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Scrittura Maya, Maria Longhena

Ho letto e riletto questo libro di Maria Longhena e ne rimango sconcertato.

Sconcertato perché in un impianto generale ben documentato, qui e là sono seminate sviste clamorose che non sono accettabili da parte di un divulgatore serio e, a maggior ragione, da parte di chi si definisce studioso.

Yuriy Valentinovich Knorozov (o Knorosov, come scrive M. Coe, da anglofono), personaggio chiave nell’opera di decifrazione della scrittura maya, viene citato più volte come: Knorosof, che è una trascrizione senza senso. L’abate francese Charles Etienne Brasseur de Bourbourg viene citato come: Brasseur de Bouburg; e la grande Tatiana (Tania, per gli amici), anch’ella perde una vocale e da Proskouriakoff diventa Proskuriakoff….

Ma ci sono sviste ben più gravi. A pagina 102 si legge: «..una sorta di “anno zero” che per noi corrisponde al 2 agosto del 3114 (per alcuni 3113) a.C.»!!! Quasi tutti gli studiosi accettano l’11 agosto e alcuni (Coe e Schele, per esempio) insistono sul 13 agosto, non ritenendo attendibile la correzione di due giorni della correlazione GMT: il 2 agosto è un arbitrio senza senso della Longhena.

Mi limito a citarne ancora una. A pagina 164 si legge che Huitzilopochtli, divinità tribale degli aztechi, significa “Colibrì del sud” oppure “Colibrì sulla sinistra“. Orbene, bisogna precisare che le genti precolombiane si orientavano rivolgendo la faccia verso il sole nascente, dunque l’est era di fronte, l’ovest dietro, il nord a sinistra e a destra il sud. Huitzilopochtli significa, più o meno, “Colibrì di sinistra, che viene dalla sinistra”: ovvero, colibrì del nord!! E del nord perché dal nord i mexica (aztechi o tenochca) invasero l’atipiano messicano tra il XII e il XIII secolo.

Eliminate le molte sviste, il libro illustra abbastanza bene circa 200 glifi maya, tra quelli fondamentali. La scrittura è semplice e comprensibile; purtroppo, si fa spesso molta confusione tra usi, costumi e credenze delle diverse culture mesoamericane e, come non bastasse, ogni tanto  si trova qui e là un poco di Perù, che non guasta…

Che dire? Come lavoro divulgativo è tutto sommato poco organico e non molto fruibile; dal punto di vista scientifico, ci troviamo davanti a troppe imprecisioni e si ha l’impressione di trovarsi al confronto con un’autore che non soltanto non ha una preparazione specifica (almeno per quanto attiene all’epigrafia maya), ma ha svolto un lavoro non abbastanza accurato.

Il volume è una riedizione aggiornata (vista l’attualità) nel 2011 di Mondadori Arte di un libro edito nel 1998 da Mondadori. Costa 24 € (mal spesi se proprio non si è addentro alla materia) e si compone di 180 pagine  con una veste abbastanza pretenziosa (non brutta, comunque) e la solita carta patinata opaca a occhio di 135 gr. con stampa a due colori.

Per finire, e per la cronaca, Maria Longhena è quella bella figura di esperta che aveva sostenuto che la fine del mondo (l’ennesima, che noia!) sarebbe avvenuta lunedì 5 giugno 2012, sulle basi di sue ricerche….Mah.