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I Maya e il Barolo

Il 23 novembre 2012 è una data importante per me: esce nelle edicole di tutta Italia il mio libro sui Maya per i tipi di Gruner-Mondadori, abbinato a Focus Storia su cui ho curato lo speciale dedicato alla mia cultura prediletta.

Dunque, necessita festeggiare!

Ho aperte due bottiglie di Guido Porro: il Barolo Lazzairasco 2008 e il Paesan 2008. Sono due vini eccellenti che vengono da Serralunga, borgo mio prediletto. Guido Porro me lo ha indicato Franco Anselma: bevo a pasto i suoi Barbera e Dolcetto acquistati sfusi e ottimi entrambi. Ma ho trovato di qualità superiore queste due bottiglie al top della produzione di quest’azienda che vanta oltre un secolo di attività. 15% vol. per il Barolo, che è certo un figlio possente della porzione più bassa del cru Lazzarito, ma lo trovo anche sorprendentemente pronto, elegante, armonioso. Altrettanto valido il blend di Nebbiolo e Barbera, meno alcolico certo (14% vol.) e meno complesso, ma comunque un vino di notevole interesse e con una personalità tutta sua. Guido ne produce 4.000 bottiglie, mentre 7.000 sono quelle di Barolo su una produzione che non arriva a 30.000 bottiglie in totale. Il rapporto qualità/prezzo è straordinario: circa 17 € per il Barolo acquistato in cantina!!

Tutt’altra faccenda per lo Sperss 2003 di Gaja.

Ne ho una cassa che Angelo mi fece recapitare dopo i miei articoli che descrivevano la verticale di questo Barolo sensazionale (in realtà al Nebbiolo del cru Marenca-Rivette - sempre di Serralunga si tratta- sono aggiunte uve Barbera per il 6%) svoltasi in occasione del Vinitaly 2012. Ero rimasto incantato da questo millesimo, ritenuto sfortunato e di cui soltanto il 30% del vino ebbe l’onore e l’onere di diventare Sperss.

Aspettavo un’occasione appropriata per deliziarmi con una di queste bottiglie. E i miei Maya mi hanno suggerito di gustare, con qualche meritevole amico, questo vino strepitoso: che dire? Nulla che non abbia già detto e scritto per uno dei migliori Barolo che esistono su questo pianeta: i miei compagni di bevute sono rimasti semplicemente senza parole….

 

Sperss: un sogno di “Nostalgia” ovvero…I have a dream

Il periodo era quello tra le due guerre. La severa valsusina Clodilde (Tildìn, in famiglia) mandava il figliolo Giovanni a vendemmiare i Nebbiolo in quel di Serralunga, ovviamente dopo la vendemmia delle vigne di proprietà in Barbaresco. E lì Giovanni si divertiva, gli piaceva lavorare senza il pesante assillo degli occhi di famiglia: e gli davano anche qualche soldo. E ancora: vendemmiare uve che sarebbero diventate Barolo costituiva una sorta di valore aggiunto per chi dai grappoli Nebbiolo spremeva da sempre Barbaresco. (continua…)