso dire se non invitare chi mi segue a fare una visita a Giuliano Bosio, chiamando prima e disponendo l’animo al giusto rispetto di un posto, ricordo, sorvegliato e protetto dalla severa dirimpettaia: la Sacra di San Michele.

bosio.giuliano10@gmail.com

http://www.baratuciat.com/index.htm

L’essenza del cibo

http://www.fattoria-casabianca.it/it/azienda/prodotti/extravergine-casabianca2

L’olio me lo ha mandato il mio amico Patrick Spencer, californiano di nascita (di Sacramento, la capitale) e ormai toscano d’adozione: in questo periodo una delle mie massime aspirazioni alimentari è data dalla possibilità di gustare l’olio appena franto: tra un mese, come ben sanno soprattutto i toscani, avrà un altro sapore e i profumi non saranno più quelli, straordinari, di questi giorni.

Quest’olio è spremuto da Aldo Liquori (che non conosco personalmente) dalle olive maturate nei suoi circa dieci ettari di olivi posti a circa 340 mslm in località Bùcine, Val d’Ambra, in provincia di Arezzo. La sua composizione è costituita dalle varietà Frantoio 75%, Leccino e Moraiolo 10% e Pendolino 5%, si chiama Poggio al Sole ed è un olio di aromi straordinari e di altrettanto eccellente palato; piuttosto fine ed elegante rispetto a certi olii toscani, non presenta quelle note piccanti che a certi buongustai possono recare fastidio. Nella Fattoria Casabianca si producono anche vini (17 ettari) a base Sangiovese e Trebbiano, con Merlot e Chardonnay: pare siano ottimi e certo bisognerà valutarli, se la qualità è quella di quest’olio sopraffino….

Gustarlo sopra una frisella (o una fetta di pane vecchio di qualche giorno) in compagnia di origano (del Gargano), sale (dell’Himalaia) e aceto di produzione personale (la mia è una ricetta complicata) per me rappresenta il massimo dell’essenza del cibo. E poi, chiaro, un Nebbiolo come si deve: per esempio il daBatié (da battezzare, letteralmente, in piemontese) 2011 di Gianni Gagliardo. Niente di meglio!

Azienda Poggiosecco di Cerreto Guidi (Fi)

Marco Filippello l’ho conosciuto al Wine Festival di Merano, salvo poi scoprire che abita a pochi metri da casa mia nel centro di Torino.

Marco produce vino e olio nel Montalbano, territorio  situato tra Empoli e Firenze, a Cerreto Guidi, due passi da quel Vinci che dette i natali a un certo Leonardo, appassionato di cucina e proprietario di una vigna di un ettaro scarso nel centro di Milano (gliela donò il Duca Ludovico il Moro nel 1499) di cui ancora vi sono tracce nel giardino di Casa degli Atellani al numero civico 65 di corso Magenta.

L’azienda Poggiosecco, 12 ettari di vigne e 4 di oliveti, produce vino e olio con metodi biologici certificati.

L’olio è strepitoso a un prezzo, bisogna ricordare che siamo in Toscana e non in Puglia, molto conveniente (intorno ai 12 euri). Ovviamente si parla di un extravergine spremuto a freddo, molito entro le 24 ore della raccolta a mano. Le varietà sono i classici Leccino, Moraiola, Frantoiana.

Per quanto riguarda il vino, il prodotto di punta è il Chianti Anorà riserva (oggi è in vendita il millesimo 2006): un Sangiovese in purezza di buon corpo, con tannini morbidi e una giusta persistenza: non ha, grazieaddio, visto legno e ha un prezzo davvero onesto (siamo tra i 6 e gli 8 euri!). Buoni tutti gli altri vini bio, ottimo il Poggiosecco: un Chianti classico con Canaiolo, Colorino e Malvasia a tenere compagnia al Sangiovese.

Siamo a scrivere di un’azienda seria che produce vini corretti e li vende a prezzi più che buoni: il vino non necessariamente deve essere sempre al top. Dovrebbe invece essere sempre corretto, onesto, nella tradizione e venduto al prezzo giusto.

http://www.poggiosecco.it/