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VITE COLTE

Mani. Testa. Cuore.

4 novembre 2011 – Barolo

Vite Colte si presenta alla stampa con la partecipazione dei viticoltori e delle loro famiglie che hanno preso parte al progetto.

Da gennaio 2016 i vini di eccellenza dell’azienda Terre da Vino saranno firmati Vite Colte.

Questa decisione è frutto di un lungo percorso iniziato più di vent’anni fa quando si è deciso di produrre il primo vino con questa filosofia, la Barbera d’Asti Superiore “La Luna e i Falò”.

Da quando, nel 2000, sono state inaugurate le nuove e moderne Cantine a Barolo, si è completato il percorso che ha portato l’azienda a creare un modello che si è esteso e ha portato a produrre tutti i vini d’eccellenza con gli stessi parametri di qualità.

Le uve per Vite Colte nascono dai vigneti delle zone più vocate del Piemonte e dalle mani dei viticoltori più esperti ed attenti, che rappresentano la punta di diamante dei soci di Terre da Vino: al progetto Vite Colte partecipano centottanta viticoltori che coltivano trecento ettari, una parte dei quali in conversione a biologico, gli altri in gestione integrata.

Ogni viticoltore dedica solo una parte della sua proprietà al progetto Vite Colte, circa 1 o 2 ettari, in modo  da poter assicurare ad essa le cure più assidue, in un costante dialogo con l’assistenza tecnica agronomica. E’ un vignaiolo vero, che ci mette tutta l’abilità, la passione e la faccia.

La condivisione e la collaborazione tra le persone sono alla base di questo grande progetto, nessuno può fare da solo, l’unione fa la forza.

Vite Colte è l’arte di coltivare la vite. Una conoscenza che nasce dal dialogo tra mondi e generazioni diverse: da una parte i saperi contadini, l’esperienza, la tradizione, la passione tipicamente piemontese per il lavoro accurato; dall’altra la ricerca e la conoscenza scientifica. Mondi talvolta distanti che hanno richiesto tempo e impegno reciproco per trovare una sintesi.

Maurizio Gily, agronomo e direttore di Mille Vigne, ha moderato la presentazione. Il presidente, Piero Quadrumolo, ha raccontato “Abbiamo un vasto patrimonio di vigneti, che vuol dire poter scegliere il meglio; i viticoltori più bravi e  motivati del gruppo, con le loro famiglie; impianti enologici moderni, la tecnologia che serve a preservare e valorizzare la qualità dell’uva; una squadra tecnica di prim’ordine, coordinata da Daniele Eberle in campagna e Bruno Cordero in cantina; oltre alla grande responsabilità di sostenere l’economia di centinaia di famiglie”.

Daniele Eberle, agronomo e responsabile vigneti, è il coordinatore del progetto in vigna e ha voluto sottolineare: “Dobbiamo imparare insieme il linguaggio per leggere il libro della natura. C’è molta manualità in vigneto e l’impegno è costante tutto l’anno”.

Si vendemmia infatti alla data stabilita, si vinifica in vasca separata, si segue anche in cantina il vino che nasce secondo protocolli rigorosi e con tutte le attenzioni che la ricerca dell’eccellenza richiede, privilegiando il minimo intervento tecnologico.

Per Terre da Vino è un punto di svolta: la strada fatta è molta, quella da fare è appena cominciata.

 

Cristina Torrengo

VITE COLTE – Via Bergesia 6 – 12060 Barolo (CN) – Italy

Tel. 0173 564611 – Fax. 0173 564612

www.vitecolte.it

Grignolinando in Monferrato

Assai vario il paesaggio del Monferrato casalese, patria del Grignolino e di una Barbera troppo poco apprezzata. Non la stucchevole monocultura della Langa nobile e non quei paesi ormai divenuti svizzeri dove brulicano tedeschi e austriaci che arano le strade sulle loro magnifiche automobili. Qui c’è ancora aria di casa e di villaggio, ci sono le aie che odorano di letame e la gente è semplice, disponibile, bella. Poi è bravo Maurizio Gily a organizzare una manifestazione che ha coinvolto 400 persone a spasso per le cantine del Monferrato a scoprire quanto è particolare il Grignolino di qui, con la sua acidità e i tannini selvaggi che gli regalano le “grignole”, ovvero i vinaccioli (da qui il nome). In tempi in cui infuria la moda dei rosé vinificati da rossi, questo lo è per sua natura. Provate a bere un Grignolino con una zuppa di pesce (brodetto, caciugo, ecc.) o con degli spaghetti ai frutti di mare. Poi ne riparliamo.

Ho visitato e bevuto Liedholm a Cuccaro, Gaudio a Vignale e Cantine Valpane a Ozzano (ne parlerò a parte). Il mio amico Piero Arditi, finalmente, s’è deciso a produrre anch’egli un Grignolino: particolare, come il suo solito. Ne parlerò. Intanto, oltre al Grignolino, da lui ho bevuto la sua portentosa Barbera 2001: uno schianto di vino. In tempi in cui tutti si lamentano, Piero che il vino lo fa buono ha le cantine vuote. E se lo merita. Salute.